Come rendere unica la tua fotografia sportiva d'azione: gli insight dei professionisti

Il fotografo d'azione Lorenz Holder condivide le tecniche che utilizza per creare immagini sportive distintive, dal controllo dell'esposizione al bilanciamento tra flash e luce ambiente.
Composizione minimalista in bianco e nero con un albero isolato e uno skater che esegue un trick in lontananza. Scatto d'azione realizzato da Lorenz Holder con Canon EOS R5 Mark II e obiettivo Canon RF 15-35mm F2.8 L USM.

Si tratta di una fotografia sportiva d'azione o di un paesaggio? Lorenz Holder è noto per creare immagini d'impatto che funzionano in entrambi i modi, come questa composizione minimalista in bianco e nero. Scatto realizzato con Canon EOS R5 Mark II e obiettivo Canon RF 70-200mm F2.8 L IS USM a 135 mm, 1/1000 s, f/5.6 e ISO 250. © Lorenz Holder

Fotografare sport d'azione è una disciplina tecnicamente impegnativa. Gestire in tempo reale autofocus, esposizione e flash mentre uno skater o un biker BMX esegue un trick che sfida la gravità mette inevitabilmente il fotografo sotto pressione. Eppure, padroneggiare alcune tecniche fondamentali rende molto più accessibile catturare questi momenti intensi e apre nuove possibilità creative.

Ma qual è l'approccio di Lorenz Holder? Fotografo fine art specializzato in sport d'azione e Canon Ambassador, ha sviluppato uno stile visivo riconoscibile, in cui il soggetto appare relativamente piccolo nell'inquadratura mentre esegue un trick in una location d'impatto. Allo stesso tempo, Lorenz continua a sperimentare per mantenere il suo lavoro sempre attuale: dal bianco e nero all'uso creativo del flash, fino all'inserimento di riflessi capaci di catturare lo sguardo. In questo articolo condivide le sue tecniche per affinare messa a fuoco, tempismo, composizione ed esposizione.

Riflesso delle gambe di uno skater e della tavola mentre ruota durante un trick. Scatto d'azione di Lorenz Holder realizzato con Canon EOS R5 Mark II e obiettivo Canon RF 28-70mm F2 L USM.

Capovolgendo e ritagliando un'immagine riflessa, Lorenz Holder ha creato uno scatto suggestivo che invita il pubblico a soffermarsi. Scatto realizzato con Canon EOS R5 Mark II e obiettivo Canon RF 28-70mm F2 L USM a 70 mm, 1/1250 s, f/5 e ISO 640. © Lorenz Holder

Immagine fisheye di uno skater che esegue un trick davanti a un edificio colorato, riflesso in uno specchio. Scatto d'azione realizzato da Lorenz Holder con Canon EOS R5 Mark II e obiettivo Canon RF 7-14mm F2.8-3.5 L FISHEYE STM.

Altro esempio di riflesso, realizzato con un fisheye. Posizionando uno specchio a terra, Lorenz ha catturato un riflesso che amplifica i colori vivaci della scena. Scatto realizzato con Canon EOS R5 Mark II e obiettivo Canon RF 7-14mm F2.8-3.5 L FISHEYE STM a 14 mm, 1/1000 s, f/6.3 e ISO 640. © Lorenz Holder

Impostazioni della fotocamera per la fotografia d'azione: i consigli di Lorenz

Con numerose variabili da gestire durante uno shooting, Lorenz ricorre spesso alla modalità di esposizione Manuale per mantenere coerenza tra uno scatto e l'altro. "Quando realizzo ritratti degli atleti, utilizzo sempre la modalità Priorità apertura (Av), così posso impostare l'apertura e controllare la profondità di campo", spiega. "Il tempo di scatto non è particolarmente critico nei ritratti, quindi lasciarlo gestire automaticamente non rappresenta un problema."

"Quando fotografo l'azione, invece, preferisco la modalità Manuale per avere il pieno controllo. So che il tempo di scatto resterà, ad esempio, a 1/2000 s, e posso intervenire sull'apertura per regolare la profondità di campo, mostrando più o meno primo piano."

La profondità di campo diventa un elemento cruciale quando si include una porzione ampia dell'ambiente nell'inquadratura. Ma come si conciliano tempi di scatto molto rapidi, necessari per congelare il movimento, con aperture ridotte utili ad aumentare la profondità di campo? "Devi decidere quanto primo piano vuoi includere", osserva. "Se non è così importante, puoi aprire di più il diaframma, il che ti consente di lavorare con un valore ISO più basso."

Sebbene un ISO ridotto garantisca una qualità d'immagine superiore, Lorenz non esita ad aumentarlo quando è necessario chiudere il diaframma per estendere la profondità di campo o utilizzare tempi più rapidi per congelare l'azione.

