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Il successo delle Fintech: l’Information Technology a supporto del banking

  • Pubblicato 2 settimane fa
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Negli ultimi anni il settore bancario è stato uno degli artefici principali della trasformazione digitale, veicolo di innovazioni e tecnologie. A partire dal 2000 la situazione si è notevolmente evoluta: dai primi sistemi di home banking agli odierni istituti di credito operanti esclusivamente online, chiaro segnale di come il settore del banking sia andato ben oltre il punto digitale di non ritorno. Una cosa è certa: oggi essere digitali non è più una scelta.

I principali driver di questo cambiamento sono da ricercarsi nelle cosiddette Fintech, società e startup legate al mondo IT più che a quello finanziario, in grado di introdurre nuove tecnologie per rendere i sistemi finanziari più efficienti. A loro si devono tecnologie come Cloud Computing e Big Data, che hanno dimostrato di poter fare la differenza nel settore bancario e costituiscono le basi per organizzazioni agili e moderne. Lontano dai numeri statunitensi che parlano di un mercato da 6,5 miliardi di dollari, nel 2016 gli investimenti europei in Fintech sono stati pari a circa 2 miliardi di dollari, a conferma del trend crescente degli ultimi anni (1).  Basti pensare che nel 2012, il mercato globale delle valeva "appena" 2 miliardi e mezzo di dollari.

LA COMUNICAZIONE È CUSTOMER CENTRIC

Come ogni azienda impegnata nella vendita di un prodotto o servizio, anche le banche necessitano di un approccio multicanale per comunicare con i propri clienti. Questa necessità, contestualizzata all'interno dell'odierno paradigma digitale, ha portato gli istituti di credito a diventare ambienti sempre più smart, ribaltando la loro natura in favore del raggiungimento in prima persona dei propri clienti. A prova di ciò, un sondaggio pubblicato da Deloitte nel 2016 svela come il 93% delle strategie digitali operate dagli istituti finanziari sia orientato al miglioramento della customer experience e dell'engagement (2).

L'IMPERATIVO DELLA DIGITALIZZAZIONE

La tecnologia non cambia soltanto il rapporto con il cliente, ma anche quello tra dipendenti e lavoro: gli investimenti, come preannunciato, riguardano anche e soprattutto l'automazione dei processi manuali orientati al conseguimento dell'efficienza operativa, con una conseguente diminuzione dei costi a vantaggio di una maggiore sicurezza, velocità e accuratezza delle operazioni. Digitalizzarsi è un imperativo: lo confermano i progetti avviati nel 94% degli istituti finanziari censiti nello studio Digital Banking Expert Survey 2016, che ha coinvolto 260 manager del settore bancario di diversi Paesi, Italia compresa.

Investire nella digitalizzazione documentale significa, quindi, sviluppare insight per l'ottimizzazione dei processi in grado di supportare il decision making nell'ambito del credito e del rischio, favorendo la collaborazione e aumentando la produttività.

E LA SICUREZZA?

La digitalizzazione dei processi è un elemento chiave all'interno delle aziende ma, allo stesso tempo, crea una serie di questioni in materia di sicurezza e vulnerabilità dei network e dei dati aziendali. Vulnerabilità accentuata da dipendenti spesso collegati a reti non sicure e tramite dispositivi personali. È pertanto necessario adottare strategie e best practice di protezione le cui parole d'ordine sono: prevenzione, controllo e tempestività.

Oggi la priorità per le banche è quella di allineare le proprie competenze con i benchmark imposti dal mercato. Ma la sfida da vincere non è quella legata a Cloud e Big Data, è orientata al futuro: anticipare il progresso e comprendere in quali tecnologie disruptive investire strategicamente oggi, per coglierne i vantaggi domani.


1- The Economist, Financial technology is proving less of a battleground than feared, 2017
2- Deloitte, Digital transformation in financial services, 2016