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Fotografare la libertà: conservation photography con la serie Canon EOS 5D e i flash Speedlite

"Era una giornata davvero luminosa, quindi le ombre erano scure. Ho regolato l’esposizione tutto il giorno per scattare in piena luce, perciò mi sono dovuto fermare per modificare la luce di riempimento e illuminare alcune zone in ombra", spiega il fotografo Neil Aldridge, che con questo scatto, intitolato "Waiting for Freedom", ha vinto il primo premio nella categoria Environment Singles del concorso World Press Photo 2018. Scatto realizzato con Canon EOS 5D Mark II e obiettivo Canon EF 16-35mm f/2.8L USM a 1/100 s, f/8 e ISO500. © Neil Aldridge

Rhinos Without Borders ("Rinoceronti senza frontiere") ha da poco salvato un giovane rinoceronte e sua madre da una zona di bracconaggio in Sudafrica. Il progetto punta al trasferimento di almeno 100 rinoceronti da queste aree al Botswana, dove il bracconaggio è praticamente inesistente e dove sono state adottate misure rigorose per contrastarlo. Gli animali sono stati trasportati dall’organizzazione su camion attraverso il deserto del Kalahari e sono stati liberati sul Delta dell'Okavango – le praterie del Botswana dove vivono ippopotami, elefanti, leoni e leopardi. Lì, c’era il fotografo Neil Aldridge ad aspettarli.

Oltre al fotoreporter britannico era presente anche un team dell’organizzazione Rhino Conservation Botswana. Il giovane rinoceronte giaceva, sedato e bendato, all’interno di un grande recinto metallico, il cosiddetto boma. Bisognava separarlo dalla madre. C'era un gran movimento intorno a lui: camion per trasportarlo, veterinari per monitorarne la salute, elicotteri per salvarlo dai bracconieri. A un certo punto Neil si è ritrovato solo con il giovane rinoceronte e ha scattato la foto che riassume l'intera operazione, intitolata Waiting for Freedom ("Aspettando la libertà").

"Mi sono fermato e mi sono voltato. Sapevo che sarebbe stato uno dei pochi momenti di calma di quell'operazione così frenetica", spiega Neil. "Questa foto rappresenta uno di quei momenti che dovevo immortalare a tutti i costi. Ho messo giù tutto e ho smesso di fare quello che stavo facendo; tutti gli altri erano usciti dal boma. Ho scattato tre foto che riassumevano perfettamente la situazione.

"Rappresenta un momento di pace per il rinoceronte, quel momento in cui sta passando dall'essere un rinoceronte in pericolo all’essere rimesso in libertà per cominciare una nuova vita. Ho fotografato il rinoceronte in quel preciso momento. Ecco perché è l'immagine simbolo di tutta l'operazione."

Pianificare gli scatti

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Per Neil, raccontare storie è fondamentale. Dice che molti non apprezzano la conservation photography - ovvero quella branca della fotografia naturalistica che vuole sensibilizzare alla tutela dell’ambiente e della fauna selvatica - perché spesso gli scatti sono troppo cruenti. Anche se gli spettatori hanno lo stomaco forte, non necessariamente provano delle emozioni guardandoli. Ad esempio, spiega Neil, solo in Sudafrica, ogni giorno vengono uccisi tre rinoceronti – principalmente per i loro corni, a cui vengono falsamente attribuite proprietà curative. Anziché scattare foto che mostrano in modo esplicito questa pratica, ha preferito concentrarsi sul lavoro di chi cerca di porre rimedio a questa situazione, affrontando la problematica in maniera positiva.

Di solito, Neil ha già in mente il tipo di foto che vuole scattare ben prima di arrivare sul set. Molte delle sue foto di rinoceronti più riuscite sono state pianificate in anticipo. "Spesso creo uno storyboard del progetto prima di andare sul set, invece di arrivare lì sperando che qualcosa piova dal cielo e che tutto fili liscio. Ci vado con una foto in mente", spiega.

"La maggior parte delle volte funziona perché sono ben preparato. Mi auguro che qualcuno, guardando le mie foto, si interessi alla causa e ai problemi che stanno dietro a quelle immagini.

"La maggior parte dei fotografi vuole scattare foto naturalistiche o di viaggio e vuole vivere esperienze nella natura. Non è così facile sedersi e creare uno storyboard su, per esempio, i tassi, e riuscire a realizzare gli scatti che hai pianificato. Ci vuole molto tempo e molta determinazione."

