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Imparare sul campo: Emirkan Cörüt racconta come si divide tra lavoro e studio

Il giovane Canon Ambassador ha fatto grandi cose in poco tempo: qui spiega come si è costruito una carriera come fotogiornalista pur essendo ancora all'università e perché dedicarsi a ciò che ama è stata la chiave per il suo successo.
Uno scatto dall'alto che mostra diverse file di poliziotti con casco bianco che bloccano un gruppo di manifestanti con striscioni rosa e viola.

Il fotogiornalista turco Emirkan Cörüt è specializzato in servizi fotografici su Istanbul, la sua città natale. In questo scatto dall'alto del 2019, la polizia si scontra con le attiviste femministe durante una marcia notturna per le strade della città per la Giornata internazionale della donna. Scatto realizzato con Canon EOS 6D Mark II e obiettivo Canon EF 40mm f/2.8 STM a 1/500 sec, f/2.8 e ISO8000. © Emirkan Cörüt

Ha solo 20 anni, ma il fotogiornalista Emirkan Cörüt sta già facendo passi da gigante nella sua carriera. Il Canon Ambassador di origini turche ha ricevuto il suo primo incarico dalla rivista Beyond Istanbul a soli 18 anni, ed è il membro più giovane dell'agenzia fotografica Middle East Images (MEI). Il suo scatto di un raduno tenuto dall'aspirante sindaco di Istanbul Ekrem İmamoğlu prima delle elezioni del 2019 gli è valso anche un Ara Güler Encouragement Award della Turkey Photojournalists Association.

Nonostante i suoi notevoli successi lavorativi, Emirkan ha continuato gli studi di fotografia presso la Mimar Sinan Fine Arts University di Istanbul e considera la laurea come un passo fondamentale nel suo viaggio professionale. "Studiare fotografia all'università è una delle decisioni più importanti che io abbia mai preso, e concentrarmi sulla fotografia è un passo importante per dedicare la mia vita a questa arte", sostiene. "Mi permette di lavorare con prospettive e approcci diversi, e di mettere sempre tutto in discussione".

Il suo talento naturale, combinato con la capacità di fare domande scomode, ha portato Emirkan a occuparsi di una varietà di storie su Istanbul per MEI, da disastri naturali e proteste politiche alla pandemia di Covid-19. Qui spiega come è riuscito a fare così tanto pur essendo così giovane e offre consigli agli aspiranti fotogiornalisti su come emulare il suo successo.
Quattro operatori sanitari che indossano mascherine, cuffie e tute di plastica blu in piedi fuori da un ospedale.

Persone raccolte in minuto di silenzio davanti alla facoltà di medicina di Istanbul (ÇAPA), il 2 aprile 2020, durante la commemorazione per il professore Cemil Taşcıoğlu, il primo operatore sanitario del paese a morire di Covid-19. Scatto realizzato con Canon EOS 6D Mark II e obiettivo Canon EF 40mm f/2.8 STM a 1/320 sec, f/8 e ISO250. © Emirkan Cörüt

Come ti sei assicurato il tuo primo incarico e sei diventato membro di MEI già agli inizi della tua carriera?

"Ho cominciato a lavorare per MEI durante la pandemia di Covid-19, documentavo la vita quotidiana durante questa emergenza globale e la disinfezione di Istanbul. Prima di quello, lavoravo come fotogiornalista freelance. Seguivo le vicende socio-politiche del mio paese, fotografavo eventi e poi condividevo le immagini sui social media. Col tempo, il mio account è diventato un'espressione delle mie capacità professionali. Da qui è nato il mio primo dialogo con Hossein Fatemi, l'attuale manager di MEI. Poco dopo sono diventato il membro più giovane di MEI.
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"Il mio consiglio è di seguire gli eventi di attualità nella regione in cui vivi e di fotografarli. Condividi i tuoi scatti, per esempio tramite social media, e non esitare a parlare con altri fotogiornalisti che lavorano nella tua stessa zona. Grazie a MEI ho imparato molte cose, tra cui come preparare le didascalie, come vengono modificate e presentate le fotografie, e come lavora un'agenzia fotografica professionale".
In mezzo a una grande folla che sventola bandiere, una donna con una bandana e una maglia viola acceso grida alzando le braccia.