Ricorda che in passato il valore ISO 800 rappresentava il suo limite, ai tempi della stampa tradizionale, arrivando all'occorrenza anche a ISO 1600.

"Oggi il rumore nelle fotocamere è così contenuto che si può quasi ignorare", afferma, sottolineando come questo offra una libertà maggiore nella scelta della combinazione ideale tra tempo di scatto e apertura.

Questa flessibilità si rivela fondamentale nella fotografia sportiva d'azione, perché consente di concentrarsi sul congelare il movimento o sulla gestione della profondità di campo senza compromettere la qualità dell'immagine.

Un tecnico con guanti di colore viola lavora sulla circuiteria di una videocamera Canon su un tavolo.

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Schermo posteriore di Canon EOS R5 Mark II con griglia attivata.

Lorenz Holder personalizza mirino e schermo posteriore di EOS R5 Mark II attivando la griglia. "Questo mi aiuta nella composizione e a mantenere le linee dritte", spiega. Un aspetto fondamentale quando si lavora rapidamente in contesti urbani.

Il fotografo d'azione Lorenz Holder osserva attraverso il mirino della sua Canon EOS R5 Mark II mirrorless.

Le fotocamere del sistema EOS R offrono la simulazione dell'esposizione nel mirino, una funzione che Lorenz mantiene attiva perché gli consente di capire immediatamente se uno scatto è sottoesposto o sovraesposto. "La disattivo solo quando utilizzo il flash, perché spesso sottoespongo lo sfondo di circa 1-2 stop e, con la funzione attiva, display e mirino risulterebbero troppo scuri", spiega.

Preparati allo scatto

Oltre a configurare la fotocamera per una fotografia d'azione creativa, Lorenz Holder sottolinea l'importanza di arrivare preparati anche in funzione dell'ambiente. Se hai già previsualizzato lo scatto, vale la pena considerare tutto ciò che può rendere il lavoro più fluido.

Ad esempio, Lorenz porta con sé una scopa per liberare la strada da piccoli sassi e renderla adatta allo skateboard. Tiene inoltre degli stivali di gomma in auto, nel caso il terreno sia fangoso.

Lo stesso approccio vale per l'attrezzatura fotografica. "Voglio avere con me un treppiede e sapere quale obiettivo mi servirà. Monto la fotocamera sul treppiede e definisco la composizione. Tutto ciò che posso preparare prima che inizi l'azione mi permette poi di concentrarmi esclusivamente sul cogliere il momento giusto."

Lo zaino fotografico di Lorenz Holder aperto, con fotocamere Canon EOS R5 Mark II e tre obiettivi Canon RF.

Un set di tre obiettivi zoom Canon permette a Lorenz di gestire circa il 90% delle sue esigenze: Canon RF 70-200mm F2.8 L IS USM, RF 28-70mm F2 L USM e RF 15-35mm F2.8L USM. Per il restante 10%, utilizza un obiettivo fisheye o una focale superiore a 200mm, anche se le immagini da 45 MP di EOS R5 Mark II gli offrono margine di ritaglio quando è troppo distante dal soggetto con il suo obiettivo 70-200mm.

Il fotografo d'azione Lorenz Holder utilizza Canon EOS R5 Mark II con un obiettivo fisheye, tenendola molto vicino ai piedi di uno skater mentre esegue un trick in un parco. Un altro fotografo riprende da una posizione più distante e convenzionale.

Laddove molti sceglierebbero di arretrare per inquadrare la scena, Lorenz preferisce avvicinarsi con un fisheye per ottenere una prospettiva più originale. In questo approccio, lo schermo orientabile di EOS R5 Mark II si rivela uno strumento fondamentale, permettendogli di comporre da angolazioni insolite: uno dei vantaggi più evidenti del passaggio dalle reflex al sistema EOS R.

Per catturare l'azione, il tempismo è tutto

Lorenz Holder scatta con Canon EOS R5 Mark II, una fotocamera che si adatta perfettamente al suo approccio creativo alla fotografia d'azione. Merito dello scatto continuo fino a 30 fps con otturatore elettronico e del sensore CMOS stacked retroilluminato da 45 MP, che riduce al minimo le distorsioni sui soggetti in movimento.

Ci si potrebbe aspettare che un fotografo specializzato in sport d'azione utilizzi sempre la massima velocità di scatto continuo, ma per ragioni pratiche Lorenz adotta un approccio più selettivo.

"Durante uno shooting di skateboard posso scattare in raffica a 30 fps, sapendo di riuscire a catturare il momento giusto. Inizi a scattare leggermente in anticipo, poi lo skateboard ruota e riesci a cogliere il momento perfetto ogni volta."

