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Smart Manufacturing: non c'è business senza intelligence

  • Pubblicato 1 anno fa
  • 4 min per lettura

Di Laura Zanotti

Giornalista Digital4,

L'innovazione industriale sposa l'integrazione e lo scambio di dati e immagini lungo tutta la supply chain, integrando una Business Intelligence di nuova generazione. La volontà di favorire i processi di comunicazione interni ed esterni spinge le scelte verso piattaforme di gestione che consentono alle aziende di capire e di condividere le informazioni con tutti gli attori dell'ecosistema produttivo, clienti inclusi.

Oggi uno dei punti cardine dell'innovazione industriale è la gestione delle informazioni e delle immagini digitalizzate. Dal prodotto al consumatore, infatti, la filiera dei processi e delle relazioni è diventata più complessa ma, grazie a un'informatizzazione sempre più evoluta e integrata, anche più trasparente nelle dinamiche di comunicazione e di servizio.

Associare a una scheda prodotto una fotografia, ad esempio, significa generare un valore aggiunto sia dal punto di vista operativo che dal punto di vista relazionale. L'e-commerce, da questo punto di vista, ha fatto scuola, facendo capire all'industria che progettare un prodotto e realizzarlo non è più sufficiente a generare business. Di quel 46% di aziende italiane che ha aperto un canale per la vendita on-line, oggi il 7% sono proprio le aziende del manufacturing che aprono una nuova soglia di ascolto e di interazione con la supply chain e con il mercato della domanda (Fonte: Osservatori Digital Innovation - Politecnico di Milano 2015).

Dal prototipo al prodotto finito, devono essere gestite moltissime informazioni che accompagnano il prodotto lungo tutto il suo ciclo di vita. Queste devono essere catalogate, archiviate e esposte su molti supporti sia cartacei che digitali. Le stesse informazioni vengono utilizzate per predisporre i processi di gestione della qualità dei prodotti, delle certificazioni e delle caratteristiche peculiari esposte su siti e manuali.

Gli analisti del Politecnico, studiando i trend e le scelte delle aziende italiane, hanno monitorato i tassi di innovazione che, in vario modo, coinvolgono il comparto su due spetti chiave: MES (Manufacturing Execution System) e Controllo della produzione, PDM (Product Data Management) e PDL (Product LifeCycle Management).

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Dalla ricerca emerge come il livello di sviluppo del manufacturing italiano sia decisamente avanzato: quattro aziende su cinque hanno scelto di innovare, investendo in un'ingegnerizzazione dei processi tale da consentire di tracciare e rintracciare le informazioni per averle a sistema e poterle condividere con partner, fornitori, operatori logistici, distributori e sempre più con quei clienti finali che hanno sempre più fame di informazioni di qualità.

Le sfide per il settore riguardano la digitalizzazione dei processi di comunicazione interni nei confronti di tutti gli attori dell'ecosistema produttivo perché a determinare gli equilibri del business non sono più solo le esigenze ma anche le tendenze e i desideri espressi o inespressi dei clienti rispetto alle loro propensioni di acquisto.

La necessità di comunicare sempre maggiori informazioni su siti, social, mobile app, motori ripercorrono tutta la supply chain creando la necessità di gestire e tracciare tutte le informazioni sin dall'origine dei prodotti creando un continuum informativo attraverso la catena del valore.

La disponibilità e molteplicità di fonti informative, di motori di ricerca, di motori di eCommerce comparativi, e il cambiamento dei comportamenti sempre più orientato a dispositivi mobile, e strumenti social, creano la necessità di nuovi livelli di comprensione del comportamento degli utenti su tutti i canali off-line e on-line per ottimizzare l'interazione con i prodotti e con i brand. È questa la chiave dello sviluppo che sta portando le aziende a integrare una Business Intelligence sempre più sofisticata, capace di analizzare e incrociare una molteplicità di dati strutturati e destrutturati che vengono dalle filiere, offrendo nuove modalità predittive a chi deve decidere cosa, come e in che tempi predisporre la produzione e la distribuzione. Non a caso le aziende stanno investendo nell'innovazione digitaleper cavalcare una Digital Trasformation all'insegna della migliore gestione delle informazioni.

Secondo l'ultimo rapporto 2015 "Digital Innovation: nuovi percorsi per la trasformazione digitale delle imprese italiane" redatto dagli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, le priorità di investimento dell'industria manifatturiera vedono al primo posto le soluzioni di Business Intelligence, Big Data e Analytics (44%), seguite a ruota dalla digitalizzazione e dematerializzazione (40%), dai sistemi gestionali e ERP (34%) e dai sistemi di CRM (27%).

Dal back end al front end, i flussi sempre più integrati delle informazioni consente al business una nuova intelligenza strategica a supporto dei processi decisionali ma anche di nuovi servizi finalizzati a comunicare con gli operatori e con i consumatori in tanti modi diversi.

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Gestire le informazioni e saperle comunicare oggi per le aziende è quanto mai fondamentale. Il continuos improvement dei processi richiede due modalità di approccio e di sviluppo. Da un lato criteri di misurazione e di analisi di ogni processo in modo da permettere la raccolta e l'analisi dei KPI (Key Performance Indicator) utili a gestire una produzione allineata al cambiamento della domanda. Dall'altro, un potenziamento delle performance di business possibile solo attraverso l'implementazione di piattaforme digitali centralizzate e capaci di offrire una visione olistica di tutti i processi in atto, a partire da una gestione documentale di nuova generazione, in cui i dati contenuti nei documenti diventano smart, cioè attivi e capaci di aiutare il management a prendere decisioni strategiche.

Dalla progettazione all'elaborazione della scheda prodotto con annessa tutta la documentazione tecnica associata, l'evoluzione digitale dei contenuti legati ai prodotti incrementa gli orizzonti delle comunicazioni e delle relazioni, arrivando a intercettare in un modo nuovo i clienti finali, sfruttando gli orientamenti multicanali che spingono le persone a interagire attraverso qualsiasi dispositivo connesso e comunicante dotato di intelligenza digitale.

App e siti mobile, chioschi e totem interattivi, sistemi di cassa evoluti e mobile POS, sistemi di sales force automation e di on line selling, sistemi di self check out e di self scanning diventano a tutti gli effetti dei touch point digitali per la relazione tra business e cliente, e si affiancano ai canali cartacei che si rinnovano e che permarranno nel tempo seppur ridimensionandosi proporzionalmente e condividendo lo spazio comunicativo con i nuovi media.

Questo nuovo percorso dell'informazione digitale aiuta lo smart manufacturing a sfruttare una comunicazione bidirezionale di nuova generazione che dal Product management al Customer Communication Management, mantiene la coerenza e l'accesso alle informazioni (documenti, immagini e video) consentendo un approccio bimodale, capace di gestire i punti di contatto fisici e digitali del customer journey, supportando al meglio le relazioni e il business.

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