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"Non si tratta solo di feriti, morti e distruzione": quando i soggetti diventano i narratori
Il cuore della fotografia è la narrazione, ma troppo spesso tutti noi percepiamo solo il punto di vista degli osservatori esterni. Questa situazione è stata la motivazione alla base della collaborazione di Canon con il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) su Unfiltered, un progetto che offre alle persone in aree colpite da conflitto gli strumenti e la formazione necessaria per raccontare le proprie storie attraverso il mezzo fotografico.
"La nostra filosofia aziendale guida il nostro impegno a sostenere la società nella quale viviamo e lavoriamo, e a utilizzare i nostri strumenti, attrezzature e conoscenze per sviluppare le competenze e la passione delle generazioni più giovani" ha dichiarato Yuichi Ishizuka, Presidente e CEO di Canon Europa, Medio Oriente e Africa, nel corso della sua introduzione alla tavola rotonda sul progetto al festival del fotogiornalismo Visa pour l'Image 2019.
Il dibattito, presieduto dalla responsabile della fotografia di CICR, Kathryn Cook-Pellegrin, ha analizzato l'importanza e le sfide del progetto di sensibilizzazione Unfiltered, grazie al quale fotografi professionisti si sono resi disponibili come mentori di giovani vulnerabili in luoghi come il campo profughi di Ein El-Helweh in Libano e la scuola femminile Al-Rajaa a Ramadi, Iraq.
Patrick Baz, fotografo e fondatore del Beirut Center of Photography, ha fatto da mentore a giovani in Libano e ha descritto le sfide della fotografia in uno dei campi profughi più densamente popolati del mondo e con un altissimo tasso di criminalità. Ha riferito al pubblico presente a Visa che la maggioranza dei soggetti ritratti in foto si sentiva a disagio, mostrava un atteggiamento sospettoso o addirittura ostile nei loro confronti. Nonostante queste sfide, i giovani fotografi hanno perseverato per raccontare in prima persona la storia delle loro vite in quel luogo.
Daniel Obeid, un partecipante al programma che vive nel campo profughi di Ein El-Helweh, Libano, ha dichiarato: "È stato molto importante per me e il gruppo scattare foto di Ein El-Helweh perché volevamo mostrare la vita reale della gente in quella situazione. È difficile per gli estranei descrivere visivamente come viviamo veramente, perché un fotografo che arriva dall'esterno, a Ein El-Helweh vedrà la realtà con occhi diversi. Volevamo fortemente mostrare Ein El-Helweh dalla nostra prospettiva".
I partecipanti hanno anche lasciato Ein El-Helweh per fare foto; per alcuni di loro era la prima volta che uscivano dal campo, e ciò gli ha permesso di acquisire maggiore fiducia e nuove competenze, oltre a manifestare interpretazioni genuine della situazione.
"È stato estremamente importante mostrare le persone colpite da questa instabilità in veste di attori" ha asserito Fabrizio Carboni, Direttore Regionale CICR per il Vicino e Medio Oriente, riflettendo sull'aspetto umanitario del progetto. "Molto spesso vengono fatte foto o reportage da estranei e talvolta proiettiamo un'immagine passiva delle persone che vivono in situazioni di conflitto e violenza, che non sempre corrisponde alla vita reale. Queste persone vivono momenti allegri e tristi, non si tratta solo di feriti, morti e distruzione".
Il futuro di Unfiltered
Alla domanda di quale sarà il futuro del progetto Unfiltered, Ayda El-Ghoul, Responsabile dell'ufficio CICR al campo profughi palestinese di Ein El-Helweh in Libano, ha risposto: "Una delle nostre priorità è concentrarci sulla resilienza della comunità. Questo progetto con Canon ha l'obiettivo di fornire gli strumenti ai membri della comunità per giocare un ruolo all'interno della stessa". Ha spiegato come i fotografi a Ein El-Helweh stiano formando persone più giovani della propria comunità, acquisendo confidenza mentre trasferiscono le proprie conoscenze e capacità.
Per Daniel e gli altri fotografi che vivono a Ein El-Helweh, il passo successivo è far arrivare le proprie immagini a un pubblico più ampio. A questo proposito, lui e il suo gruppo pensano di aprire un account Instagram.
"Indubbiamente il processo è davvero importante, offrire accesso ad attrezzature e formazione con insegnanti di buona qualità", ha dichiarato Emma Hope, Responsabile della sostenibilità nell'area EMEA di Canon Europe, "ma quando il risultato è quello di cui si è parlato, quando è la storia dei giovani sotto i riflettori, allora è un vero successo. Canon è solo il soggetto che lo ha reso possibile".
Scopri tutte le storie di Canon sulla nostra pagina dell'evento Visa pour l'Image.
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