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Dietro le quinte del retail: la digitalizzazione dei processi di back end per un servizio su misura

  • Pubblicato 5 mesi fa
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In Italia, nel 2016, circa 20,5 Milioni di persone (il 65% degli utenti internet) hanno preferito il web al punto vendita fisico (1). Questo dato dimostra come il comportamento d'acquisto dei consumatori si sia evoluto e come potenzialmente qualsiasi luogo, dal divano di casa all'area relax dell'ufficio, possa diventare un canale di distribuzione del settore retail.

Amazon è stato un antesignano: ha colto questa tendenza e ha fondato su di essa il proprio modello di business oltre che la propria fortuna. Implementando l'opzione Amazon Prime, inoltre, ha coniugato al desiderio dell'"hic" anche l'esigenza del "nunc", assicurando un servizio real time al proprio consumatore.

La digitalizzazione dei processi di back end

In questo nuovo scenario, il punto vendita ha reso ibrida la propria natura, facendo convergere il mondo fisico con il digitale; ha ridotto la sua superficie, da centinaia di metri quadri ad un semplice bottone nel caso del "Dash Button", ma ha anche dovuto rimodulare i propri processi di back end.
infograficaLo studio condotto dalla School of Management del Politecnico di Milano ha confermato quest'ultima tendenza. Nel 2017, infatti, il 78% dei top retailer italiani vorrebbe investire nei processi di back end, rispetto al 56% del 2016.
L'introduzione di tecnologie innovative, come Big data e IoT, ha portato allo sviluppo di una filiera 4.0, a partire dal miglioramento dell'efficienza amministrativa.
La creazione di portali online per la gestione dei rapporti con i fornitori consente di semplificare, velocizzare e monitorare la gestione dei documenti legati all'approvvigionamento aziendale. Le soluzioni di fatturazione elettronica, inoltre, permettono di gestire in modo automatico il ciclo attivo e passivo, accorciando i tempi di pagamento, ed evitando i colli di bottiglia e di conseguenza l'out of stock. La configurazione di workflow automatici, infatti, permette di snellire i tempi di approvazione delle varie fasi del processo, minimizzando gli errori e i ritardi, e aumentando il livello di sicurezza e di protezione delle informazioni nel rispetto delle compliance aziendali. A dimostrazione di ciò, nel 2016, il 19% dei top retailer ha investito in soluzioni di fatturazione elettronica e dematerializzazione, volti al miglioramento dei processi di back end amministrativi.
Dalla gestione dei fornitori fino al magazzino, la trasformazione digitale sta interessando qualsiasi reparto aziendale, nell'ottica di una riduzione dei costi e del time to market. Lo studio, infatti, ha rilevato che nel 2017 l'intenzione d'acquisto del top management si sposterà verso soluzioni tecnologiche a supporto della logistica. Per esempio, il 41% vorrebbe investire in sistemi di trasporto intelligente in grado di monitorare, tracciare e geolocalizzare lo stato di consegna.

I processi di back end alla base della customer satisfaction

Grazie alla digital transformation la supply chain può lavorare in maniera integrata, contribuendo allo sviluppo di modelli di "distribuzione su misura", che giovino non soltanto alla redditività aziendale ma anche alla fidelizzazione del proprio cliente. Oggi il nuovo paradigma d'acquisto è definito non più solo dalla personalizzazione del prodotto, ma anche dalla personalizzazione del canale di vendita, sia esso fisico o digitale. Per soddisfare questo bisogno è importante, dunque, introdurre a livello di back-end tecnologie capaci di rendere più veloce ed efficiente il time to market.


1 Osservatorio Multicanalità promosso da Nielsen in collaborazione con School of Management del Politecnico di Milano http://www.nielsen.com/it/it/insights/news/2016/shopping-evolution-2016.html