Il fotografo sportivo Samo Vidic ha creato un effetto di motion blur professionale utilizzando uno strumento inedito: una luce dentro a un bidone. Il soggetto dei suoi scatti, la velocista paralimpica Libby Clegg, ha infranto il record mondiale dei 100 m T11 e ha vinto due medaglie d'oro alle Paralimpiadi di Rio nel 2016. Scatto realizzato con Canon EOS 5D Mark IV e obiettivo Canon EF 24-70mm f/2.8L II USM. © Samo Vidic

La modellazione della luce con strumenti improvvisati e la creazione di un effetto di motion blur colorato dietro ad una figura nitida ripresa in movimento sono le tecniche inaspettate con cui il fotografo sportivo Samo Vidic ha immortalato Elizabeth "Libby" Clegg MBE, create dalla fotocamera utilizzando la sincronizzazione sulla tendina posteriore.

L'atleta paralimpica ipovedente Libby gareggia per la Gran Bretagna e ha già conquistato varie medaglie. Ai Giochi Paralimpici di Rio 2016, ha infranto il record mondiale nella semifinale dei 100 m T11, prima di vincere la medaglia d'oro nei 100 m T11 e nei 200 m T11. Ha inoltre conquistato l'argento nei 100 m T12 alle Paralimpiadi di Londra 2012 e Pechino 2008, e si è aggiudicata numerose medaglie in occasione dei campionati mondiali e dei Giochi del Commonwealth. Per riprendere l'azione di Libby, il Canon Ambassador Samo voleva un'immagine dinamica che rendesse l'idea della velocità di uno sprint di 100 metri.

Per ottenere un insolito effetto di motion blur, in cui Libby appare nitida con una scia colorata dietro di lei, Samo ha utilizzato una velocità dell'otturatore lenta di 0,3 secondi, attivando il flash alla fine dell'esposizione, una tecnica nota come sincronizzazione sulla tendina posteriore. "Senza il flash, si vedrebbe solo l'effetto di motion blur, perciò alla fine dell'esposizione viene attivato il flash per ottenere un'immagine nitida dell'atleta" spiega Samo.

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Per ottenere il bagliore rosa nell'immagine, ha inserito un pannello LED con un filtro rosa all'interno di un bidone posizionato alle spalle di Libby, con un'angolazione rivolta leggermente verso l'alto. "La forma del bidone ha fatto in modo che la luce fosse puntata direttamente verso Libby invece che diffusa ovunque" spiega. "Quindi ho sistemato due strisce luminose dietro il blocco di partenza, una su ciascun lato, e un softbox ottagonale con una griglia di fronte al soggetto".

Samo ha realizzato gli scatti con la sua indistruttibile fotocamera Canon EOS 5D Mark IV. "Una delle cose che apprezzo di più di questa fotocamera è la possibilità di realizzare un intero servizio utilizzando Live View senza dover cambiare le batterie" afferma. Quanto alla resistenza dell'atleta, Libby in realtà non ha dovuto correre così veloce. "Dalla foto non si può capire se sta andando veloce o piano, perciò le ho detto di rilassarsi e ne è stata felice".

Libby Clegg can be seen running towards an Octobox, with a pink LED panel light behind her, and with Samo Vidic photographing her in the background.
Samo Vidic ha ripreso da seduto lo scatto di Libby Clegg dai blocchi di partenza, con un pannello LED direzionale all'interno di un bidone posizionato alle spalle dell'atleta. © Aljosa Rebolj

Passando al ritratto di Libby, Samo voleva raccontare la storia della velocista in modo originale e ha avuto l'idea di illuminare i suoi occhi con una sottile striscia di luce. Ma senza un riflettore a bandiera (un dispositivo di illuminazione utilizzato nella ripresa di fermi immagine e scene in movimento per bloccare la luce), la tecnica utilizzata da Samo si è rivelata più complicata del previsto.

"Esistono strumenti appositi di modellazione della luce in grado di darti questi effetti, ma sono piuttosto specialistici e non sono riuscito a trovarne uno in tempo per il servizio" continua Samo. "Le società di noleggio non ne avevano di disponibili, ho perfino contattato l'azienda del mio produttore di dispositivi di illuminazione, ma invano!"

Libby Clegg is pictured in a dark picture, with light highlighted only across her eyes, and with her sprinting starting blocks on the ground behind her.
Libby Clegg, l'atleta paralimpica britannica vincitrice di varie medaglie d'oro, è affetta da distrofia maculare di Stargardt, una patologia degenerativa che colpisce la retina. Il fotografo sportivo Samo Vidic ha voluto raccontare la sua storia con un approccio creativo, mettendo in risalto gli occhi dell'atleta e lasciando sullo sfondo i blocchi di partenza. Scatto realizzato con Canon EOS 6D Mark II e obiettivo Canon EF 24-70mm f/2.8L II USM. © Samo Vidic

Poi ebbe un'idea. "Ho comprato del cinefoil nero (un materiale di alluminio di colore nero opaco che assorbe la luce) e ho iniziato a fare degli esperimenti a casa con mio figlio come soggetto" prosegue. "Tagliando una striscia sottile nel foglio di alluminio, di circa un centimetro di larghezza per cinque centimetri di lunghezza, e posizionandola davanti al flash, sono riuscito ad eliminare tutta la luce ad eccezione di un fascio sottile sul volto del soggetto".

Per creare un ritratto ambientale capace davvero di raccontare la sua storia, Samo ha posizionato Libby su una pista di atletica, con i blocchi di partenza e le scarpe da corsa sullo sfondo. Ha collocato un riflettore sui blocchi e sulle scarpe, assicurandosi che ci fosse una luce sufficiente a definire il volto e il corpo di Libby. Ha puntato un flash da studio sui blocchi di partenza e ha utilizzato una leggera retroilluminazione per accennare il contorno della spalla, del collo e dei capelli di Libby. Nel frattempo, ha posizionate il flash modificato con il cinefoil di fronte a lei per illuminarne gli occhi.

Stavo scattando con la fotocamera collegata al computer per controllare che le luci delineassero il contorno del corpo di Libby.

Samo ha realizzato il ritratto di Libby con una fotocamera Canon EOS 6D Mark II e un obiettivo Canon EF 24-70mm f/2.8L II USM, ed è rimasto sbalordito dalla qualità dei file, perfino con ISO1600. "L'ISO è stato impostato a 1600 prima di iniziare il servizio e non l'ho cambiato" spiega. "Stavo scattando con la fotocamera collegata al computer per controllare che le luci delineassero il contorno del corpo di Libby, e sullo schermo le immagini erano veramente buone con ISO1600".

Un altro aspetto che Samo ha apprezzato è stato il touch screen orientabile sulla fotocamera. "Il touch screen ha semplificato enormemente la composizione della fotografia dall'alto" sostiene. "Ho dovuto semplicemente inclinare lo schermo e il touch screen ha funzionato alla perfezione. Libby è stata entusiasta dei risultati, è stato un servizio favoloso!"

Scritto da Kathrine Anker


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