An African elephant with prominent tusks, photographed in black-and-white.
Nella fotografia intitolata Survivor ("Sopravvissuto"), un elefante africano vaga per le vaste pianure del Maasai Mara in Kenya. Sebbene il bracconaggio di elefanti in Kenya sia in calo, esemplari adulti con zanne simili sono molto rari. Scatto realizzato con Canon EOS 5D Mark II e obiettivo Canon EF 400mm f/2.8L IS USM a 1/4 s, f/14 e ISO100. © Neil Aldridge

Fotocamere resistenti a tutto

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Avere un piano è importante, ma Neil ha bisogno anche di un kit affidabile per i propri scatti. Di solito porta con sé un paio di fotocamere Canon EOS 5D Mark II: una con un obiettivo Canon EF 16-35mm f/2.8L USM, l'altra con un obiettivo Canon EF 70-200mm f/2.8L IS USM. Per Neil è importante poter utilizzare alti valori di ISO perché spesso scatta in condizioni di luminosità scarsa la mattina presto, la sera e a notte fonda, o fotografa animali notturni o che potrebbero essere spaventati dal flash. La fotocamera EOS 5D Mark II (modello precursore della fotocamera Canon EOS 5D Mark IV) è, a suo parere, particolarmente adatta per queste situazioni.

Un altro elemento cruciale è la resistenza alle intemperie. In Botswana, durante il progetto sui rinoceronti, Neil camminava per otto ore al giorno e dormiva in tenda in condizioni difficili. C’era molta polvere e faceva caldo. Ha portato con sé solo l’attrezzatura che riusciva a portare in spalla, oltre a un caricabatterie solare. Presto, però, il caricabatterie solare si è surriscaldato e ha smesso di funzionare. "Una cosa sola doveva fare", dice Neil. "Stare esposto al sole e ricavarne energia. Ma una volta al sole è come se avesse detto: "Per me è troppo!" Questo vi dà un’idea di quanto le condizioni fossero estreme. Ma la sua EOS 5D Mark II ha resistito anche in queste difficili condizioni.

Neil utilizza la fotocamera anche per scattare da remoto e come fototrappola – collegandola a un sensore in grado di rilevare oggetti caldi in movimento, come gli animali – quindi deve essere sicuro che rimanga intatta quando la lascia all’aperto. "La polvere e la pioggia sono due grandi problemi quando si scatta in Africa e nel Regno Unito. Devo essere sicuro che le fotocamere funzionino bene, siano affidabili e mi facciano ottenere i risultati che voglio."

Un altro vantaggio della gamma di fotocamere reflex professionali EOS 5D secondo Neil, è l'autofocus. Quando deve spostarsi rapidamente – ad esempio, mentre sta fotografando un rinoceronte liberato dalla gabbia – deve essere sicuro di poter "contare su una messa a fuoco veloce e nitida".

A young woman squats next to a placid young rhino, one hand on its cheek and one on its leg.
Neil ha immortalato il lavoro delle persone dedicate alla causa in questo scatto, che ritrae un rinoceronte bianco orfano accarezzato dalla madre affidataria, una veterinaria inglese, in un orfanotrofio per rinoceronti in Sudafrica. Scatto realizzato con Canon EOS 5D Mark II e super teleobiettivo Canon EF 400mm f/2.8L IS USM a 1/200 s, f/4.0 e ISO1000. © Neil Aldridge

L'obiettivo Canon EF 16-35mm f/2.8L USM è la prima cosa che mette nella borsa. Scatta con un piccolo flash di riempimento con un’apertura che va da f/16 a f/22. "Negli ultimi anni, l’obiettivo 16-35mm è diventato il mio preferito. Mi permette di avvicinarmi, di immortalare l'azione. A volte il soggetto è statico, come il rinoceronte nel boma; altre volte invece c’è un gran movimento, come quando un rinoceronte viene liberato dalla gabbia. Questo obiettivo mi permette di avvicinarmi e di catturare quel momento, quella sensazione.

"Non mi preoccupo troppo del frame rate. Non è un fattore determinante, per me. Forse lo era all'inizio della mia carriera, quando fotografavo molti uccelli in volo e la fauna selvatica in movimento. Adesso ciò che conta per me è la qualità dell'immagine".

