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"Vincere ha cambiato ogni cosa": le vincitrici del Canon Female Photojournalist Grant

Con l'apertura delle candidature per il ventunesimo Canon Female Photojournalist Grant, sei diverse fotografe documentariste spiegano perché questo premio ha rappresentato un momento di svolta nelle loro carriere.
Anush Babajanyan e Laura Morton, vincitrici del Canon Female Photojournalist Grant, al festival Visa pour l'Image 2019 a Perpignan, in Francia.

Anush Babajanyan, vincitrice del Canon Female Photojournalist Grant 2019 (a destra) accoglie le congratulazioni di Laura Morton, vincitrice dell'edizione 2018, in occasione del festival Visa pour l'Image 2019 a Perpignan, Francia. © Mazen Saggar

Il Canon Female Photojournalist Grant viene conferito dal 2000 nel mese di settembre, in occasione del festival Visa pour l'Image. Il premio di 8.000 € viene assegnato a una "fotografa eccellente in riconoscimento del suo contributo al fotogiornalismo", allo scopo di sostenere il completamento di un lavoro esistente o di facilitare l'avvio di un nuovo progetto, che verrà poi esibito durante il festival dell'anno successivo.
Il premio può cambiare la vita di chi lo riceve, sia nella misura dei fondi che offre, sia per la visibilità che regala al lavoro della fotografa. Sono stati riconosciuti i talenti di diverse vincitrici precedenti e alcune di loro stanno per essere insignite di World Press Photo Award e premi Pulitzer, mentre altre sono diventate brand ambassador iniziando a collaborare con pubblicazioni internazionali leader di settore.

Per celebrare il ventennale del premio e dare avvio al bando di iscrizione per il 2020, sei precedenti vincitrici svelano cosa ha significato vincere per loro e offrono consigli per i partecipanti della prossima generazione.

"Questo premio di Canon è inestimabile. È arrivato proprio al momento giusto", afferma la vincitrice del 2020 Sabiha Çimen. Sabiha ha vinto grazie alla sua serie "Hafiz: the Guardians of Qur'an", che si propone di documentare le giovani ragazze musulmane impegnate nella memorizzazione del Corano, per un totale di 30 libri e 6.236 versi, seguendo una tradizione che continua da quasi 1.500 anni. "Lavoro a questo progetto da tre anni e mi serviva un po' di aiuto per portarlo a termine", spiega Sabiha.

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Sabiha Çimen, vincitrice del Canon Female Photojournalist Grant 2020.

Sabiha Çimen, fotografa documentarista autodidatta di Istanbul, qui ritratta, ha vinto il Canon Female Photojournalist Grant 2020 per la sua proposta di documentare le giovani ragazze musulmane che si dedicano alla memorizzazione del Corano. © Sabiha Çimen/Magnum Photos

Una ragazzina vestita con abiti tradizionali musulmani, di spalle, gioca con degli uccellini in una gabbia gialla in una scuola coranica in Turchia.

Una ragazzina musulmana gioca con degli uccellini in questa immagine tratta dal progetto di Sabiha Çimen "Hafiz: the Guardians of Qur'an", vincitore del Canon Female Photojournalist Grant 2020. © Sabiha Çimen/Magnum Photos

Per celebrare i ventun anni del premio e dare avvio al bando di iscrizione per il 2021, sei precedenti vincitrici svelano cosa ha significato vincere per loro e offrono consigli per i partecipanti della prossima generazione.

Dare visibilità a storie che meritano di essere raccontate

"Non ho avuto tempo per fantasticare sull'eventualità di partecipare o no, mi è stato comunicato dal mio editor due giorni prima della data di chiusura", ricorda Magali Delporte. È stata la prima vincitrice del premio nel 2001 con Unseen: Sport Without Sight, un progetto che esplora i traguardi raggiunti dagli atleti diversamente abili.

"Ricordo che fotocopiavo stampe A3 negli uffici del Times e scrivevo la domanda di partecipazione sul traghetto di ritorno dalla Francia", racconta. "Ho inviato la mia domanda il giorno della chiusura del bando".

Vincere la prima edizione del premio ha aiutato la fotoreporter francese a finanziare cinque progetti sugli sport. Da allora, il suo lavoro è apparso su The Financial Times, Le Monde e Le Figaro.

"Se realizzi un progetto in modo indipendente, dovresti partecipare a riconoscimenti e premi", afferma. "Il premio non costituisce solo un aiuto finanziario, ma aumenta anche la tua visibilità e fa sì che le tue storie vengano pubblicate. Dopotutto, non vogliamo tenere il nostro lavoro nascosto in un hard disk".
Magali Delporte, vincitrice del Canon Female Photojournalist Grant 2001.

