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Video HDR: riprese e grading

I video HDR rappresentano un salto di qualità per l'immagine, ma richiedono un'esposizione attenta e un flusso di lavoro preciso. Se desideri realizzare materiali HDR o stai pianificando un workflow HDR, ecco cosa devi sapere.
Una videocamera Canon XF705 vista dietro con un'immagine HDR dai colori vivaci visibile nel mirino e nello schermo LCD.

Il pubblico dei video HDR è in costante aumento. Oltre a essere utilizzata nella radiodiffusione pubblica, questa tecnologia è sempre più richiesta per le produzioni cinematografiche e dal vivo. I principali servizi di streaming supportano i filmati UHD HDR, anche se per la loro visione sono necessari abbonamenti e televisori compatibili. "L'importante è riuscire a supportare l'output in HLG e PQ per le riprese dirette, nonché con RAW e Canon Log", afferma Paul Atkinson di Canon Europe. Tutte o solo alcune di queste soluzioni per un output HDR sono disponibili su un'ampia gamma di dispositivi, tra cui i modelli Canon Cinema EOS o le videocamere professionali Canon XF705 (mostrata qui) e Canon XA55/XA50.

I video High Dynamic Range (HDR) offrono molto di più che bianchi più luminosi e neri più intensi. Grazie a una luminosità massima più elevata fino a 10.000 nit, a una gamma di colori più ampia in grado di soddisfare lo standard BT.2100 e alla possibilità di visualizzare gradienti più fluidi tra i colori e le sfumature a 10 bit, la tecnologia HDR migliora notevolmente la presentazione video, rispetto al passaggio dalla risoluzione Full HD al 4K.

Mentre è necessario uno schermo compatibile per effettuare il grading, modificare e visualizzare i contenuti video HDR, si avrà una maggiore libertà in termini di riprese video per una produzione HDR. Potrai scegliere se catturare un'ampia gamma dinamica con Canon Log ed effettuare il grading in post-produzione, oppure se registrare direttamente in HDR. Diverse videocamere professionali Canon e videocamere Canon Cinema EOS offrono la convenienza delle riprese interne nei formati HLG e PQ, facendoti risparmiare tempo e denaro in post-produzione.

Ma quali sono i migliori dispositivi Canon per le riprese HDR? Come si dovrebbero gestire le riprese di contenuti HDR? E cosa è importante tenere a mente quando si pianifica un workflow HDR? Paul Atkinson, Pro Video Product Specialist di Canon Europe, risponde a queste domande con l'aiuto di Sonny Sheridan, Senior Colourist per la casa di post-produzione britannica leader del settore The Farm.
Una figura solitaria cammina in un paesaggio coperto di neve verso una collina lontana, in un fermo immagine con esposizione ottimale tratto da un video HDR.

Grazie a una più ampia gamma dinamica nelle zone di luce, l'HDR è ideale per riprendere le scene più luminose e dal contrasto elevato. La videocamera Canon XF705 può registrare internamente in due formati HDR, HLG o PQ, ed è dotata di numerose funzioni di assistenza HDR che aiutano il controllo dell'esposizione per le riprese HDR. In alternativa, per produzioni con più tempo a disposizione, il supporto Canon Log 3/BT.2020 permette di avere flessibilità in un workflow di post-produzione HDR.

Opzioni di registrazione HDR

Per creare un output HDR, si hanno a disposizione due alternative: direttamente dalla videocamera o in post-produzione. "Tradizionalmente si registra un file con la massima gamma dinamica possibile, per poi elaborarlo in un workflow HDR", spiega Paul. "Se dovessi applicare un workflow HDR a un bitrate inferiore e a un'immagine con campionamento colore minore, il risultato non sarebbe ottimale. Perciò, è importante iniziare con il massimo livello di informazioni possibile. È in questo caso che le riprese in Canon Log diventano estremamente vantaggiose".

Le videocamere Canon Cinema EOS permettono di riprendere in Canon Log, esattamente come alcune fotocamere EOS mirrorless e reflex digitali selezionate, nonché come le videocamere professionali Canon, tra cui Canon XF705 e Canon XA55/XA50. Progettato per catturare la più ampia gamma dinamica, il formato Canon Log offre la massima flessibilità in termini di colour grading e di post-produzione. Canon Log 3, ad esempio, è in grado di fornire una gamma dinamica fino a 14 stop a seconda della fotocamera.

