Custodire il passato per le generazioni future

5 min.
Una fotocamera Canon montata su un supporto di scansione ad alta precisione fotografa un'opera su paravento giapponese.

In tutto il mondo ci sono oggetti e luoghi così preziosi che la maggior parte di noi riuscirà solo ad ammirarli da lontano. Manufatti antichi, fragili opere d'arte e reliquie, conservate al sicuro in camere di sicurezza buie e a clima controllato oppure dietro spessi vetri protettivi, maneggiate solo da professionisti qualificati.

E, naturalmente, è fondamentale preservare questi straordinari tesori della nostra cultura. Ci consentono non solo di tornare indietro nel tempo e apprendere dalle civiltà che li hanno creati, ma anche di seguirne l’evoluzione e comprendere tutto ciò che ne è derivato. Il Giappone, ad esempio, è la patria di innumerevoli capolavori delicati, creati centinaia di anni fa con alcuni dei materiali più vulnerabili immaginabili: carta, seta, foglia d’oro. Nel 2007 abbiamo fondato lo Tsuzuri Project, insieme alla Kyoto Culture Association, per utilizzare le tecnologie all'avanguardia di Canon per creare riproduzioni a grandezza naturale e in altissima definizione di questi tesori, affinché gli originali possano rimanere conservati in tutta sicurezza. 

Decine di opere d'arte di grande importanza sono state incluse nel progetto, dalle pergamene seriche secolari ai più delicati paraventi di carta, molti dei quali conservati nei musei più prestigiosi del mondo. In particolare, spiccano due paraventi di carta pieghevoli, decorati con delicate nuvole di foglie d'oro. Tutta la vita del XVI secolo si dispiega davanti ai tuoi occhi in "Scene dentro e attorno a Kyoto" – un’impressionante raccolta di 2.485 figure, che rappresentano nobili, persone comuni e ogni strato intermedio della società. La realizzazione di una copia perfetta di un'opera così eccezionale ha richiesto una tecnologia altrettanto eccezionale.

Una fotocamera DSLR Canon ha acquisito delle immagini dell'opera d'arte, che sono state meticolosamente "cucite" tra loro e sottoposte alla correzione del colore. Quindi, utilizzando una stampante per grandi formati imagePROGRAF, la sottile trama e gli antichi colori sono stati riprodotti su "washi", una carta giapponese fatta a mano, adattata dai nostri esperti di Ricerca e Sviluppo per renderla idonea per la stampa. Infine, uno dei più rinomati mastri artigiani giapponesi, Hiroto Rakusho, ha applicato i caratteristici veli di foglie d'oro.

Dettaglio di un tradizionale paravento giapponese decorato con una scena urbana e impreziosito da nuvole in foglia d’oro.

La vita in Giappone nel 16° secolo in "Scene dentro e attorno a Kyoto".

Un artigiano applica con cura delle foglie d'oro sulla riproduzione di un paravento giapponese.

Il mastro artigiano Hiroto Rakusho al lavoro.

Ma il Giappone non è l'unico a utilizzare la tecnologia Canon in questo modo. A Madrid, Factum Arte è da 25 anni all’avanguardia nel campo della tecnologia applicata all’arte e alla conservazione, rendendo sempre più labile il confine tra digitale e fisico. "Nessun museo registrava la superficie degli oggetti", spiega il fondatore Adam Lowe. "Ma noi [Adam e il cofondatore, Manuel Franquelo] lo abbiamo ritenuto un fattore cruciale". Si erano resi conto che troppo spesso le opere d’arte venivano fotografate, o addirittura radiografate, per acquisirle sotto forma di immagine. Ma il complesso mondo delle loro superfici veniva trascurato, nonostante contenesse una grande quantità di informazioni fondamentali.

E mentre la maggior parte dei manufatti riprodotti nell'ambito dello Tsuzuri Project sono bidimensionali e realizzati con materiali organici, come la carta, Factum si occupa di ogni tipo di progetto immaginabile: da enormi sculture e celebri dipinti a olio fino a sfide più insolite, come strutture, tombe, persino intere stanze. Nulla è escluso quando si tratta di cogliere ogni dettaglio complesso e intricato, millimetro per millimetro. Tuttavia, "tutto ciò che facciamo avviene al 100% senza contatto”, sottolinea Adam raccontando la storia del loro primo grande progetto: la riproduzione della tomba di Seti I nella Valle dei Re, in Egitto per consentirne uno studio e un’analisi più approfonditi. "All'epoca, molti scanner necessitavano di marcatori, ma il nostro sistema acquisiva invece le mappe di profondità".

Sarebbe diventato il marchio di fabbrica di Factum Arte e della loro organizzazione no-profit Factum Foundation: personalizzare l'hardware, sviluppare internamente il proprio software e creare un team composto non solo da tecnici di ogni campo, ma anche da artisti, scultori, product designer, restauratori, fotografi e specialisti di tessuti, persino architetti e saldatori specializzati. Inoltre, si rivolgevano a partner tecnologici come Canon per raggiungere traguardi ancora superiori.