Luce e movimento

Neil afferma inoltre che sempre più spesso, oltre alle foto, gli vengono commissionati video. "Ci sono certe dinamiche della fauna selvatica, come alcuni incredibili comportamenti o relazioni, alle quali non si può rendere giustizia in un singolo fotogramma", dice. Quindi per lui è fondamentale poter passare da foto di alta qualità a video in 4K senza doversi portare dietro altra attrezzatura pesante o addirittura dover cambiare obiettivo sul set, rischiando di impolverare il sensore o di perdere il momento giusto.

Per assicurarsi che le sue foto siano ben illuminate, Neil porta sempre con sé un paio di flash Speedlite. Gli piace avere il controllo sull’esposizione della foto ed essere sicuro che i punti più importanti, come il volto di un animale o di una persona, siano ben illuminati. "A volte puoi montare un flash lateralmente, magari su un treppiede, o da qualche altra parte, oppure puoi tenerne uno in mano mentre con l’altra scatti", spiega.

Two antelope-like blesbok blurred by motion to resemble an abstract cave painting.
Al tramonto, due damalischi corrono nelle vaste pianure della riserva di Kariega, in Sudafrica. Grazie alla bassa velocità dell'otturatore, questo scatto ricorda l'arte rupestre dei Boscimani che adorna le pareti delle grotte delle colline circostanti. Con questa foto Neil ha conquistato il titolo di GDT European Wildlife Photographer of the Year nel 2014. Scatto realizzato con fotocamera Canon EOS-1D Mark III e obiettivo Canon EF 400mm f/2.8L IS USM ed Extender 1.4x a 1/13 s, f/4.0 e ISO400. © Neil Aldridge

Curiosamente, afferma: "Il Botswana è un posto davvero difficile da fotografare. C’è una luce incredibile, un sole splendido dall’alba al tramonto, ma trovo che sia una luce molto piatta con cui lavorare – bianca e abbagliante. Secondo la mia teoria, questa luce bianca proviene dalle saline del Makgadikgadi Pans, situate nel Kalahari, e appiattisce tutti quei colori intensi a cui di solito è associata l'Africa. Per questo è una luce molto difficile con cui lavorare". Ecco un altro motivo per cui preferisce scattare con il flash, "per cercare di bilanciare e controllare un po' la luce".

Gli esordi

La natura ha sempre giocato un ruolo importante nella vita di Neil. Nato nel Regno Unito, si è trasferito in Sudafrica quando era piccolo. All’improvviso si è ritrovato circondato da una "splendida fauna selvatica caratteristica", perciò fotografare gli animali è stata la naturale conseguenza. All'inizio Neil lavorava con obiettivi lunghi e scattava "bei ritratti, foto con una bella luce e uccelli in volo". Poi la sua carriera ha visto una lenta evoluzione verso lo stile giornalistico e documentaristico per cui è conosciuto oggi – un cambiamento legato al suo crescente interesse per le questioni di salvaguardia ambientale.

Il suo primo grande progetto aveva come protagonisti i licaoni (noti anche come cani selvatici africani). È venuto a conoscenza di questa specie in via di estinzione mentre stava cercando di diventare una guida ambientale in Sudafrica. "Ho pensato: 'È una storia che devo assolutamente raccontare'", spiega Neil. "È una specie così trascurata.

"I licaoni non erano mai presenti nei grandi documentari, e la gran parte dei fotografi li ignorava. Molte riserve di caccia private e coloro che si occupavano della fauna selvatica non li prendevano in considerazione. Molti li consideravano degli animali nocivi. Le cose dovevano cambiare."

An African wild dog lies on its side on the tailgate of a pickup truck as a vet examines it.
Questo scatto del progetto d’esordio di Neil ritrae un licaone, immobilizzato, mentre viene controllato dai veterinari prima di essere trasferito in un nuovo habitat. Scatto realizzato con Canon EOS-1D Mark III a 1/100 s, f/6.3 e ISO200. © Neil Aldridge

Non era una scelta scontata, per essere il suo primo progetto. Neil ha visto per la prima volta un licaone dopo 15 anni trascorsi in Sudafrica. Inoltre, quando iniziò il progetto viveva nel Regno Unito, a 6.000 miglia di distanza. Nonostante ciò, Neil completò il progetto e, una volta terminato, lo mostrò al BBC Wildlife Magazine. La rivista non lo pubblicò, ma gli commissionò dei lavori poco dopo, visti gli ottimi scatti.

Pubblicò il lavoro in un libro intitolato Underdogs, al fine di raccogliere fondi e far conoscere al pubblico il licaone; secondo una stima gli scatti del progetto, grazie al libro e alla mostra fotografica Wildlife Photographer of the Year 2010, sono stati visti da più di tre milioni di persone in tutto il mondo.