Persino le nuove telecamere Canon PTZ a distanza offrono un'opzione Wide Dynamic Range Mode con uno spazio colore BT.709 o BT.2020, utile quando si lavora con scadenze rigide e il tempo per il grading è limitato. Ma tra Wide DR e Canon Log 3 c'è una differenza di 2 stop, il che li rende assai diversi in termini di prestazioni nelle zone luminose. Se è fondamentale che sia HDR, "le telecamere Canon PTZ a distanza CR-N500 e CR-X500 sono in grado di registrare anche in Canon Log 3", afferma Paul. "Pertanto, anche le nostre telecamere PTZ sono in grado di registrare un'ampia gamma dinamica per il grading, permettendoti di accedere a un output e a un ambiente di lavoro HDR".
Un altro modo per generare un output HDR è farlo direttamente nella videocamera. "Con le videocamere Canon XF705, EOS C70, EOS C300 Mark III e EOS C500 Mark II puoi riprendere direttamente in PQ o HLG tramite le preimpostazioni di Immagine personalizzata", spiega Paul. "È l'ideale per le produzioni con tempi di consegna più rapidi, che non hanno tempo o denaro da spendere in post-produzione.

"Può capitare che certi committenti non accettino filmati che non siano stati girati in Canon Log 3 e sottoposti a un workflow HDR. Ma avere a disposizione i formati PQ o HLG nella videocamera è solo un altro vantaggio da sfruttare all'occorrenza".
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Il dito di un operatore tocca un touch screen collegato a una videocamera Canon EOS C500 Mark II che riprende due persone su uno sfondo di alberi retroilluminati dal sole.

A differenza dell'HDR fotografico, che è un processo di acquisizione, l'HDR video è un processo di visualizzazione. Come ci si potrebbe aspettare, spiega il colorista Sonny Sheridan, la qualità tecnica chiave da ricercare nelle riprese che devono passare attraverso un grading HDR è una buona esposizione. "Bisogna evitare un clipping troppo marcato nelle zone luminose", afferma. "Inoltre, è importante che i neri siano il più possibile puliti e privi di troppo rumore nella parte inferiore".

Il monitor Canon DP-V2411.

Essere in grado di monitorare l'output HDR sul set è essenziale per garantire un'esposizione corretta ed evitare il clipping. "Alcune delle nostre videocamere più recenti consentono di monitorare l'output HDR sullo schermo integrato", spiega Paul. Canon offre inoltre una gamma di display 4K HDR, tra cui il modello DP-V2411 mostrato qui, adatti tanto al grading quanto a un monitoraggio accurato sul set.

HDR vs SDR in termini di esposizione

Per molti aspetti, l'acquisizione per l'High Dynamic Range non è diversa da quella per lo Standard Dynamic Range. "Anche se si utilizza una delle preimpostazioni, la tecnica di ripresa deve rimanere invariata", afferma Paul. "Se generi un output in 4K per l'HDR, la messa a fuoco deve essere perfetta, e ovviamente abbiamo degli strumenti che vengono in nostro soccorso, come la tecnologia Dual Pixel CMOS AF o la funzione di messa a fuoco manuale assistita".

Per l'HDR e l'SDR, l'esposizione nella videocamera può essere gestita in modo molto simile. Ad esempio, è importante assicurarsi che i mezzitoni siano esposti correttamente in entrambi i casi. Le aree luminose richiedono però qualche considerazione. Rispetto all'SDR, nell'HDR le luci con clipping possono apparire innaturali ed essere una fonte di distrazione; è fondamentale eliminare o ridurre il clipping delle zone luminose quando si filma per l'HDR, in modo da mantenere lo stesso livello di picco del bianco nelle diverse riprese con una maggiore flessibilità. Una sensibilità ISO ridotta può essere d'aiuto, così come i filtri ND integrati in molte videocamere Cinema EOS e videocamere professionali Canon.

