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Digital Transformation - un mondo multifunzionale e multidispositivo

  • Pubblicato 1 anno fa
  • 3 min per lettura

Di Laura Zanotti

Giornalista Digital4,

L'ergonomia e l'efficacia dei processi digitali, sviluppati in maniera sempre più integrata, stanno trasformando gli ambienti di lavoro in nuovi ecosistemi altamente più collaborativi. Lo smart working, infatti, è un modo di lavorare più intelligente in termini di fruizione delle tecnologie e del tempo secondo nuovi concetti di qualità della vita e della produttività individuale. Sfruttando le tecnologie mobile e le nuove piattaforme di condivisione e di collaborazione, infatti, le aziende aiutano i lavoratori a conciliare meglio i loro impegni di lavoro.

La trasformazione digitale permette di innescare modelli di lavoro più efficienti coinvolgendo tantissime tecnologie diverse. Secondo l'Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, la Unified Communication & Collaboration (UCC) è usata già dal 70% delle aziende intervistate, mentre i progetti mobile sono un percorso integrato dal 51% del campione. Lo smart working, infatti, sta cambiando i connotati delle organizzazioni, portando efficienza, velocità e maggiore trasparenza a tutti i processi. Sui progetti di social collaboration, in particolare, i ricercatori sottolineano come sia il 77% delle grandi aziende e il 34% delle PMI ad aver già in produzione sistemi e soluzioni che sfruttano le nuove piattaforme di condivisione di file, immagini, video e foto, supportati da soluzioni in cloud che garantiscono la scalabilità necessaria a un percorso di sviluppo continuo. Le aziende, dunque, stanno studiando soluzioni e servizi atti a favorire il capitale creativo, la capacità di comunicare tra le persone (dipendenti, collaboratori, partner, clienti, consumatori, cittadini) e la produttività, individuale e collettiva. 

Ciò che è fondamentale è stabilire un legame sociale tra i diversi attori dell'inarrestabile processo tecnologico che investe persone e cose, progettando nuove tipologie di spazi di lavoro e in grado di stimolare questi nuovi modi di vivere lavorando. Con l'arrivo delle tecnologie mobile, infatti, siamo tutti cambiati. Non a caso le aziende hanno iniziato a introdurre politiche più lungimiranti nella gestione del BYOD. Secondo i dati degli Osservatori, è il 91% delle grandi aziende ad aver integrato un Enterprise Mobility Management evoluto ma anche le PMI sono a buon punto (il 49%). Di fatto già l'82% delle grandi aziende e il 41% delle PMI ha introdotto una flessibilità negli orari proprio per favorire lo smart working.

Un mondo multifunzionale e multidispositivo

Quello che serve sono nuove modalità di archiviazione e di accesso alle informazioni associate a servizi sempre più innovativi, che permettano una fruizione dei contenuti on demand, che siano on premise o in cloud, consentendo di capitalizzare l'evoluzione digitale in un'ottica multicanale, multilingua e multipiattaforma. L'importante è progettare piattaforme facili da usare, che non vadano a pesare sui carichi di lavoro delle infrastrutture aziendali, che siano sicure e che garantiscano la qualità dell'informazione distribuita.

Le tecnologie digitali, infatti, stanno favorendo una nuova cultura aziendale, riducendo i tempi di lavorazione, gli errori e le ridondanze, con ulteriori vantaggi in termini di integrazione ed efficienza. Nelle smart city, infatti, la qualità della vita guarda a nuovi valori in cui il tempo e lo spazio diventano relativi. La comunicazione e la collaborazione devono essere veloci, l'informazione deve essere disponibile quando serve davvero e a chi serve davvero. Display touchscreen da una parte e nuovi sistemi ad alta ingegneria d'altra, garantiscono una fruizione dei servizi digitali facili da usare, intuitivi, ergonomici e spesso anche più economici rispetto ai costi dei sistemi pregressi tradizionali. Perché dallo smart working alle smart city… il tap è breve.

Osservatorio Smart Working 2015 - Politecnico di Milano


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