Nino Migliori

Nino Migliori

Nino Migliori rappresenta uno dei principali fotografi italiani del secondo dopoguerra, con delle capacità artistiche e fotografiche fuori dal comune.
Gli inizi della fotografia di Migliori sono segnati da diverse linee che convivono parallelamente.
Da un lato la tradizione del fotogiornalismo "impegnato", dall'altro la cultura d'immagine dell'informale con tangenze precise con il Bauhaus e, soprattutto, Dada. Nel corso del tempo si verrà precisando il significato tutto metalinguistico di tali operazioni: non dipinti e quadri informali, in cui ci si serve di sviluppo e fissaggio invece che di colore, bensì fotografie in senso pieno che mostrano le basi materiali del loro farsi. Su queste linee Migliori prosegue le ricerche sino alla fine degli anni Sessanta.
Da allora il suo lavoro assume valenze concettuali ed è questa la direzione che negli anni successivi tende a prevalere.
La sua è una ricerca talmente interna ad un'idea di estetica totale, da arrivare alla negazione dell'estetica stessa, della figura dell'artista come demiurgo.
Le sue opere sono presenti in numerose importanti collezioni pubbliche e private come Mambo - Bologna; GAM - Torino; CSAC - Parma; MNAC Barcellona; MoMA - New York; Museum of Fine Arts - Houston; Museum of Fine Arts - Boston; SFMOMA - San Francisco.

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