"Ho pensato, quale modo migliore per lanciarsi in questa carriera se non lasciare un segno subito, per far capire che questo è il tipo di fotografie per cui voglio essere conosciuto e riconosciuto", racconta Neil. Ha anche capito che poteva aprire le porte "agli editori e alle riviste giuste. E poi la gente, guardando il mio lavoro, potrebbe dire: 'Quel ragazzo è chiaramente un fotoreporter. È anche un ambientalista, e vuole raccontare delle storie'".

A badger bolts from a cage at night while a person in gloves and overalls looks on.
Un tasso europeo viene liberato da una gabbia-trappola dopo essere stato vaccinato dagli operatori del Dipartimento dell'ambiente, dell'alimentazione e degli affari rurali del governo britannico per i test di vaccinazione contro la tubercolosi bovina nel Gloucestershire, Regno Unito. Scatto realizzato con Canon EOS-1D Mark III a 1/250 s, f/5.0 e ISO400. © Neil Aldridge

Neil, laureato in fotogiornalismo alla University of the Arts London, adesso insegna fotografia subacquea e naturalistica all’università di Falmouth. Tra i licaoni e i rinoceronti del Botswana, ha lavorato a progetti ambientalisti sul Delta dell'Okavango, sull'importanza dell'allevamento degli uccelli in cattività e sulla caccia alla volpe in Inghilterra. Il tema del suo prossimo progetto è l'abbattimento dei tassi nel Regno Unito.

"Non è facile affrontare queste problematiche in maniera positiva", dice. "Ci vuole tempo. Ci vuole impegno. Faccio questo lavoro da 10 anni e ciò che mi motiva è vedere che la gente apprezza il mio lavoro, comincia a supportare queste cause e a sostenere tutte le persone meravigliose e stimolanti che lavorano sul campo. È questa la mia unità di misura del successo. Non tanto avere mi piace su Facebook o follower su Instagram, quanto arrivare al cuore delle persone".

Che fine ha fatto il giovane rinoceronte di Neil? La prima volta che è andato in Botswana, afferma, non c'erano rinoceronti. Adesso, se sorvolate il Delta dell'Okavango e guardate in basso, vedrete decine di rinoceronti selvatici che vivono liberi nella natura selvaggia. "È il frutto del lavoro di tutti coloro che sono coinvolti in questo processo", dice.

Tramite alcuni monitoraggi il giovane rinoceronte di Neil è stato recentemente avvistato nel Delta. Era insieme alla madre, grasso e in salute. "A quanto pare sta molto meglio senza persone intorno", dice Neil. "Ottime notizie!"

Scritto da Gary Evans


Il kit di Neil Aldridge

Il kit essenziale per la fotografia naturalistica

Neil Aldridge in a light aircraft looking out over the African grasslands below, holding a Canon EOS 5D camera.

Fotocamera

Canon EOS 5D Mark IV

Questa fotocamera reflex digitale full-frame da 30.4 MP cattura ogni dettaglio, anche ad alto contrasto. Lo scatto continuo a 7 fps ti aiuta ad immortalare il momento perfetto, mentre i video 4K offrono riprese ad altissima definizione nello standard DCI.

Obiettivi

Canon EF 16-35mm f/2.8L II USM

Con una qualità dell'immagine elevatissima su tutto il fotogramma e una struttura robusta e perfettamente impermeabile, questo obiettivo zoom ultragrandangolare serie L ha un'apertura costante massima di f/2.8 per risultati nitidi in ogni condizione di illuminazione. "Con il passare del tempo, l'obiettivo 16-35mm è diventato il mio obiettivo preferito: mi permette di avvicinarmi e di immortalare l'azione."

Canon EF 70-200 mm f/2.8L IS II USM

Teleobiettivo dal design robusto progettato per un utilizzo professionale, con stabilizzatore d'immagine a quattro stop ideale per scattare senza treppiedi in situazioni poco illuminate ed elementi UD per assicurare un contrasto alto e colori naturali.

Accessorio

Flash Speedlite Canon

I flash per fotocamera Speedlite assicurano il massimo controllo sulle condizioni di illuminazione. "Ne porto sempre almeno due sul set", dice Neil. "Cerco di bilanciare l'illuminazione, controllo l'esposizione dell'immagine e mi assicuro che i punti chiave dell'inquadratura siano ben illuminati."

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