Visa pour l’Image 2017: 60 ore in 60 secondi

Una mostra delle opere del fotogiornalista Ed Kashi a Visa pour l’Image 2017, ripresa con una Canon EOS 5D Mk IV con obiettivo EF16-35mm f/2.8L II USM. © Paul Hackett

Al termine della Professional Week di Visa pour l’Image 2017, riflettiamo sulle tendenze e i punti salienti di questa 29ª edizione del festival di fotogiornalismo a Perpignano in Francia.


Per il 28º anno consecutivo, Canon ha collaborato con Visa per portare visitatori alle mostre, i workshop, le valutazioni e le conferenze del festival, che mirano a formare e ispirare i fotogiornalisti di domani.

Cinque punti salienti e tendenze di Visa pour l’Image 2017.

1. Live for the story

Una cosa è emersa chiaramente dalle mostre presentate a Visa pour l’Image, che offrivano prospettive inedite su numerosissime situazioni in località diverse: lo storytelling è il cuore del fotogiornalismo. Le immagini d'impatto sono importanti, ma è altrettanto importante avere una chiara visione di ciò che si vuole raccontare e perché. "Quando spieghi a una persona ciò che significa per te il tuo lavoro, è un'esperienza molto forte", ci ha detto Andrea Kurland, caporedattrice di Huck Magazine, nel corso delle sue valutazioni dei portfolio durante il festival.

Northern spotted owl in California, in 2008. Nick Nichols had a mouse on top of his Canon 5D Mk III – a researcher was using the mice to attract owls, so that they could be counted.
Allocco macchiato settentrionale in California, 2008. Nichols aveva un topo sulla sua Canon 5D Mk III con obiettivo EF 17-40mm f/4L: un ricercatore stava usando i topi per attrarre gli allocchi in modo da poterli contare. © Michael Nichols/National Geographic Society

2. Domande e risposte live con Nick Nichols

"Non puoi spostare un pixel. Lo scopo della fotografia è documentare una cosa che si è verificata", ha dichiarato Nick Nichols, ex collaboratore redattore del National Geographic; un concetto ribadito rispondendo alle domande durante la nostra sessione live su Twitter, @CanonProNetwork. Ma la manipolazione digitale è stata solo una tra le tante preoccupazioni sollevate dai fotografi durante il festival su come mantenere la fedeltà ai soggetti delle proprie opere. Nelle interviste, nelle tavole rotonde e nelle conversazioni informali, molti hanno sottolineato la necessità di conservare l'integrità in un'epoca in cui le notizie non autentiche mettono in pericolo la fiducia del pubblico.

Canon Female Photojournalist Award 2017 winner Catalina Martin-Chico proposed the continuation of this series documenting the baby boom amongst FARC fighters in Colombia.
Catalina Martin-Chico, vincitrice del Canon Female Photojournalist Award 2017, ha proposto di continuare la sua serie che documenta il boom delle gravidanze tra le ex combattenti delle FARC in Colombia. © Catalina Martin-Chico

3. Canon Female Photojournalist Award 2017

Dreamers ("Sognatori"), una mostra delle straordinarie nuove opere di Darcy Padilla, vincitrice del Canon Female Photojournalist Award 2016, è stata esposta nella Canon Experience Zone al Palais des Congrès e alla Église des Dominicains. Dreamers rivela la devastazione causata dall'abuso di alcol e metanfetamina nella comunità di Pine Ridge Reservation, South Dakota. Nel frattempo Catalina Martin-Chico, vincitrice del Canon Female Photojournalist Award 2017, ci ha parlato del suo progetto di documentare il boom delle gravidanze che ha come protagoniste centinaia di ex-combattenti delle FARC a cui in passato era vietato rimanere incinte. "Il fotogiornalismo è precario. Questo premio mi dà la forza e la fiducia per continuare", ha dichiarato.

Mike Burnhill mans the Canon Professional Services clean and check desk at Visa pour l’Image 2017.
Mike Burnhill al banco di controllo e pulizia di Canon Professional Services durante Visa pour l’Image 2017. © Paul Hackett

4. Canon Professional Services (CPS)

Al festival Visa pour l’Image, Canon Professional Services ha lavorato sodo per controllare e pulire le oltre 340 fotocamere Canon portate allo stand dai fotografi. Ma il servizio non è limitato a questa mostra. Da quando ha iniziato a operare, quasi vent'anni fa, i membri CPS con prodotti idonei si sono affidati a questa rete di riparazione. "Che una società produttrice di fotocamere ti aiuti nei momenti difficili (non solo portandoti un'attrezzatura a caso, ma esattamente quello che ti serve, da un giorno all'altro) è semplicemente fantastico", dice la videografa e fotografa Stephanie Sinclair, che ha ricevuto da CPS l'attrezzatura fotografica sostitutiva che le serviva quando ha perso il suo kit durante un viaggio in Kenya per lavoro. Leggi qui la storia di Sinclair.

Students taking part in the student programme run by Canon in partnership with Magnum Photos. It included talks, workshops and portfolio reviews.
Alcuni partecipanti al programma per studenti organizzato da Canon in collaborazione con Magnum Photos, comprendente lezioni, workshop e valutazioni dei portfolio. © Paul Hackett

5. Il futuro del fotogiornalismo

In questi tempi turbolenti, il mondo ha più bisogno che mai dei fotogiornalisti, quindi è essenziale coltivare la prossima generazione. In collaborazione con Magnum Photos, Canon ha organizzato workshop, lezioni e valutazioni del portfolio per 200 studenti di tutta Europa nel programma Canon per studenti. "Ci sono eventi ovunque e la gente vuole sapere cosa succede", dice Timothy Haccius, studente presso il Centre Vocational de Vevey in Svizzera. "Se non c'è nessuno a documentare o raccontare la storia, è come se non fosse mai esistita." La passione, l'entusiasmo e il talento di Haccius e dei suoi coetanei ci rendono sicuri che le storie che lo meritano saranno raccontate.

Scritto da Rachel Segal Hamilton