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Fatturazione elettronica B2B, tra normative e opportunità

  • Pubblicato 1 anno fa
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Di Laura Zanotti

Giornalista Digital4,

La Fatturazione elettronica non è soltanto una versione digitale del documento fiscale. Attraverso un approccio più evoluto e funzionale, infatti, l'e-invoice rientra in un processo di document management evoluto, associato alla conservazione sostitutiva che, se integrato al ciclo dell'ordine, consente la massima efficienza non solo a livello operativo ma anche economico.

Attraverso l'uso di soluzioni software più o meno avanzate, infatti, è possibile semplificare e velocizzare la gestione, mettendo a sistema una serie di informazioni: in modo destrutturato oppure in modo ancora più strutturato ovvero integrato anche all'ERP aziendale, che fa rientrare la gestione del ciclo di vita della Fattura secondo un modello altamente più funzionale.

A favorire questa innovazione digitale i Governi, che hanno identificato nella Fattura elettronica un sistema di efficientamento dei processi in termini economici ed operativi. In Italia, è dal 1 gennaio 2013 che è stata recepita la Direttiva IVA 2010/45/UE secondo la quale "per Fattura elettronica si intende la Fattura che è stata emessa e ricevuta in un qualunque formato elettronico", e sancisce la parità di trattamento per Fatture elettroniche e cartacee anche per quanto riguarda la garanzia di autenticità dell'origine, integrità del contenuto e leggibilità nel tempo (ottenibile ricorrendo alla firma digitale, a soluzioni di Electronic Data Interchange oppure affidandosi ai controlli di gestione). La road map governativa ha segnato una calendarizzazione precisa degli adempimenti a cui imprese ed organizzazioni pubbliche e private devono attenersi.

  • Il 6 giugno 2014 è scattato l'obbligo di emettere Fatturazione elettronica per la Pubblica Amministrazione italiana: il decreto inizialmente ha coinvolto i ministeri e loro articolazioni.
  • Il 31 Marzo 2015 l'obbligo della Fatturazione elettronica è stato esteso a tutte le pubbliche amministrazioni e ai loro fornitori. L'obiettivo del legislatore è quello di assicurare l'effettiva tracciabilità dei pagamenti e garantire un maggior controllo della spesa pubblica.
  • Il 1° luglio 2016 l'Agenzia delle Entrate metterà a disposizione dei contribuenti, gratuitamente, un servizio per la generazione, trasmissione e conservazione delle Fatture elettroniche (il medesimo previsto per la Fatturazione Elettronica verso la PA, il cui obbligo è entrato in vigore il 6 giugno 2014).
  • Il 1° gennaio 2017 il Ministero dell'Economia e delle Finanze metterà a disposizione dei contribuenti, sempre gratuitamente, il Sistema di Interscambio (SDI) che diventerà, così come è accaduto con la PA, lo strumento di veicolazione delle Fatture tra fornitore e cliente che garantirà l'esito dell'invio e della ricezione del documento e restituirà in tempo reale lo stato delle operazioni rilevanti ai fini IVA.

Secondo gli analisti degli Osservatori, nel 2014, la Conservazione Digitale delle Fatture è cresciuta significativamente, trainata dall'obbligo di Fatturazione Elettronica verso la PA: +2.500% passando da circa 5.000 imprese nel 2013 a circa 130.000 obbligate a farla per il 2014. Dopo anni di crescita comunque interessante (20% anno su anno, a partire dal 2009), le imprese che adottano la Conservazione Digitale delle Fatture Attive sono letteralmente esplose anche nei numeri. Guardando ai primi sette mesi del 2015, con l'obbligo della Fatturazione Elettronica verso la PA si stimano in circa 370.000, in costante crescita, le imprese che utilizzano (o adotteranno a breve) soluzioni di Conservazione Digitale per almeno una parte delle proprie Fatture Attive.

Non sono, inoltre, poche le imprese che con l'occasione della Fatturazione Elettronica verso la PA hanno deciso di estendere i progetti di Conservazione Digitale a tutte le Fatture, non solo a quelle dirette alle PA.

Sempre secondo i dati del Politecnico, nel 2014 sono state circa 10.000 le imprese che in Italia hanno scambiato, tramite reti EDI (Electronic Data Interchange), i principali documenti del Ciclo Ordine-Pagamento con i propri clienti e/o fornitori, in lieve incremento (oltre il 3%) rispetto al 2013. Attualmente nel nostro Paese circa il 38% delle Grandi imprese e più del 3% delle PMI scambiano, con clienti e fornitori documenti in formato elettronico strutturato, non limitandosi alle sole Fatture. Un trend di crescita interessante si riscontra guardando ai volumi di documenti scambiati: ancora più significativo rispetto a quanto registrato lo scorso anno (+20% tra 2012 e 2013), è l'aumento tra 2013 e 2014, pari a +32%. Una conferma che le imprese abituate all'utilizzo di soluzioni di scambio dati in formato elettronico strutturato ne percepiscono nitidamente i benefici e tendono a diffonderne l'uso, incrementando il numero e la tipologia dei documenti scambiati.

Dal punto di vista economica, infine, la dematerializzazione e la digitalizzazione della Fattura consentono, infatti, di migliorare le procedure e il business. Secondo gli Osservatori del Politecnico di Milano, il costo contatto carta e il costo contatto digitale che include l'elaborazione dei dati, la delivery e la conservazione digitale, vede un valore medio di 1,30 euro per ogni invio tradizionale, contro gli 0,60 euro per la gestione dello stesso contatto in digitale. I benefici sono tanti: maggiore controllo sui recapiti, miglioramento delle pratiche di sollecito e recupero crediti, accorciamento della catena dei pagamenti.


Infografica
Fonte: Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione