Museo Poldi Pezzoli
Il gioiello Italiano del XX secolo

 
Dal 24 novembre 2016 al 20 marzo 2017 la casa museo di via Manzoni presenta la storia della gioielleria italiana del XX secolo e dei suoi protagonisti, attraverso l'esposizione di più di 150 opere riunite nella mostra "Il gioiello italiano del XX secolo": un omaggio al saper fare artigianale italiano.

La mostra ripercorre l'evoluzione delle tecniche produttive orafe attraverso diverse sezioni cronologiche dedicate al Neostoricismo, al Liberty, all'Art Déco, alla produzione degli Anni Trenta, Quaranta e Cinquanta, fino ad arrivare agli anni Sessanta, Settanta, Ottanta e Novanta: il percorso della nascita del "made in Italy".

Le tecniche di produzione orafa e la bellezza senza tempo dei gioielli sono valorizzate dalle tecnologie e dalle soluzioni messe a disposizione da Canon Italia., Digital Imaging Partner. Grazie all'app Canon A/R, che rende possibile la realtà aumentata, i visitatori possono scoprire le fasi di creazione dei preziosi oggetti a partire da immagini stampate. L'innovazione completa ogni momento dell'esperienza di visita all'interno del museo.

Tecniche e narrazione del gusto dei vari periodi del Novecento, oltre che della storia di alcuni dei pezzi più particolari, verranno visualizzati nella mostra attraverso dei video, realizzati dal Centro Sperimentale di Cinematografia di Milano, con contributi di Gian Luca Bauzano, Stefano Papi e di James Rivière.

Per maggiori informazioni sulla mostra http://www.museopoldipezzoli.it/#!/it/visita/mostre-eventi/2775

Museo Poldi Pezzoli
Expositio

 
Giulio Paolini, uno dei maggiori rappresentanti dell'arte concettuale, espone all'interno delle sale della casa museo Poldi Pezzoli.
La mostra Expositio, in corso dal 6 maggio al 22 agosto 2016, evoca il particolare rapporto che lega i lavori dell'artista con la tradizione e la storia dell'arte.

Il percorso ha inizio nel Salone dell'Affresco con l'opera che ha ispirato il titolo della mostra: "Expositio" (1994-2016), quattro calchi in gesso della Venere di Fidia collocati su quattro alte basi riunite al centro dell'ambiente quasi a suggerire il momento stesso dell'atto espositivo.
La mostra presenta inoltre ventitré opere su carta inedite, sedici delle quali costituiscono la serie intitolata "Italia antiqua" (2014-15).

Nel salone Dorato Paolini colloca nell'area centrale della sala l'opera intitolata "Tre per tre (ognuno è l'altro o nessuno)" (1998-99) costituita da tre calchi in gesso posti su altrettante pedane bianche: tre figure maschili in grandezza al vero tratte da uno studio di figura di Jean-Simeon Chardin.

Un video-documentario, realizzato da Alessandra Populin nel 2005, presenta il percorso artistico di Giulio Paolini, attraverso le voci di critici e amici quali Maria Volpi Orlandini, Ida Gianelli, Saverio Vertone, oltre alla presenza dell'artista stesso, che talvolta silenziosamente appare e scompare accanto alla sue opere.

Per maggiori informazioni sulla mostra http://www.museopoldipezzoli.it/#!/it/visita/mostre-eventi/Expositio

Museo Poldi Pezzoli
Quasi segreti. Cassetti tra Arte e Design.

 
Dopo il successo della mostra "L'incanto dei Macchiaioli nella collezione di Jacopo e Ida Junker" continua la collaborazione fra Canon Italia, Digital Imaging Partner, e la Casa Museo Poldi Pezzoli.

Dal 16 marzo al 25 aprile il museo ospiterà la mostra "Quasi segreti. Cassetti tra Arte e Design". L'esposizione si concentra sul mondo dei cassetti, il cui design contemporaneo incontra gli spazi antichi della Casa Museo.