Spesso l'opzione più semplice è illuminare, misurare e monitorare l'HDR sul set e controllare regolarmente l'SDR per assicurarsi che mantenga l'equilibrio di luce e buio desiderato. Utilizzare un display di riferimento Canon con funzione di confronto su schermo tra HDR-SDR, come il modello Canon DP-V2421, rende questo processo ancora più facile.
"Con l'HDR, la gamma tonale deve essere ampliata ulteriormente per ottenere neri più intensi e bianchi più luminosi", spiega Paul. "Significa che sarà necessario un margine maggiore per lavorare in post-produzione, anche se il percorso da seguire dipende dal flusso di lavoro. Tendenzialmente, le riprese in Canon Log richiedono una leggera sovraesposizione per ridurre al minimo il rumore, mentre per i filmati HDR la scelta è dettata dalla scala di luminosità".

Per ottenere un output in HDR e uno in SDR, è possibile acquisire il filmato direttamente in HDR e inserirlo in un workflow per generare un output SDR, oppure registrare in Canon Log 2 o Canon Log 3 ed eseguire due workflow diversi: uno HDR e uno SDR.
DoP Ben Sherlock filming with the Canon EOS C300 Mark III in a rural setting with bushes and water in the background.

Guida al sensore DGO

Ecco come EOS C300 Mark III ed EOS C70 offrono oltre 16 stop di gamma dinamica combinando immagini ad alto e basso guadagno grazie alla nuova e rivoluzionaria tecnologia del sensore DGO di Canon.
"La videocamera Canon XF705 offre anche di più", aggiunge Paul, "perché consente di registrare internamente l'HDR e di inviare allo stesso tempo un output SDR a un registratore esterno. Indicando quale dei due è esposto correttamente, la videocamera regola in automatico il secondo output, per ottenere un'immagine esposta in modo ottimale. In questo modo, otterrai filmati HDR e SDR pronti e disponibili fin da subito, con l'eccezzione di piccoli ritocchi a livello di editing, e non di grading completo".
Una videocamera EOS C500 Mark II impiegata su un terreno roccioso.

Il formato Cinema RAW Light supportato da videocamere come Canon EOS C500 Mark II offre una maggiore flessibilità in termini di HDR. "Ti consente di accedere a più informazioni" spiega Paul. "Le riprese in formato Cinema RAW Light, con la sensibilità ISO e lo spazio colore suggeriti, sono il punto di partenza ideale per accedere a un workflow HDR".

Uno studio di post-produzione con tre monitor, una tastiera e una console di controllo.

"Quando le riprese sono ben realizzate, per me non fa molta differenza se vengono consegnate in RAW o Canon Log", afferma Sonny. "Inevitabilmente, con un formato RAW si ha un più ampio spazio d'azione. Tuttavia vengono generati molti dati, che avranno un forte impatto su altre aree del flusso di lavoro, specialmente sulla memoria. Se stiamo lavorando in ACES, allora i contenuti multimediali mi verranno presentati allo stesso modo, sia che le riprese provengano da una fonte Log che da una fonte RAW: tutto si riduce al contenuto".

Editing e HDR: la prospettiva dell'utente

L'HDR aggiunge un livello di complessità in termini di post-produzione e grading, ma offre anche una certa libertà. "Fornisce un maggiore livello di dettagli nelle zone luminose, ed è qui che inizia il divertimento", afferma Sonny Sheridan, noto per il suo lavoro di colorista nelle serie TV britanniche "Lucky Man" e "24 Hours in A&E" e vincitore di un RTS Craft & Design Award nella categoria Best Picture Enhancement. "Se riprendi qualcuno vicino a una finestra, puoi conservare tutte le informazioni della scena esterna e mantenere comunque una buona esposizione sul soggetto all'interno. Questa operazione sarebbe piuttosto difficile in SDR. Un maggior numero di soggetti e dettagli in un'immagine contribuiscono alla narrazione della storia.