Un'attivista per i diritti delle donne urla slogan durante le proteste nel quartiere Bayrampaşa di Istanbul durante la festa del lavoro, nel maggio 2019. Questo era solo uno dei tanti gruppi che hanno protestato quel giorno. Scatto realizzato con Canon EOS 6D Mark II e obiettivo Canon EF 40mm f/2.8 STM a 1/4000 sec, f/2.8 e ISO100. © Emirkan Cörüt

Come sei diventato Canon Ambassador?

"Ho vinto un concorso sui social media. Il nostro dialogo è continuato e, inaspettatamente, sono stato nominato. Non mi sembrava vero, è stato un grande onore partecipare allo stesso programma di molti fotografi che seguo. Sono grato per la fiducia che Canon ha riposto in me e per il sostegno che mi ha dato, nonostante la mia giovane età".

Perché pensi di aver avuto così tanto successo agli inizi della tua carriera?

"Mi sono dedicato a ciò che amavo e volevo fare, e sono andato avanti usando la mia ambizione come motivazione. Ho avuto fiducia nella mia fotografia fin dall'inizio. Credo che per avere successo si debba essere appassionati e lavorare con un chiaro obiettivo. Sono all'inizio della mia carriera e credo di poter fare sempre di meglio se continuo a porre domande, lavorare sodo e mantengo un approccio sincero alla fotografia, rimanendo fedele al mio stile e alla mia etica".
In lontananza si vedono due uomini intenti a riparare il tetto di un edificio fatiscente. In primo piano si vede un altro edificio altrettanto degradato.

Due immigrati nella zona di Süleymaniye, a Istanbul, riparano il tetto di un edificio fatiscente che ora è la loro casa. La struttura è stata danneggiata da forti piogge nel febbraio 2018. Scatto realizzato con Canon EOS 6D Mark II e obiettivo Canon EF 40mm f/2.8 STM a 1/500 sec, f/10 e ISO1200. © Emirkan Cörüt

Cosa hai imparato all'università che ti ha aiutato nel lavoro? Come riesci a bilanciare la pratica e la teoria?

"Anche se l'università mi stava aiutando a migliorare la mia tecnica, mi sono reso conto che la tecnica non è tutto. I primi due anni di scuola sono dominati dalla teoria, mentre gli ultimi due dalla pratica, ma è importante ricordare che, in realtà, le due cose non sono mai scollegate. Un fotografo crea la narrazione di una storia usando la tecnica, ma usare la tecnica sbagliata può rendere la storia confusa, quindi una cosa non esiste senza l'altra.

"L'università ci prepara per le situazioni che incontreremo nei diversi rami della fotografia, mentre gli incarichi ci permettono di creare un ampio portfolio. I nostri portfolio e le nostre capacità di comunicazione ci permettono di ottenere un lavoro retribuito".
Cosa hai fatto da studente per far progredire la tua carriera e trovare il tuo stile?

"Quando ho iniziato, ero molto impaziente di creare uno stile tutto mio. Ho cercato di provare più cose possibili e ho analizzato ogni aspetto delle mie foto. Ora ho capito che il mio stile è legato al mio carattere. Il mio approccio alla fotografia e il mio carattere determinano le foto che scatto, e questo col tempo ha creato naturalmente il mio stile.

"Penso che tu debba avere un approccio sincero alla fotografia, e rimanere fedele alla tua etica. Questo mi dà spazio e libertà perché posso sempre produrre un lavoro che riflette chi sono, anche quando sto sperimentando".
A selection of student portfolio images laid out on a table.

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Le gambe di una ragazza sdraiata sull'asfalto. Indossa pantaloni verdi e scarpe bianche e il suo piede destro è appoggiato sopra una bandiera nera.