In mostra ci sono cassettiere dal classico sviluppo verticale, dove però anche le maniglie possono diventare una parte significativa del progetto, come in Genesio di Alik Cavaliere; ci sono maestri contemporanei che hanno giocato con la decorazione, come nelle creazioni di Alessandro Mendini; ci sono i cassetti realizzati da Tejo Remy, affastellati casualmente uno sull'altro. E ancora opere sofisticate di Mario Botta e Ettore Sottsass e le straordinarie creazioni di Shiro Kuramata, ricercata voce del design giapponese del Novecento.

Per maggiori informazioni sulla mostra http://www.museopoldipezzoli.it/#!/it/visita/mostre-eventi/Quasi_Segreti

Museo Poldi Pezzoli
L’incanto dei Macchiaioli

 
Dal 13 novembre 2015 al 29 febbraio 2016 la casa museo Gian Giacomo Poldi Pezzoli di Milano ospita la mostra “L’incanto dei Macchiaioli nella collezione di Giacomo e Ida Jucker”.
 
Giacomo Jucker, esponente della nota dinastia imprenditoriale affermatasi a Milano agli inizi del Novecento, dedicò passione e dedizione per raccogliere in un’unica collezione i capolavori del secondo Ottocento italiano, in particolare dei Macchiaioli.
 
Oggi il progetto espositivo del Museo Poldi Pezzoli offre al pubblico l’opportunità di ammirare l’intera collezione composta da cinquantacinque opere.
 
“Per la raffinata rassegna il Poldi Pezzoli si rivela indubbiamente la sede più consona, per l’ideale ponte che unisce Gian Giacomo Poldi Pezzoli, fondatore della casa museo, a Giacomo Jucker, riconoscendo in questi un degno erede della grande tradizione del collezionismo lombardo” - Annalisa Zanni, Direttore del Museo
 
“Ritengo che la collaborazione tra Canon e il Museo Poldi Pezzoli sia un esempio virtuoso di come innovazione e tradizione possano sposarsi per migliorare l’esperienza dei visitatori valorizzando sia le collezioni artistiche sia gli ambienti che le ospitano” - Enrico Deluchi, Canon Italia Spa.

#CriticoPerUnGiorno

Daniele Ranzoni

La principessa Antonietta Tzikos di St. Lèger, 1885 – 1886

Olio su tela, cm 100 x 69

Elisa
 
Ho studiato storia dell’arte e sono sempre stata attratta dall’immagine e dai colori.
La bellezza è qualcosa che colpisce visivamente e crea in me sentimenti positivi.
L’opera “La principessa Antonietta Tzikos di St. Léger“, sebbene non faccia parte della corrente dei Macchiaioli ma della Scapigliatura, mi ha colpito più delle altre per lo stile e le pennellate.
Lo sguardo della donna ritratta ha scaturito in me stupore e mistero.
L’artista ha saputo rappresentare con le pennellate l’animo della Principessa e a trasmettere allo spettatore anche la sua visione del mondo.
L’arte serve a valorizzare il mondo e a trasmettere sentimenti personali che altrimenti resterebbero nascosti.

Telemaco Signorini

Settignano, 1880

Olio su tela, cm 91,5 x 51,5

Mattias
 
La bellezza è soggettiva.
Ciò che apprezzo di più è la possibilità di interpretarla da un punto di vista critico e analitico personale.
L’opera “Settignano” di Telemaco Signorini ha catturato la mia attenzione grazie alla resa luminosa del pomeriggio, tipica dei borghi italiani.
Trovo che l’opera sia particolarmente suggestiva e coinvolga lo spettatore come se stesse realmente all’interno della scena.

Odoardo Borrani

La raccolta del grano sull’Appennino, 1861

Olio su tela

George
 
I love the color depth and details.
The painting has greed atmosphere and the use of color encapsulates the warm summers day.
 
Amo la profondità del colore e dei dettagli.
Il quadro trasmette un’atmosfera intensa e l’uso del colore imprime sulla tela il calore di una giornata estiva.