Magali Delporte (2001)

La carriera di Magali Delporte inizia alla fine degli anni 90, coronata nel 1999 dal premio Young Photographer of the Year, assegnato dalla testata giornalistica The Independent. Oggi lavora ancora per le testate The Independent e The Times e svolge servizi per i Ministeri francesi della Pubblica istruzione e della Cultura.
Catalina Martin-Chico, vincitrice del Canon Female Photojournalist Grant, al festival Visa pour l'Image 2017 Perpignan, in Francia.

La fotoreporter franco-spagnola Catalina Martin-Chico è stata vincitrice del Canon Female Photojournalist Grant 2017 per le sue fotografie del baby boom portato dalla pace in Colombia. © Mazen Saggar

A segno al nono tentativo

Diversamente da Magali, che ha vinto al suo primo tentativo, la fotoreporter franco-spagnola Catalina Martin-Chico ha dato prova di un fatto: se non riesci la prima volta, prova e riprova ancora. Ha ricevuto il premio alla sua nona partecipazione nel 2017, con le immagini del baby boom tra le ex guerrigliere delle FARC in Colombia.

"Il premio ha cambiato molte cose", racconta. "Ha dato enorme visibilità non solo a me come fotografa, ma a una storia che molte riviste non volevano pubblicare. Quando ero agli inizi mi finanziavo da sola, con un budget ovviamente limitato. Per raccontare la storia dopo il conflitto dovevo tornare indietro. Il premio mi ha dato l'opportunità per farlo".

Il consiglio di Catalina è di scrivere un'autocandidatura "chiara e precisa": "Pensa a quanto profondamente vuoi raccontare questa storia e sarai convincente. Non serve scrivere chissà quanto, ma spiegare perché la storia è importante".
Catalina Martin-Chico, vincitrice del Canon Female Photojournalist Grant 2017.

Catalina Martin-Chico (2017)

Catalina Martin-Chico documenta la vita in Yemen e nel Medio Oriente dal 2007. Nel 2011 è stata vincitrice dell'Humanitarian Visa d'or Award assegnatole dal Comitato internazionale della Croce rossa per il suo reportage sulla rivoluzione yemenita.
Essere premiata Canon Female Photojournalist of the Year ha cambiato l'opinione della gente nei suoi confronti, racconta. "Mi ha aiutata a guadagnare rispetto nel settore. Le donne hanno bisogno di quella visibilità e per ottenerla devono mostrare dei lavori d'impatto. Questo premio è un'occasione per ottenere un tale risultato".

Dopo essere tornata in Colombia con le fotocamere Canon EOS 5D Mark III e Canon EOS 5D Mark IV, Catalina ha vinto un secondo premio nella categoria Contemporary Issues dei World Press Photo Awards 2019. Una delle sue immagini è stata candidata a vincere il titolo di World Press Photo of the Year.

Supporto personale e professionale

Claudia Guadarrama ha ricevuto il premio nel 2005 per il suo progetto a lungo termine Before the Limit, in cui ha documentato i migranti che attraversano l'America Centrale e il Messico nella speranza di raggiungere gli Stati Uniti.

Oltre al supporto pratico ricevuto con il premio, ha trovato il riconoscimento particolarmente importante.

"Ero, e sono ancora, profondamente grata di aver ricevuto questo premio", racconta. "È stato di grande supporto personale e professionale, specialmente per affrontare questo lavoro in un Paese in cui dilagano i pregiudizi di genere e una cultura violenta e sessista, in un settore in cui le donne devono fare i conti con la disuguaglianza di genere e la mancanza di opportunità".
Claudia Guadarrama, vincitrice del Canon Female Photojournalist Grant 2005.

Claudia Guadarrama (2005)

Con base a Città del Messico, la fotografa documentarista Claudia Guadarrama concentra il proprio lavoro su problematiche sociali e politiche in America Latina. Le sue immagini sono apparse su The New Yorker, TIME, Le Monde e The Guardian.
Il supporto offerto dal premio è un tema che trova consenso anche nella vincitrice del 2019, la fotografa armena Anush Babajanyan, membro di VII Photo. Ha realizzato scatti di storie nella zona del Caucaso meridionale con la fotocamera Canon EOS 5D Mark IV e gli obiettivi Canon EF 24mm f/1.4L II USM, Canon EF 35mm f/1.4L II USM e Canon EF 50mm f/1.2L USM. Incoraggia gli altri a partecipare, anche se il solo pensiero li rende nervosi.

"Il riconoscimento mi lusinga, ma la parte più importante è stata il supporto", racconta Anush. "La libertà di poter continuare a lavorare è tutto ciò di cui un narratore ha davvero bisogno. È una fantastica opportunità e non ci vuole molto a iscriversi. Lascia da parte i dubbi e presenta il tuo lavoro migliore".
Anush Babajanyan, vincitrice del Canon Female Photojournalist Grant 2019.