Quando entra in gioco il flash, però, l'approccio deve necessariamente cambiare. Il flash ha bisogno di ricaricarsi tra uno scatto e l'altro, anche se alcuni modelli Canon Speedlite, come Canon Speedlite EL-5 e Speedlite EL-1 (Ver.2), offrono tempi di ricarica molto rapidi. Questo limita l'uso della raffica ad alta velocità con il flash. Le massime velocità di scatto continuo si ottengono in genere con l'otturatore elettronico delle fotocamere mirrorless. Tuttavia, anche se EOS R5 Mark II supporta il flash in questa modalità, nella pratica è comunque il flash a determinare quanto velocemente si può scattare in sequenza.

Ridurre la potenza del flash può accorciare i tempi di ricarica e consentire sequenze più rapide. In condizioni di luce intensa, però, è spesso necessario aumentarla per bilanciare o superare la luce ambiente. Inoltre, maggiore è la distanza tra Speedlite e soggetto, maggiore sarà la potenza richiesta. Come spiega Lorenz: "Di fatto, la raffica è utilizzabile solo a potenze basse. Ma questo serve a poco se il flash è troppo lontano dal soggetto".

Per questo consiglia di imparare ad anticipare il momento, invece di scattare a raffica sperando di cogliere il momento giusto. "Se ti affidi solo alla raffica, non sarai pronto quando dovrai catturare l'unico momento perfetto usando il flash."

Alcune fotocamere Canon EOS, tra cui EOS R6 Mark III e EOS R7, offrono la funzione di pre-scatto continuo. Si tratta di un vantaggio concreto quando si devono catturare azioni imprevedibili o movimenti improvvisi, perché consente di iniziare a registrare immagini prima della pressione completa del pulsante di scatto e di salvarle nel momento in cui viene premuto.

"Credo sia una funzione davvero utile nella fotografia naturalistica, soprattutto quando hai un uccello nell'inquadratura e non sai quando spiccherà il volo", afferma Lorenz. "Se non reagisci esattamente nel momento in cui succede, sai comunque che lo scatto è già stato registrato dalla fotocamera."

Il fotografo fine art di sport d'azione Lorenz Holder tiene una fotocamera Canon a pochi centimetri da uno specchio appoggiato a terra, per catturare il riflesso di uno skater davanti a una parete a righe.

I riflessi possono aggiungere una dimensione inaspettata alle foto d'azione: ad esempio, è possibile isolarli con un teleobiettivo e poi capovolgere l'immagine, oppure includere soggetto e riflesso nella stessa inquadratura. Lorenz regola con precisione l'angolo di ripresa per allineare perfettamente soggetto e riflesso, scegliendo al tempo stesso un'apertura che mantenga nitidi entrambi gli elementi.

Il riflesso di uno skater nell'acqua, con l'immagine ruotata per risultare orientata correttamente. Scatto d'azione di Lorenz Holder realizzato con Canon EOS R5 Mark II e obiettivo Canon RF 28-70mm F2 L USM.

Riflesso a figura intera in una pozzanghera, poi capovolto per riportare lo skater nella posizione corretta. "Avevo già impostato la composizione e l'autofocus su Servo AF con rilevamento delle persone," spiega Lorenz, "e appena l'atleta è entrato nell'inquadratura, la fotocamera ha agganciato il soggetto invece dell'acqua." Scatto realizzato con Canon EOS R5 Mark II e obiettivo Canon RF 28-70mm F2 L USM a 68 mm, 1/1250 s, f/5 e ISO 640. © Lorenz Holder

Usa l'autofocus intelligente per migliorare le foto d'azione

La messa a fuoco è una delle principali sfide nella fotografia sportiva d'azione, ma Lorenz Holder evidenzia come il rilevamento intelligente dei soggetti nelle più recenti fotocamere mirrorless del sistema EOS R abbia rappresentato un vero punto di svolta.

"Quando utilizzavo le reflex, nei momenti più importanti preferivo spesso preimpostare la messa a fuoco piuttosto che affidarmi all'autofocus. Oggi, però, non è più necessario. Puoi selezionare il tipo di soggetto e lasciare che sia la fotocamera a seguirlo."

Il sistema di tracciamento avanzato basato su deep learning si dimostra particolarmente efficace nella fotografia d'azione, dove il soggetto può muoversi rapidamente, occupare una porzione ridotta dell'inquadratura o indossare casco e occhiali. In queste condizioni, la fotocamera è in grado di riconoscere e continuare a seguire una persona o un oggetto anche quando si capovolge, mantenendo il tracciamento anche quando l'elemento inizialmente rilevato, come occhi o volto, non è più visibile.

Lorenz inserisce talvolta riflessi nelle sue immagini, catturati in superfici come pozzanghere o vetrine, un approccio che richiede maggiore attenzione nella gestione della messa a fuoco e della profondità di campo.