Giovanni Fattori

Cavallo Bianco, 1880 – 1885

Olio su tavola, 32X19,5

Gaia
 
Ritengo che la bellezza sia un ibrido di sensazioni interiori, essenziali per la nostra esistenza.La riconosciamo in un oggetto, in un paesaggio, in uno sguardo, in tutto ciò che va oltre l’aspetto materiale.
La bellezza arricchisce e colora la vita.
L’opera è un olio su tavola, tecnica tipica degli artisti Macchiaioli.
Viene rappresentato un vecchio cavallo, dallo sguardo perso e malinconico, legato a un muro fuori città, che per anni ha avuto di fronte sempre lo stesso paesaggio. La sua struttura è ancora robusta nonostante il peso degli anni sulle sue ossa. Si intravede, inoltre, una donna che entra nell’edificio. I colori che riprendono le sfumature della terra sono stesi a macchie, enfatizzando l’atmosfera bucolica.
L’opera mi ha trasmesso un sentimento di intimità e un’atmosfera di fedeltà.
L’arte è l’unico strumento in grado di farci crescere interiormente. È il bisogno primario di esprimere e di ascoltare. È un contributo che ognuno di noi lascia per arricchire l’altro.

Antonio Mancini

Scugnizzo con salvadanaio, 1874

Olio su tavola, 64X51

Marta e Greta
 
Marta: La bellezza è fondamentale e ciò che ritengo bello mi attrae senza scampo. Come la luce attira la falena, anche la bellezza è un po’ per tutti irresistibile. Per me rappresenta uno stile di vita e un giorno mi piacerebbe definirmi un esteta.
Greta: Fin da quando ero bambina ho sempre amato guardare il mondo con occhio artistico, cosciente del fatto che se una cosa non è bella posso essere io a trovarne la bellezza celata. Scegliere l’arte come professione è un tuffo nel vuoto, e per questa ragione è per me un valore, perché richiede coraggio.
Ciò che ci ha colpito di questa opera è l’utilizzo del colore. La resa dell’incarnato della bocca suggerisce l’idea della fanciullezza pura innocente e sana.
L’opera mostra la confusione che circonda il bambino attraverso i capelli scompigliati e i fogli in disordine, insieme all’espressione inconsapevole e curiosa dell’infante. Questo quadro sembra un bozzetto di vita quotidiana. Lo si percepisce in particolare dalla luce, ed è interessante la tecnica tipica dei macchiaioli che ricrea il vero evitando la linea di contorno e utilizza la macchia al fine di rendere la luce e l’ombra attraverso l’accostamento dei colori puri.
Per noi il miglior modo di guardare il mondo con gli occhi dell’arte è proprio il punto di vista privo di preconcetto tipico dei bambini.

Giacomo Favretto

La bottega della fioraia

Elisabeth
 
Beautiful is for me something that preserve harmony, in each of the parts that confirm the whole pieces.
I loved the way, the light was started in the floor and the dark in the back of the garden. The small dots of green, show up the flowers that florist has.
In general, the contrast between the persons giving with the light created with the pencil created a very nice atmosphere.
Happiness and peace. I will described it as a colorful painting, captured with a mix of light and dark, created with dots.
The statics and harmony in between parts.

Telemaco Signorini

Una via di Edimburgo, 1881

Olio su tela, 31 x 98,5 cm

Ilijasic
 
All'interno della mostra sono presenti diverse opere deliziose. Alcune celebri e altre meno note. Tra queste ultime, sono molto interessanti quelle di Telemaco Signorini.
Tra le opere più note ha tratto il mio interesse "Curiosità" di Silvestro Lega. È un'opera che si rifà al 400 italiano, in particolare a Piero Della Francesca, infatti più che di macchia è un quadro di volumi.
Nello stesso tempo anticipa molta parte del 900 non solo italiano.

Silvestro Lega

Curiosità, 1869 circa

Olio su tela, cm 70 x 51,5

Noemi
 
La bellezza non è solo quella estetica ma è rappresentata dall'anima e dai gesti, anche quelli più piccoli che danno felicità. 
Per me la bellezza è la musica, la natura, osservare questa e i suoi cambiamenti… il cielo in particolare. La bellezza è insita nell'amore, nel cibo e nell'emozione.
Dell'opera "Curiosità" mi ha colpito il tema della donna, e la tecnica utilizzata per dipingere. La rappresentazione della luce è a mio parere fenomenale. 
La luce, che risalta sulla tela in modo brillante, è la vera protagonista del quadro.
La figura della donna che sbircia da una fessura di una porta finestra riprende l'impostazione accademica. I colori sono tenui e delicati e fanno risaltare il verde smeraldo delle tapparelle, enfatizzando il distacco fra la donna e la vita al di fuori della finestra.
Per me l'arte è un modo per esprimere se stessi, un mezzo per riuscire a comunicare con gli altri attraverso l'uso delle immagini. Rappresenta un valore importante perché eleva lo spirito ed emoziona le persone.