Anush Babajanyan (2019)

Anush Babajanyan realizza progetti di narrativa sociale riguardanti le donne, le minoranze, l'ambiente e gli strascichi del conflitto nel Caucaso meridionale. Lavora con l'UNICEF e le sue foto sono apparse su The New York Times e The Washington Post.
Tre cheerleader si esibiscono in slanci delle gambe in mezzo a una strada. Foto di Laura Morton.

Un'immagine del progetto University Avenue di Laura Morton, che ritrae la squadra di cheerleader di Stanford mentre si scalda prima della 97ª edizione dell'annuale May Fete Parade. Scatto realizzato con fotocamera Canon EOS R e obiettivo Canon RF 35mm F1.8 Macro IS STM a 1/1250 sec, f/5.6 e ISO200. © Laura Morton

Quattro ballerini in abiti tradizionali messicani si esibiscono in mezzo a una strada. Foto di Laura Morton.

Alcuni ballerini si esibiscono alla 34ª parata per il Cinco de Mayo, che si svolge ogni anno nella vicina East Palo Alto. Nonostante il divario di ricchezza tra le aree adiacenti, Laura ha scoperto che i residenti hanno molto in comune. Scatto realizzato con fotocamera Canon EOS R e obiettivo Canon RF 35mm F1.8 Macro IS STM a 1/1000 sec, f/5.6 e ISO160. © Laura Morton

Un momento di svolta

Diversamente da molte vincitrici del premio, la fotografa documentarista americana e vincitrice dell'edizione del 2018 Laura Morton ha destinato il denaro a una nuova storia: il progetto University Avenue esplora due comunità adiacenti nell'area della baia della California, separate da un forte divario di ricchezza.

"Era da un po' che quest'idea mi balenava in testa, ma sapevo che si trattava di un progetto complicato che avrebbe richiesto molto tempo", racconta Laura. Ha realizzato gran parte di "University Avenue" con la fotocamera Canon EOS R e l'obiettivo Canon RF 35mm F1.8 Macro IS STM. "Il premio mi ha concesso la libertà economica di cui avevo bisogno per ritagliarmi quel tempo. Il tempo per lavorare è un regalo per un fotografo documentarista e il premio permette di sviluppare storie molto più profonde e incisive.

"Al momento dell'iscrizione, scegli una voce e una storia uniche. È un lavoro difficile, ma avere delle idee uniche può fare molto".
Laura Morton, vincitrice del Canon Female Photojournalist Grant 2018. Foto di Didier Cameau.

Laura Morton (2018)

La fotografa documentarista Laura Morton, con base a San Francisco, realizza progetti incentrati sulle problematiche relative a economia e ricchezza. Le sue foto sono state pubblicate su testate come National Geographic, Marie Claire, Newsweek, The Wall Street Journal e The New York Times.
Per Axelle de Russé, essere stata scelta come Canon Female Photojournalist nel 2007 per la sua storia fotografica sulle concubine in Cina ha segnato un momento di svolta nella sua carriera.

"Per me ricevere il premio era una fonte di enorme pressione, ma è stato incredibilmente istruttivo", racconta. "È stata la scintilla che ha fatto iniziare tutto, il momento fondante della mia carriera. Ogni storia che realizzo oggi si basa sui passi e le iniziative che ho intrapreso allora. Mi ha insegnato a comporre una storia.

"Vedrò sempre questo premio come qualcosa di speciale: mi ha portata avanti e spinto a continuare, dandomi la forza per diventare la fotografa che sono oggi".
Axelle de Russé, vincitrice del Canon Female Photojournalist Grant 2007. Foto di Leila Minano.

Axelle de Russé (2007)

Axelle de Russé è una fotoreporter freelance francese. Nel 2014 ha seguito le vicende quotidiane delle vittime di violenza sessuale nell'esercito francese. Dal 2016 documenta le conseguenze del surriscaldamento globale nella regione artica.

Vincono il premio…

2020 Sabiha Çimen

2019 Anush Babajanyan

2018 Laura Morton

2017 Catalina Martin-Chico

2016 Darcy Padilla

2015 Anastasia Rudenko

2014 Viviane Dalles

2013 Mary F Calvert

2012 Sarah Caron

2011 Ilvy Njiokiktjien

2010 Martina Bacigalupo

2009 Justyna Mielnikiewicz

2008 Brenda Ann Kenneally

2007 Axelle de Russé

2006 Véronique de Viguerie

2005 Claudia Guadarrama

2004 Kristen Ashburn

2003 Ami Vitale

2002 Sophia Evans

2001 Magali Delporte

Scritto da Natalie Denton


Il concorso Canon Female Photojournalist Grant 2021 è aperto a fotoreporter donne provenienti da tutto il mondo che seguono qualsiasi tipo di soggetto sociale, economico, politico o culturale. La partecipazione è gratuita e le proposte fotografiche possono essere inviate dal 15 marzo al 17 maggio 2021.

Resta aggiornato sulle ultime notizie su Visa pour l'Image dalla nostra pagina dell'evento.

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