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Adattare, non sostituire

  • Pubblicato 3 anni fa
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I dirigenti esigono report in tempo reale sempre più sofisticati sulle vendite e su altri aspetti aziendali. I clienti pretendono risposte immediate alle loro domande, servizio impeccabile e informazioni immediatamente disponibili sul proprio account, sulla fatturazione e sul supporto. L'alta dirigenza vuole usufruire di sistemi di informazioni veloci, personalizzabili e redditizi. Non c'è da meravigliarsi che i responsabili IT siano continuamente sotto pressione per generare e condividere dati commerciali in tempo reale. Indipendentemente dal settore, il flusso continuo di informazioni ha assunto un ruolo fondamentale in tutte le organizzazioni e sta presentando sempre più sfide per i sistemi IT legacy.

Il termine "legacy" è una di quelle parole che hanno assunto, senza fondamento, una connotazione negativa. Sembrerebbe riassumere tutto ciò a cui i CIO dovrebbero opporsi. A causa di questa concezione negativa, non c'è da stupirsi che la strategia di sostituzione sia così comune e che la maggior parte dei CIO, se potesse, ricomincerebbe da capo e cambierebbe completamente tutti i sistemi tecnologici. A differenza dell'ampliamento delle funzionalità di una piattaforma esistente, la strategia di sostituzione sembra evocare immagini di aggiornamenti completi, nuovi inizi e nuove prospettive.

Ma non dovrebbe essere così. La "sete" di sostituzione dimostra una mancanza di fiducia nella scalabilità e nell'adattabilità dei sistemi IT correnti. Si tende a dare la colpa ai produttori e ai venditori di tali sistemi, ma in realtà il problema risiede nella mancanza di pianificazione. Solitamente, si acquistano delle tecnologie per risolvere un problema corrente, anziché pensare a quelli futuri. Sono molto poche le aziende che acquistano tecnologie per renderle "a prova di futuro" per situazioni che potrebbero verificarsi in seguito. Di conseguenza, il timore che gli aggiornamenti non vadano a buon fine o che i sistemi legacy non siano in grado di tenere il passo con le nuove esigenze, induce molti a ritenere che l'unica soluzione possibile sia ricominciare tutto di nuovo.

Un altro aspetto da considerare è che la sostituzione di sistemi legacy fortemente radicati nell'infrastruttura di un'azienda non è soltanto un problema IT. I cambiamenti su vasta scala hanno forti ripercussioni sul personale, sulla formazione e, in ultima analisi, sui profitti. Nessuna organizzazione può permettersi di cambiare completamente i propri sistemi ogni volta che si trova in difficoltà.

L'agilità richiede che sia possibile modificare e adattare i sistemi esistenti in modo rapido, sicuro ed efficiente. Prendere le giuste decisioni in ambito tecnologico non significa soltanto risolvere i problemi esistenti, ma anche porre le basi per affrontare e risolvere i problemi del futuro.

È fondamentale che i CIO vengano coinvolti nella pianificazione a lungo termine. Quando l'alta dirigenza prende decisioni sul futuro dell'azienda per i successivi 10-20 anni, è necessario che il CIO partecipi a queste discussioni per poter eseguire una pianificazione efficiente dell'IT. Predire il futuro di un'azienda significa predire il futuro dei clienti e delle loro esigenze, ma è ugualmente importante pianificare il modo in cui la tecnologia terrà il passo con questi cambiamenti.

Per via delle difficoltà e dei problemi complessi che i sistemi IT legacy possono portare con sé, è facile cedere alla tentazione di trovare una nuova soluzione stand alone e ricominciare tutto daccapo. Tuttavia, la vera risposta consiste nel pianificare a lungo termine e nello scegliere un'infrastruttura scalabile, che offra la possibilità di aggiungere nuove funzionalità in grado di adattarsi a eventi futuri imprevedibili. In altre parole: il segreto sta nell'adattare, non nel sostituire.