Giovanni Pastori

Costumi livornesi, 1865

Olio su tela, cm 39x112

Rebecca
 
La bellezza rappresenta un potente strumento di comunicazione. Non dovrebbe essere un insieme di canoni e regole ben definite ma dovrebbe corrispondere alla visione che ognuno di noi ha rispetto a un altro.
L'opera rappresenta due donne che attraversano la campagna toscana dopo una giornata di intenso lavoro nei campi. Mi ha colpito perché ci permette di comprendere appieno la pittura dei macchiaioli. Attraverso l'uso luminoso del colore, l'osservatore può percepire le sensazioni che le due donne possono aver provato percorrendo la calda campagna toscana.
Nel complesso, il paesaggio trasmette tranquillità. 
L'arte, attraverso l'uso dell'immagine, rappresenta una modalità alternativa di conoscere e comprendere la storia. Sia per l'artista sia per l'osservatore è un modo per estraniarsi dalla realtà e allo stesso tempo comprenderla.

Giuseppe De Nittis

Che freddo!, 1874

Sofia Castoldi
 
La bellezza può trovarsi in ogni cosa. 
L'opera "Che Freddo" mi ha attratto per la resa della luce, della nebbia e dei soggetti. Riesce a trasmettere esattamente ciò che è espresso nel titolo. 
È una sinestesia, che grazie alla vista evoca la sensazione del freddo sulla pelle.
Se fossi un critico d'arte descriverei quest'opera così: è un quadro che permette a chi lo osserva di sentirsi partecipe, grazie alla sensazione evocate, alla resa della fredda luce invernale e della nebbia.
L'arte è un valore universale, e in quanto tale deve essere alla portata di tutti. Per me rappresenta un mezzo con cui l'artista esprime le sue emozioni e con cui lo spettatore può immedesimarsi e riconoscersi.

Giovanni Fattori

Cavalleggeri in avanscoperta, 1875-1880

Olio su tela, 27 x 51,5

Sofia Visca
 
Credo che alla bellezza non si debba attribuire solo un valore estetico, ma vada vista così come la interpretavano gli antichi greci, ovvero che con il bello coincide anche il "vero".
L'opera mostra un soggetto storico, rappresentato in una visione antiretorica. Il quadro non mente, è senza artificio e mostra la semplice quotidianità.
Mi ha incuriosita e anche un po' divertita perché è una rappresentazione inusuale di questo soggetto, tutt'altro che pomposa o celebrativa. In un'atmosfera di quotidianità, tre figure di soldati a cavallo attraversano la Maremma toscana e vengono impressi per sempre in una tela che sembra un'istantanea fotografica.
Credo che l'arte sia il mezzo più diretto e sincero per descrivere un'epoca storica.

Vito D'Ancona

Giovane donna che dorme, 1865

Olio su cartone, cm 16x22

Valentina e due amiche
 
Il concetto di bellezza e il valore che rappresenta sono concetti che porto dentro di me, e che ricerco, rincorro, ma che non riesco ad afferrare, comprendere e spiegare.
L'opera colpisce in modo semplice e diretto, e trasmette un momento intimo di quotidianità. Si percepisce tenerezza e dolcezza, semplicità e pacatezza, ma anche una profondità, libera da una rappresentazione pretenziosa. Per la mancanza di artificio si crea un'empatia sincera e l'opera arriva dritto al punto.
Pane e Rose:
La vita può essere vissuta con solo pane, ma senza la bellezza, senza le rose, è povera. L'arte permette di entrare in contatto con l'essenza delle cose. Sublima e trascende la vita e ti conduce a una universalità che va oltre l'individuo.