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Fatturazione Elettronica verso la PA Locale: meno di 5 mesi all'estinzione della fattura cartacea

  • Pubblicato 3 anni fa
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Di Paolo Catti

Responsabile della Ricerca dell’Osservatorio Mobile Enterprise,

Il 6 giugno 2014 è la data in cui è scattato l'obbligo di Fatturazione Elettronica verso la gran parte delle PA Centrali; per il resto delle PA del nostro Paese, l'obbligo scatterà il prossimo 31 marzo 2015, come indicato nel "Decreto Irpef" (DL n. 66 del 24 aprile 2014). Stiamo parlando principalmente di circa 10.500 Enti tra Comuni, Province, Regioni, Istituti Universitari, ma anche tutti gli Enti del Sistema Sanitario Nazionale (ASL e Aziende Ospedaliere), le Camere di Commercio, Industria, Artigianato, Agricoltura, che, insieme alle "restanti PA Centrali" (non coinvolte dalla prima scadenza), dovranno ricevere - e potranno pagare - esclusivamente Fatture Elettroniche.

Lato PA Locali, quindi, i tempi sono ancora quelli del "prepararsi al fare"; tuttavia vi sono Amministrazioni che già hanno mosso diversi passi. Alcune Regioni - ne sono esempi Emilia Romagna, Lazio e Lombardia - già oggi consentono ai propri fornitori di inviare Fatture Elettroniche tramite il Sistema di Interscambio e stanno lavorando, al contempo, per facilitare gli altri Enti Locali a "prepararsi".

Ma cosa significa realmente "fare Fatturazione Elettronica" verso la PA? L'obbligo di Digitalizzazione della Fattura, per quanto a oggi orientato solo sulle Fatture dirette alla PA, riguarda un documento centrale nei processi di business, sia delle imprese sia della PA. La Fattura è, infatti, un documento soggetto a regole chiare di conservazione, che chiude il ciclo logistico-commerciale e apre quello amministrativo-contabile; riporta le informazioni della relazione di business che si è sviluppata a monte - su Ordini, Conferme d'ordine, Documenti di Trasporto o Bolle - e attiva le procedure a valle di pagamento; è un documento su cui è opportuno procedere alle verifiche di incasso e con cui è possibile richiedere anticipi finanziari.

Gli impatti del "rendere" elettronica la Fattura sono, dunque, molteplici e rilevanti su diversi fronti. E l'insieme di norme e principi che regolano la Fatturazione Elettronica verso la PA non può non attivare una seria riflessione da parte delle imprese che forniscono la PA italiana: una volta appurato di saper gestire la Fatturazione Elettronica, perché non affrontare seriamente anche la gestione dell'archivio digitale, con la Conservazione prima dell'attivo e poi del passivo? Inoltre, una volta appreso come inviare in formato elettronico strutturato la Fattura, perché non dotarsi anche di soluzioni per ricevere ordini digitali, per emettere Conferme d'ordine e Documenti di Trasporto o Stati Avanzamento Lavori (sempre in formato digitale), da allineare e riconciliare in elettronico con la controparte, integrando in un flusso concatenato la stessa Fattura Elettronica che, in quanto tale, può poi essere gestita attraverso canali più semplici per l'accesso al credito e la verifica degli incassi?

In fondo, una volta approntato il modello che prevede la trasmissione dell'XML firmato alla PA e la relativa Conservazione Digitale, i circa 2 milioni di fornitori della PA potrebbero - serenamente - pensare di estenderlo a tutte le fatture emesse anche verso altre organizzazioni private, magari digitalizzando anche gli altri documenti di business (partendo da quelli a rilevanza fiscale). Lato emittente, significherebbe estendere i benefici della Conservazione Digitale a tutti i documenti fiscali (coinvolti principalmente nel ciclo Attivo) e uniformare il processo di Fatturazione (se va bene per le PA, il tracciato ragionevolmente andrà bene anche "tra imprese"). E lato ricevente significherebbe avere in ingresso file XML strutturati: decisamente più facili da registrare e inserire a sistema.

La Fatturazione Elettronica verso la PA rappresenta quindi un primo importante passo verso un percorso digitale che coinvolge la nostra PA e si riflette sull'intero Sistema economico italiano: un percorso che parte dal recuperare efficienza e incrementare la produttività per arrivare a modificare la consapevolezza nel valore dell'innovazione digitale, elemento sostanziale su cui costruire e progettare la competitività delle organizzazioni del nostro Paese.