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Sempre più diffuse le soluzioni per digitalizzare della Supply Chain

  • Pubblicato 2 anni fa
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Di Paolo Catti

Responsabile della Ricerca degli Osservatori Mobile Enterprise e Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione,

Nel mondo delle imprese, la Fatturazione Elettronica verso la PA ha stimolato e può ancora stimolare ulteriormente lo sviluppo e la diffusione delle relazioni digitali nel nostro Paese, innestandosi in un contesto in cui i progetti di Digitalizzazione hanno una diffusione complessivamente ancora limitata, ma, negli ultimi anni, in crescita progressiva e continua.

Un'indicazione del grado di Digitalizzazione delle imprese italiane si può ottenere guardando alle soluzioni che supportano (i) lo scambio dei documenti del Ciclo dell'Ordine con i propri partner commerciali (fornitori e/o clienti) e la loro (ii) relativa conservazione. Gli strumenti digitali utilizzati dalle organizzazioni per veicolare i documenti di supporto nelle relazioni di business con i propri interlocutori a monte e valle sono l'EDI, le Extranet e i Portali B2b. Per quanto riguarda, invece, la conservazione dei documenti (obbligatoria per quelli fiscali), lo strumento è quello della Conservazione Digitale (per i documenti informatici) o Sostitutiva (quando applicata a documenti nativamente analogici).

Partendo da quest'ultimo elemento, le analisi dell'Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione della School of Management del Politecnico di Milano mostrano che la Conservazione Digitale delle Fatture cresce significativamente, trainata dall'obbligo di Fatturazione Elettronica verso la PA: +2.500%, passando da circa 5.000 imprese nel 2013 a circa 130.000 obbligate a farla per il 2014, e superando le 300.000 imprese già nei primi sei mesi del 2015. Dopo anni di crescita interessante (superiore al 20% anno su anno), oggi le imprese che adottano la Conservazione Digitale delle Fatture Attive sono letteralmente esplose anche nei numeri, naturale conseguenza dell'obbligo di Conservazione Digitale implicito nella Fatturazione Elettronica verso la PA che può rappresentare un innesco per avviare progetti con un perimetro esteso anche agli altri documenti legati alle relazioni B2b.

Per quanto riguarda lo scambio di documenti del Ciclo dell'Ordine, le esperienze concrete di ricorso spinto alla Digitalizzazione nelle imprese del nostro Paese non sono esclusivamente legate all'avvento della Fatturazione Elettronica: in Italia, da ben prima dell'entrata in vigore dell'obbligo di Fatturazione Elettronica verso la PA, alcune imprese (rappresentative di circa il 39% delle Grandi imprese e del 18% delle PMI) scambiano, con clienti e fornitori, documenti in formato elettronico strutturato, spesso non limitandosi alle sole Fatture. Gli strumenti digitali utilizzati dalle organizzazioni per veicolare i documenti di supporto alle relazioni di business con i propri interlocutori a monte e valle sono l'EDI (Electronic Data Interchange, modello di integrazione basato sull'interscambio di dati in formato elettronico strutturato), le Extranet e i Portali B2b (soluzioni di gestione integrata dei processi interaziendali, che consentono sia l'interazione applicazione-applicazione sia quella uomo-applicazione).

Per l'EDI, i dati mostrano un lieve incremento (oltre il 3%) rispetto al 2013 nel numero di imprese italiane connesse; ben più interessante è il trend di crescita dei volumi di documenti scambiati, pari al +32% tra il 2013 e il 2014 (raggiungendo 80 Milioni di documenti scambiati tramite questo canale). Una conferma che le imprese "abituate" all'utilizzo di soluzioni di scambio dati in formato elettronico strutturato ne percepiscono nitidamente i benefici e tendono a diffonderne l'uso, incrementando il numero e la tipologia dei documenti scambiati. Nel mondo EDI , il documento Fattura si conferma quello più trasmesso: nel 2014 sono oltre 30 Milioni le Fatture veicolate in formato elettronico strutturato attraverso le reti EDI (erano 25 Milioni nel 2013 e 20 Milioni nel 2012). Per quanto riguarda Portali ed Extranet, sono oltre 350 le iniziative B2b in Italia che alcune imprese "leader di filiera" hanno attivato - e su cui continuano a investire - per trasmettere e ricevere i documenti del Ciclo dell'Ordine scambiati con i propri fornitori e/o clienti (complessivamente oltre 60.000 realtà). Queste soluzioni sono rivolte prevalentemente a imprese di piccole e medie dimensioni e supportano principalmente le fasi di "Ordine" e "Fatturazione", arrivando, in alcuni casi, a coinvolgere ognuna anche alcune migliaia di interlocutori.

Accanto alle informazioni di carattere strettamente transazionale non mancano poi casi in cui si è andati verso lo scambio di informazioni in ottica più collaborativa, attivando modelli di "eSupply Chain Collaboration". Ed è proprio con l'estensione dei "principi della Digitalizzazione" a tutti gli altri documenti del Ciclo dell'Ordine (Ordini, Conferme d'Ordine, Avvisi di Consegna, Documenti di Trasporto ecc.) che si possono conseguire risparmi di efficienza estremamente significativi, compresi tra i 25 e i 65 €/ciclo.