Le gambe di una donna trattenuta nel luglio 2020 per un raduno nel quartiere cosmopolita Kadıköy di Istanbul in commemorazione del massacro di Suruç, un'esplosione del luglio 2015 perpetrata, si ritiene, dallo Stato Islamico, che ha ucciso almeno 30 giovani attivisti turchi. Scatto realizzato con Canon EOS 6D Mark II e obiettivo Canon EF 40mm f/2.8 STM a 1/400 sec, f/8 e ISO2500. © Emirkan Cörüt

Che kit usi e come organizzi la tua borsa?

"Di recente sono passato alla fotocamera mirrorless Canon EOS R5, che offre una nitidezza incredibile ed è in grado di gestire varie situazioni. Le sue impostazioni mi permettono di lavorare comodamente e in sicurezza in situazioni in cui gli eventi si verificano improvvisamente e rapidamente, come proteste e festeggiamenti. È anche impossibile perdersi qualcosa con la velocità di 20 fps.

"Utilizzo anche Canon EOS 6D Mark II, e avere un sensore full frame abbinato a uno schermo orientabile mi consente di catturare con facilità prospettive diverse. Grazie al sensore full frame di EOS 6D Mark II e alle sue prestazioni a valori ISO elevati, non mi ha mai deluso, sia nei miei progetti scolastici che nel mio lavoro professionale. Di solito non posso controllare le condizioni di luce in cui lavoro, e la sensibilità ISO della fotocamera ha un ruolo importante per me quando cerco di mantenere un'ampia profondità di campo. Quando lavoro per lunghe ore, come per documentare i disastri naturali, il corpo leggero mi permette anche di usare la mia energia in modo più efficiente.

"Organizzo la mia borsa a seconda della distanza che devo percorrere e del tempo che passerò lì. Include anche gli obiettivi Canon RF 24-70mm f/2.8L IS USM, Canon RF 35mm f/1.8 Macro IS STM e Canon EF 40mm f/2.8 STM.

"Di solito porto con me Canon RF 24-70mm f/2.8L IS USM nelle situazioni dove è difficile prevedere quello che succederà, come le manifestazioni. In contesti più prevedibili, Canon RF 35mm f/1.8 Macro IS STM è sempre montato sulla mia fotocamera. Lavoro sempre con una messa a fuoco manuale fissa quando riesco a prevedere il flusso e a scattare comodamente. Rispetto a un obiettivo zoom, sapere sempre a quale distanza sarà il soggetto mi facilita il lavoro".
Un'immagine in bianco e nero di un uomo che indossa una mascherina e passa davanti a un ristorante da asporto illuminato ma vuoto.

Un uomo che indossa una mascherina passa davanti a un ristorante da asporto aperto ma vuoto. Il quartiere residenziale di Kadıköy è di solito una delle zone più affollate di Istanbul, ma le strade erano praticamente deserte quando questa fotografia è stata scattata nel marzo 2020, durante la pandemia di Covid-19. Scatto realizzato con Canon EOS 6D Mark II e obiettivo Canon EF 40mm f/2.8 STM a 1/640 sec, f/7.1 e ISO5000. © Emirkan Cörüt

Come concili lavoro e studio?

"Col tempo diventa più semplice trovare un equilibrio. Al primo anno di università ho dato priorità alla mia formazione ma si è gradualmente creato un equilibrio con il lavoro, e hanno cominciato a progredire insieme. A volte, il mio lavoro si è persino trasformato nei miei compiti e ci sono stati dei momenti in cui si sono sovrapposti. Cerco di pianificare un percorso che mi permetta di fare meno compromessi possibili da entrambe le parti e agisco di conseguenza".

Quale consiglio daresti ad altri aspiranti fotogiornalisti?

"Non devi aspettare un incarico: esercitati sul campo il più possibile per migliorarti. Imparando a capire un evento e a mettere in discussione tutto potrai relazionarti con qualsiasi situazione e aumentare la qualità del tuo lavoro".

Scritto da Lorna Dockerill


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