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Augmented Reality

  • Pubblicato 12 mesi fa
  • 4 min per lettura

Di Laura Zanotti

Giornalista Digital4,

Portare la magia della tecnologia nella quotidianità per guardare il mondo con occhi diversi. Come? Attraverso visori e schermi di qualsiasi foggia e misura che consentono di sovrapporre un livello virtuale a quello visuale: è questo il principio della realtà aumentata. Il risultato? Un'esperienza decisamente più immersiva per una comunicazione estremamente più puntuale e di qualità.

Entrare in una galleria d'arte e vedere i quadri esposti prendere vita, camminare per una città avendo sempre a disposizione una guida virtuale che, in tempo reale, vi aiuta a muovervi nello spazio offrendovi dettagli e informazioni di qualsiasi tipo, dal significato di una scultura al ristorantino tipico dove andare a mangiare. Montare un mobile o aggiustare un componente di una macchina, seguendo istruzioni a video che mostrano come scegliere e sistemare i pezzi che avete davanti o, ancora, prendere in mano la confezione di un prodotto sconosciuto che, aprendosi da sola, vi mostra quello che contiene. Sembrerebbe magia e invece è tecnologia: si chiama realtà aumentata, dall'inglese Augmented Reality (AR), e serve a guardare il mondo con gli stessi occhi ma con un'intelligenza diversa. Come? Attraverso visori e schermi di qualsiasi foggia e misura che consentono di aggiungere informazioni di qualsiasi tipo a ciò che si sta guardando. E questo potenzialmente accade in qualunque momento e in un qualsiasi luogo.

Come funziona l'AR?

Il principio di funzionamento si basa su un uso evoluto delle immagini che, inserite in un'apposita banca dati, vengono associate a testi, disegni, foto, filmati dal vero o in animazione. Quando uno smartphone, un tablet, oppure un qualsiasi display dotato di fotocamera (che può essere lo screen di un pc così come un videowall o un paio di smart glasses) inquadra qualcosa, un'applicazione elabora quello che vede associando a ogni oggetto un preset di informazioni che vengono proiettate in sovraimpressione. Il risultato è una nuova forma di comunicazione digitale associata alle tecnologie di visione di ultima generazione.

Tecnologia immersiva… sempre più pervasiva

Gli analisti parlano di un mercato che oggi vale 15 miliardi di dollari ma nel 2020 arriverà a movimentarne più del doppio, superando i 120 miliardi di dollari (Fonte: Digi-Capital 2016).

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L'Augmented Reality e la sua declinazione basata sulla simulazione immersiva, chiamata Virtual Reality (VR), hanno trovato applicazione nel mondo dell'entertainment e dell'infotaiment. Videogiochi, parchi di divertimento, realtà museali e mondo dell'editoria hanno portato avanti nuove modalità di ingaggio e di relazione proprio grazie alla realtà aumentata, incrementando sia il livello di coinvolgimento di giocatori, visitatori e lettori sia il valore dell'informazione che, attivandosi in base al tipo di interazione innescato dall'utente, risulta più ricca, personalizzata e completa. La differenza tra l'AR e la VR, infatti, è che la seconda è una tecnologia di simulazione immersiva totale, abilitata da caschi e visiere speciali che creano un ambiente immaginario (animato o dal vero) in cui la persona ha la percezione di potersi muovere e interagire come se questo fosse reale, grazie a tecniche di motion capture evolute.

Ambiti applicativi dell'AR

Complice il livello di sofisticazione tecnologica e lo sviluppo delle piattaforme in cloud, in parallelo la realtà aumentata si è andata affermando anche nel mondo dell'assistenza, tecnica e sanitaria, così come nel mondo della distribuzione. Oggi si usa la realtà aumentata nei siti di e-commerce così come nei camerini virtuali (magic mirror) per far provare in maniera virtuale un capo, oppure si offre un servizio grazie a cui, inquadrando con il telefonino un catalogo di prodotti o un flyer, è possibile visualizzare in 3D un mobile o un elettrodomestico. Questo non solo aiuta a capire meglio com'è fatto un articolo, quasi come lo si stesse guardano in negozio, ma permette anche di posizionare il prodotto virtualmente in casa propria, per capire se può stare bene o meno con il resto dell'arredamento. Insomma, gli ambiti applicativi della realtà aumentata sono pressoché infiniti al punto che gli analisti hanno segmentato il comparto tra soluzioni B2B (Business to Business) e B2C (Business to Consumer) facendo una proiezione dettagliata dell'andamento del mercato da qui ai prossimi cinque anni.

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Secondo le proiezioni degli analisti di ABI Research, da qui al 2020 gli investimenti in AR vedranno crescere il capitolo degli occhiali intelligenti, di cui si prevendono vendite nell'ordine dei 21 milioni di unità totali, con un tasso di crescita annuo pari al 78% in 5 anni (CAGR). I ricavi totali per il mercato della realtà aumentata seguiranno un andamento simile con un CAGR stimato nell'ordine del 73% tra il 2015 e il 2020, in cui sono comprese sia le vendite di hardware dedicati AR e dispositivi mobili, sia i contenuti AR dedicati e il software di programmazione relativo. La domanda sarà ripartita tra i più importanti mercati verticali, tra cui l'istruzione, il gaming, la sanità, l'industria e la distribuzione al dettaglio. Il mercato Realtà Virtuale vedrà tassi di crescita simili, ma in un mercato molto più piccolo rispetto a AR.

I driver dello sviluppo digitale

A potenziare la diffusione di questo nuovo modo di comunicare e gestire le informazioni sono da un lato la quantità di dispositivi a portata di mano e a portata di azienda che possono essere utilizzati per erogare servizi a valore aggiunto a qualsiasi target e, dall'altro, la capacità elaborativa delle nuove piattaforme di gestione e di erogazione dei contenuti. Il mondo digitale, costellato di sempre nuovi touch-point, trasforma il dialogo con gli utenti in nuove chiavi di servizio ad alto effetto scenico. Grazie a questa combinazione, l'AR permette di cortocircuitare le informazioni digitali in una chiave decisamente più smart, andando a rafforzare il fascino della rappresentazione e la qualità della comunicazione.