Due restauratori posizionano e premono con cura una stampa testurizzata raffigurante antichi motivi egizi.

Applicazione di una sezione della “pelle” stampata sulla superficie tridimensionale di una delle pareti facsimile della Tomba di Seti I. © Oak Taylor-Smith | Factum Foundation

Una riproduzione ad alta risoluzione di un antico sarcofago egizio esposto su una piattaforma bianca.

Riproduzione del sarcofago di Seti I presso "Scanning Seti. The regeneration of a pharaonic tomb" (Antikenmuseum di Basilea, 29 ottobre 2017 – 6 maggio 2018). © Oak Taylor-Smith | Factum Foundation

"Quando ho conosciuto Clemens [Weijkamp, esperto di tecnologie di stampa avanzate presso Canon Production Printing], è stata una boccata d’aria fresca", sorride Adam. "Ci ha capito davvero e da allora abbiamo lavorato a stretto contatto". Ora Factum utilizza la tecnologia Canon in tutti i propri progetti in modi diversi, a volte sorprendenti. Hanno a disposizione fotocamere Canon per la parte di registrazione digitale in quasi tutti i loro lavori, ma possiedono anche due stampanti Arizona, in gradi di stampare texture fisiche in 3D. Tuttavia, il modello in uso è stato adattato per stampare fino a una profondità di 20 mm. "La usiamo per stampare il volume", spiega. "Ce ne sono altre che creano riproduzioni di dipinti, ma se si mettono i loro risultati a confronto con i nostri, si capisce la differenza tra la qualità delle copie. Le nostre sono assimilabili a un dipinto, non a una stampa".

Quando l’Antikenmuseum di Basilea ha chiesto a Factum di allestire una mostra sulla tomba di Seti I, la texture superficiale del sarcofago è stata prodotta con la stampante Arizona. Poi c'è stata la mappatura sull'alabastro, un nome che non rende minimamente l'idea della complessità dell'operazione. L'elaborazione dei file ha richiesto vari algoritmi per separare la superficie dalla forma, in modo da poterle poi unire e ottenere una riproduzione perfetta.

Primo piano di una superficie testurizzata bianca in ambiente di laboratorio.

Dettaglio della superficie stampata in rilievo della Predica di San Paolo ad Atene, uno dei celebri Cartoni di Raffaello concessi in prestito a lungo termine dalla Royal Collection al V&A. La copia realizzata da Factum Foundation è stata esposta alla "The Credit Suisse Exhibition: Raphael" (National Gallery, Londra, 9 aprile – 31 luglio 2022). © Oak Taylor-Smith | Factum Foundation

Visitatori che osservano grandi riproduzioni di opere d’arte appese a pareti blu scuro nella sala di una galleria.

Copia della Predica di San Paolo ad Atene, uno dei celebri Cartoni di Raffaello concessi in prestito a lungo termine dalla Royal Collection al V&A, in mostra alla "The Credit Suisse Exhibition: Raphael" (National Gallery, Londra, 9 aprile – 31 luglio 2022). Sulla sinistra, l'arazzo corrispondente. © Oak Taylor-Smith | Factum Foundation

E questo è stato solo l'inizio. L'opera di Factum, sia digitale che fisica, è stata applicata ad alcuni dei tesori culturali più conosciuti del mondo. Le loro riproduzioni dei Cartoni di Raffaello, ad esempio (dipinti commissionati dal Papa nel 1515 per la creazione di arazzi destinati alle pareti inferiori della Cappella Sistina), pur facendo parte di un'opera di conservazione più ampia presso V&A, sono state inoltre presentate a fianco degli originali in una mostra alle Scuderie del Quirinale di Roma e alla National Gallery di Londra.

Le stampanti Arizona sono state utilizzate anche con effetti incredibili in molti progetti analoghi, creando copie iper-realistiche del Fra Angelico al Prado, riproduzioni delle piastrelle in ceramica per la Spanish Gallery di Bishop Auckland, del Ritratto di un uomo anziano di Rembrandt e del Seppellimento di Santa Lucia del Caravaggio, tra le innumerevoli altre.

Adam ammette che il loro processo è "tortuoso e complicato, ma l’Arizona svolge un ruolo fondamentale in tutto questo: è uno strumento eccezionale e ha un potenziale straordinario". Quando la tecnologia incontra la tradizione in questo modo, come avviene con effetti eclatanti sia nello Tsuzuri Project che in Factum Arte, si apre un mondo di nuove opportunità di conservazione un tempo inimmaginabili, pur mantenendo l'anima delle opere originali. E, soprattutto, può mettere il patrimonio culturale protetto nelle mani di tutti, letteralmente.

Scopri di più sul potenziale creativo della stampa e sulle nostre stampanti Arizona e imagePROGRAF .

Articoli correlati