"Le principali sfide a livello di grading HDR riguardano la gestione delle zone luminose sulle fonti di illuminazione, per esempio quando un attore è posizionato accanto a finestre luminose", continua Sonny. "Devo usare una power window per fare emergere la persona dalla finestra e una chiave di luminanza per abbassare la luminosità nella finestra. Tutto questo è necessario per ottenere il giusto equilibrio, in modo che il soggetto in primo piano non sia messa in ombra dall'elevata luminanza della finestra. Il giusto equilibrio si raggiunge man mano: solo perché puoi arrivare a 1.000 nit, non significa che dovresti farlo. A volte, il miglior HDR è un HDR delicato".

Quando si elabora un workflow HDR, ci sono altri fattori da prendere in considerazione, aggiunge Sonny. "Bisogna considerare principalmente i formati di acquisizione della videocamera e le specifiche di consegna del master, ad esempio se stiamo consegnando in Rec 2020 o DCI-P3, Dolby Vision, HDR10, HLG e così via".

"La gestione del colore è fondamentale. Per i film e le serie TV, spesso c'è un unico formato di videocamera: in questo caso lavorerei con una LUT dal mio spazio colore di acquisizione al target. Tuttavia, di fronte a una combinazione di due o più formati di videocamera, potrei scegliere di lavorare in un workflow ACES, in modo che tutto venga unificato sulla mia timeline, mantenendo la più ampia latitudine possibile".

Diverse videocamere Cinema EOS, tra cui i modelli EOS C300 Mark III e EOS C500 Mark II, supportano nativamente la pipeline ACES, per flussi di lavoro più efficienti.
Una videocamera Canon EOS C70 su un divano di pelle rossa, senza obiettivo, con il sensore DGO chiaramente visibile.

Le videocamere Canon EOS C70 e Canon EOS C300 Mark III sono dotate del sensore DGO 4K Super 35mm, ideale per i contenuti HDR grazie alla sua straordinaria gamma dinamica e al conseguente rumore ridotto. "L'immagine viene esposta due volte: una per le zone d'ombra e una per quelle luminose. Le esposizioni vengono poi combinate prima dell'elaborazione", spiega Paul. "In questo modo si riduce il rumore, e il bello è che funziona a qualsiasi valore ISO".

Lo schermo di una videocamera Canon EOS C70 mostra una giovane donna, ripresa con Canon Log 3 e altre impostazioni.

Uno dei vantaggi delle videocamere Canon per le riprese di video HDR è l'uniformità garantita da Canon Log. "È sempre stato piuttosto facile allineare filmati realizzati con diverse videocamere Canon, ma avere delle impostazioni in comune rende tutto molto più semplice" afferma Paul. "In questo modo, puoi combinare le riprese realizzate con diversi dispositivi, che si tratti di una videocamera Cinema EOS, di una videocamera professionale XF di fascia alta, oppure di una fotocamera Cinema EOS, mirrorless o reflex digitale. La possibilità di combinare le riprese semplifica il flusso di lavoro, specialmente nell'ambito della post-produzione".

Secondo Sonny, con alcuni workflow è necessario eseguire il grading HDR prima del grading SDR: "Il Dolby Vision, per esempio, poiché l'SDR deriva dall'HDR. Alcuni standard permettono di eseguire prima il workflow SDR, ma solitamente si tratta di una preferenza e va in base alle priorità dei registi".

Ricavare più formati HDR da un master determina anche il flusso di lavoro, aggiunge Chris Spearman, Technical Operations Manager di The Farm. "In parte dipende dal destinatario del prodotto primario e dagli standard HDR richiesti", afferma. "Ad esempio, possiamo ricavare materiali HDR10 da un workflow Dolby Vision abbastanza facilmente. Tuttavia, di fronte a diverse gamme cromatiche tra i diversi materiali, dobbiamo assicurarci di farlo nel modo giusto. Lavoreremo prima allo standard con la più ampia latitudine, e ACES è un'ottima pipeline per i prodotti multistandard".

"Ritengo che mentre un numero crescente di piattaforme supporta l'HDR, ci sarà una maggiore standardizzazione dei processi", continua Chris. "Potremmo vedere alcuni standard diventare più importanti e altri scomparire, oppure gli strumenti HDR diventeranno ancora più disponibili, rendendo l'HDR il nuovo SDR".

Per concludere, il futuro dei video HDR sembra davvero luminoso… Almeno di 1.000 nit.

Scritto da Marcus Hawkins


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