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Il ruolo dei Big Data nell'InsurTech: la Digital Transformation è "assicurata"

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Il 2015 è stato l'anno del boom per lo sviluppo del settore InsurTech. Questo termine, che fa parte del vocabolario della digital transformation, è un neologismo che si riferisce all'evoluzione tecnologica in ambito assicurativo, intesa come l'utilizzo di dati e tecnologie a vantaggio di nuovi modelli di business. Sebbene il settore sia uno tra i più resilienti alla digitalizzazione, soprattutto a causa delle regolamentazioni fortemente restrittive che lo caratterizzano, ingenti sono gli investimenti in InsurTech negli ultimi due anni da parte dei finanziatori. 

Il mercato assicurativo come lo conoscevate non esiste più. L'impatto della tecnologia sta cambiando i contorni di un settore che fino a poco tempo fa sembrava rimanere ben saldo a modelli tradizionali e meno disposto a farsi disturbare dai new comer. Il digitale apre le porte a nuovi player che in un futuro non molto lontano possono erodere la quota di mercato delle istituzioni tradizionali. In più, lo sviluppo della sharing economy contribuisce a modificare le regole dei consumi e, di conseguenza, la natura delle polizze a essi associate, dal momento che in qualunque momento un'auto può trasformarsi in un taxi, o una casa in un hotel. È sulla base dello stesso meccanismo dei modelli associativi che nascono forme di assicurazione peer-to-peer, prese in prestito dal mondo bancario. Il principio si basa sul paradigma delle reti sociali, per cui è resa possibile la condivisione del rischio con un gruppo di persone e che prevede un rimborso nel caso in cui, alla fine del periodo, si verifichino meno incidenti del previsto. È questo il caso di start-up come Friendsurance, già un successo in Germania, o Lemonade, che vende polizze ai coinquilini dell'Empire State Building. 

In cosa consiste la insur-tecnologia?

Questi casi di successo sono solo un esempio del potenziale multi sfaccettato che la tecnologia può avere nel settore assicurativo e delle opportunità che può creare. Come per tutti i settori interessati dalla digital transformation, i dati rappresentano oggi più che mai una preziosa valuta anche per quello assicurativo, già tradizionalmente ancorato alla gestione di grandi moli di informazioni sui propri clienti. Oltre a cambiare il modo di raccoglierli - attraverso una moltitudine di device connessi alla rete - cambia anche la natura di tali insight: nuovi dati stanno acquisendo importanza, come ad esempio la velocità con cui una persona solitamente guida, o le informazioni sullo stato di salute che vengono inviati dagli smart watch. In questo senso, quindi, la tecnologia è fonte di dati che possono essere usati in modo ambivalente: da un lato, per stabilire il grado di rischio in modo più accurato, e dall'altro come strumento per ridurre il rischio stesso. Pensiamo all'impatto che l'IoT può avere sulla gestione delle polizze assicurative: case sempre più intelligenti possono prevenire sensibilmente gli incidenti domestici, mentre le auto che si guidano da sole possono portare a una riduzione fino al 90% degli infortuni stradali, diminuendo così anche i premi assicurativi. Con gli advanced analytics e l'adozione di un data-driven management, le compagnie hanno una marcia in più per promuovere modelli orientati alla prevenzione.

I big data costituiscono la chiave d'accesso all'identità del singolo cliente, non solo dal punto di vista demografico, ma anche di quello comportamentale. Non a caso, cresce il potere contrattuale delle aziende che possiedono e analizzano grandi quantità di dati. In quest'ottica, il lavoro delle assicurazioni si trasforma in un servizio di consulenza alla persona, incentrata sull'ascolto e sulla mappatura in tempo reale del vero bisogno. Questo consente di costruire polizze taylor-made, studiate su misura per il cliente e sulle sue abitudini: ad esempio per il settore automobilistico, si può personalizzare l'offerta sulla base dei km percorsi, o sul numero degli incidenti fatti. Allo stesso modo, le app che monitorano lo stato di salute possono influire sulla copertura vita. È in crescita il numero di compagnie che si servono dell'intelligenza artificiale per generare la polizza più adatta alle specifiche esigenze: la stessa Lemonade utilizza un sistema di chatbot che dialogano direttamente con l'utente e rielaborano le risposte per offrire la copertura assicurativa più soddisfacente. La trasposizione digitale dei servizi assicurativi va incontro alle richieste dei Millennials, i giovani tra i 25 e i 34 anni, che si dichiarano pronti per transazioni solo online, data la loro familiarità con l'uso della tecnologia. 

Prevenire è meglio che curare

Dalla previsione alla prevenzione: ecco qual è la direzione verso cui evolve la mission delle compagnie assicurative dell'era digitale. Da una funzione prettamente informativa sui possibili rischi, infatti, l'InsurTech è orientata a una funzione di life companion, che indirizza le abitudini di comportamento delle persone al fine di evitarli. I benefici che ne derivano si traducono in un sensibile miglioramento della customer experience e a un rafforzamento della fiducia accordata dai clienti in risposta a una maggiore trasparenza e onestà. In questo senso, i dati e la tecnologia diventano gli strumenti verso questo orizzonte, consentendo di diffondere e abilitare stili di vita più sani e consapevoli.