A person stands in front of a building with triangular windows larger than them, leaning diagonally. Photo by Daniel Rueda and Anna Devís.

FOTOGRAFIA ARCHITETTONICA

Incontriamo i "cercatori di geometrie" Daniel Rueda e Anna Devís

Unisciti a noi nella nostra chiacchierata con i fotografi di architettura creativa Anna Devís e Daniel Rueda.

Scopri cosa c'è dietro il loro modo creativo e astratto di raccontare storie e come il loro amore per gli edifici e i viaggi li ha trasformati in star di Instagram (i loro profili sono @anniset e @drcuerda).

Com'è iniziato tutto? Cosa vi ha spinto a occuparvi di fotografia?

Daniel: "Fin da quando ero bambino ci sono sempre state fotocamere in casa, per cui la fotografia è qualcosa che ho potuto sperimentare fin da giovane. Ho imparato sperimentando, ma sono sempre stato molto interessato a condividere le mie immagini su siti Web come MySpace e Flickr. Questa esperienza mi ha aiutato a capire in che modo il mio stile personale si evolveva, vedendo tutte le mie foto insieme con i temi che iniziavano a emergere nel mio feed".

Anna: "Io sono figlia unica, quindi ho sempre dovuto cercare modi creativi per divertirmi. Quando ho iniziato a stancarmi un po' della pittura, ho cominciato a creare immagini attraverso la fotografia e presto mi sono resa conto che potevo fare molto di più con una fotocamera".

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L'architettura è molto presente nelle vostre immagini. Quanto ha influenzato il vostro stile fotografico?

D: "Siamo entrambi architetti, perciò troviamo interessanti e curiosi tutti gli aspetti dell'architettura. Noi ne siamo entrambi molto appassionati, ma è un tema che potrebbe non essere apprezzato da chi non è architetto o designer. E proprio per questo motivo ci piace che le nostre immagini siano leggermente naïve e giocose, e soprattutto, raccontino una storia".

Adoriamo l'elemento umano della vostra fotografia. Che tipo di storie state cercando di raccontare lì?

D: "Quando si scattano foto di architettura, è molto importante dare il senso delle proporzioni, ecco da dove è iniziato l'elemento umano. Ma poi abbiamo cominciato a sperimentare con l'uso delle persone in maniera più astratta. Rendere astratte le dimensioni o l'uniformità di un edificio in un modo naïve, umano, ci aiuta a creare empatia tra l'osservatore e l'architettura".

A: "Cerchiamo di rendere tutto quello che facciamo il più minimalista e fantasioso possibile. Immagino si possa affermare che questo è diventato il nostro stile di raccontare storie: il minimalismo fantasioso. Vogliamo solo condividere le nostre passioni con altre persone in un modo semplice e bello, che tutti possano comprendere e apprezzare. È importante che tutto sia accessibile".

Le vostre storie sono tutte composte scrupolosamente. Come preparate lo scatto?

D: "Io sono piuttosto perfezionista. Penso sempre a come verrà scattata la foto: qual è il valore ISO, se i livelli sono perfetti o meno, e cose del genere. Anna è più creativa. È meno interessata ai numeri e adotta sempre un approccio più intelligente da un punto di vista concettuale. Penso che la ragione principale per cui le nostre immagini funzionano così bene sia perché siamo due persone molto diverse".

A: "Pianifichiamo circa il 90% dei nostri scatti a casa prima dei viaggi. Tutto ciò che creiamo deriva da qualcosa che abbiamo tirato fuori prima. Sappiamo sempre quali oggetti ci serviranno per creare ogni immagine. Alcuni degli elementi sono più spontanei, ma viaggiamo sempre con un piano".

"Penso che la cosa migliore sia esplorare i luoghi che non sono presenti nelle guide. È là che potrete scattare le immagini più belle."

Avete una foto preferita che avete scattato insieme?

A: "Siamo convinti di non aver ancora scattato la nostra foto migliore. Ma preferiamo sempre le nostre foto più recenti, perché secondo noi impariamo e miglioriamo costantemente.

D: "La creazione di ogni immagine richiede così tanto tempo, pianificazione ed errori. Quando alla fine otteniamo lo scatto che cerchiamo e lo condividiamo, diventa subito il nostro nuovo preferito. Non si può evitarlo, è sempre lo scatto che si sente più vicino in quel momento".

Portrait of photographers Daniel Rueda and Anna Devís, taken by Francesc Planes.

Avete un posto preferito?

D: "Ce ne sono parecchi, alcuni sono molto famosi su Instagram come La Muralla Roja [dove è stata scattata la foto rosa in alto]. Questo enorme labirinto composto da tanti colori pastello è proprio qui in Spagna, a Calpe. Purtroppo è un edificio residenziale privato e l'accesso non è consentito attualmente".

A: "Altri sono semplicemente gioielli nascosti nelle città in attesa di essere trovati, come L'Atrium de Jussieu [dove è stata scattata la foto in alto con le finestre multicolore]. Si tratta di uno spazio multicolore nell'Università Pierre e Marie Curie che abbiamo scoperto durante un viaggio a Parigi".

Quale consiglio dareste a qualcuno che sta cercando di catturare la sua prima storia urbana quest'estate?

A: "Penso che la cosa migliore sia esplorare i luoghi che non sono presenti nelle guide. Intorno alle principali attrazioni turistiche non esiste nulla che qualcuno non abbia già notato, perciò fate le vostre di ricerche prima di partire e fatevi un'idea di dove si trovano le aree più interessanti. È là che potrete scattare le immagini più belle".

D: "E state sul semplice!"


Scritto da Donna Williams

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