"Se riprendi direttamente il riflesso, come immagine specchiata, l'autofocus funziona normalmente", spiega. La situazione diventa più complessa quando si desidera includere sia il soggetto sia il suo riflesso. "Se mettessi a fuoco la persona e poi inclinassi la fotocamera verso il riflesso in una pozzanghera, la messa a fuoco risulterebbe imprecisa. Se invece metti a fuoco la pozzanghera, la persona non sarà nitida."

La soluzione adottata da Lorenz consiste nell'impostare il rilevamento soggetto su Persone nel menu AF di EOS R5 Mark II, lasciando che sia l'autofocus a gestire la situazione. "La fotocamera riconosce la persona riflessa nella pozzanghera e mantiene il fuoco su di essa."

Per chi desidera sperimentare un controllo più selettivo, suggerisce di passare alla messa a fuoco manuale. "Per ottenere un effetto più morbido, con il soggetto sullo sfondo leggermente sfocato, prova a preimpostare la messa a fuoco direttamente sulla pozzanghera."

Diverse fotocamere del sistema EOS R, tra cui EOS R5 Mark II, offrono anche la modalità Flexible Zone AF, che consente di definire un'area specifica dell'inquadratura per l'autofocus. Limitando l'autofocus a una porzione precisa dell'immagine, è possibile guidare la fotocamera nella scelta del punto di messa a fuoco, sia sul soggetto sia sul suo riflesso. Ad esempio, puoi posizionare l'area attiva nella parte superiore o inferiore dell'inquadratura, in base alla posizione del soggetto.

Lorenz Holder posiziona EOS R5 Mark II vicino al suolo e tiene in mano uno Speedlite EL-5, pronto per uno scatto d'azione.

Per controllare la luce di riempimento e la direzione delle ombre, utilizza Canon Speedlite EL-5 non montato sulla fotocamera, che attiva tramite uno Speedlite Transmitter ST-E3-RT (Ver.3) collegato alla slitta multifunzione.

Foto d'azione di uno skater in un parco, illuminata dal flash e scattata a distanza ravvicinata da Lorenz Holder con Canon EOS R5 Mark II, un obiettivo zoom fisheye Canon e flash Canon Speedlite EL-5.

L'uso di tempi di scatto più lenti con il flash è una tecnica creativa che introduce l'effetto mosso e dona dinamicità allo scatto. Scatto realizzato con Canon EOS R5 Mark II, obiettivo Canon RF 7-14mm F2.8-3.5 L FISHEYE STM e Canon Speedlite EL-5 a 14 mm, 1/50 s, f/16 e ISO 100. © Lorenz Holder

Bilanciare flash e luce ambiente nella fotografia d'azione

Ripensando ai suoi inizi nella fotografia sportiva d'azione, Lorenz Holder racconta che uno degli aspetti più complessi da gestire era proprio l'uso del flash.

"Quando lavori con la luce disponibile, puoi controllare tutto attraverso tempo di scatto, diaframma e ISO. Poi aggiungi una luce esterna alla scena. Quanto deve essere intensa? Come si gestisce il bilanciamento tra flash e luce ambiente?"

Una difficoltà che molti fotografi conoscono bene. Il flash introduce una dimensione dinamica nella fotografia d'azione, soprattutto se abbinato a tempi di scatto relativamente lenti, creando un contrasto efficace tra nitidezza (data dal lampo) e mosso. Tuttavia, ottenere risultati convincenti richiede pratica.

Lorenz consiglia di partire da un approccio semplice. Impostare uno Speedlite in modalità Manuale, anziché in E-TTL II, consente di lavorare con un'emissione costante e prevedibile, facilitando la sperimentazione con le impostazioni della fotocamera per trovare il giusto equilibrio tra flash e luce ambiente.

"Puoi controllare davvero tutto con il tempo di scatto", spiega. "Se aumenti l'ISO, tutto diventa più luminoso. Se lo riduci, tutto si scurisce. Lo stesso vale per il diaframma: chiudendolo, si scuriscono sia il soggetto illuminato dal flash sia la luce ambiente nella scena."

Il tempo di scatto, però, si comporta in modo diverso. Il lampo del flash è così rapido che il tempo di scatto influisce solo sulla luce ambiente. "Con un tempo più lento entra più luce e lo sfondo risulta più luminoso. Con un tempo più rapido entra meno luce e lo sfondo diventa più scuro. Ma in entrambi i casi, la potenza del flash resta invariata."

Raggiungere il giusto equilibrio tra esposizione e mosso richiede spesso di intervenire su tutti e tre i parametri. Inoltre, è necessario attivare la sincronizzazione ad alta velocità dello Speedlite quando si utilizza un tempo di scatto superiore al limite di sincronizzazione del flash.


Guarda il video tutorial di Lorenz Holder su come fotografare riflessi in movimento su Canon Club.

Marcus Hawkins

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