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I primi tre anni di Horizon 2020: quali risultati per il settore energetico?

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Il 20 sembra essere un numero caro al settore dell'energia. Con il "pacchetto clima energia 20-20-20", l'Unione Europea scommette sull'obiettivo di un futuro sostenibile da portare avanti dopo le basi poste con il protocollo di Kyoto. Il piano di azione prevede di ridurre le emissioni di gas serra del 20%, di alzare del 20% la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili, e di migliorare del 20% l'efficienza energetica, il tutto entro il 2020.

Sul fronte energetico, l'Unione Europea dimostra di essere impegnata in prima linea per promuovere una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva per i suoi cittadini, nel rispetto dei patti presi sull'Accordo di Parigi delle Nazioni Unite. Il 2020 rappresenta un traguardo verso cui tendere per la salvaguardia del pianeta dalla minaccia dei cambiamenti climatici. Nell'ambito del suo piano d'azione, una delle iniziative concrete che l'Europa ha messo in atto è Horizon 2020, il programma quadro per la ricerca e l'innovazione, che prevede di destinare un finanziamento di 80 miliardi di euro per un periodo di 7 anni e con scadenza nel 2020. Il programma è suddiviso in tre pilastri, di cui il terzo, dedicato a promuovere il miglioramento della società, è suddiviso in sette aree, tre delle quali destinate proprio al settore energetico. Una sfida è quella denominata "Energia sicura, pulita ed efficiente", che si pone l'obiettivo di transitare verso un sistema energetico sostenibile all'insegna della decarbonizzazione, dell'uso di fonti alternative e della creazione di un'unica rete elettrica europea, proprio per raggiungere i limiti fissati dal pacchetto clima energia. Le altre due sezioni sono dedicate ad "azioni per il clima, ambiente, efficienza delle risorse e materie prime", volte a salvaguardare la biodiversità e regolare l'accesso alle risorse naturali, e al tema della mobilità verde e integrata, al fine di progredire verso sistemi di trasporto sempre più intelligenti. L'importanza del pilastro "Society" per l'Europa è testimoniata dal fatto che è stato allocato in questa sezione il 38% del budget totale.

Horizon 2020: il punto della situazione

Il 2017 rappresenta per il programma Horizon 2020 il traguardo intermedio per effettuare un primo bilancio. Il documento della Commissione Europea sulla valutazione dei risultati intermedi mostra l'ammontare degli investimenti relativi ai primi tre anni. Finora, il pilastro Society ha ricevuto il 36,3% dei finanziamenti, corrispondenti a 7,4 miliardi di euro. Di questi, la quota più consistente è andata ai progetti nell'ambito della sfida energetica, con l'8,6% del budget complessivo, seguita da quelli per la salute pubblica (7,6%) e i trasporti intelligenti (7%). Questo dimostra la priorità rappresentata dalla necessità di una crescita sostenibile, rafforzata nel 2015 proprio dall'adesione al COP21. I progetti della sezione "energia sicura, pulita ed efficiente" si sono concentrati principalmente sulla fornitura di energia a basso costo e a basso impatto ambientale, sulla riduzione dei consumi di carbonio e sulla generazione di risorse alternative. Gli investimenti previsti per il 2017 procedono su questa strada, e sono indirizzati a finanziare progetti soprattutto nel campo dell'energia a bassa emissione di carbonio e delle smart cities.

Un'Europa più verde per un futuro più sostenibile

Il framework energetico globale lascia intendere uno sviluppo futuro in continua crescita, caratterizzata da un cambiamento nella composizione del mix energetico verso soluzioni sempre più rinnovabili e sostenibili. Nonostante le tensioni a livello politico, dovute alle incertezze del governo statunitense in tema di decarbonizzazione e di adesione agli obiettivi espressi dagli Accordi di Parigi sul clima, i significativi investimenti in ricerca e sviluppo da parte dell'Unione Europea rappresentano una risposta chiara a una tendenza ormai incontrovertibile quanto necessaria per garantire un futuro alle prossime generazioni.