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Una prospettiva diversa: luoghi ed eventi visti dall'alto

Massimo Sestini, specialista di fotografia aerea, presenta una visione diversa di paesaggi naturali e urbani, e perfino degli eventi nel momento in cui si svolgono. Qui spiega come ha iniziato e parla del perché la fotografia aerea è così efficace in ogni ambito, dai paesaggi al fotogiornalismo.
Un'immagine aerea di uno stormo di uccelli in formazione a V che vola sopra ampie zone umide in Toscana.

Le immagini del fotografo aereo Massimo Sestini offrono davvero una diversa prospettiva. Immortala suggestivi paesaggi naturali ed eventi in divenire da centinaia di metri d'altezza. Quest'immagine aerea della Riserva Naturale della Diaccia Botrona, in Toscana, è stata scattata da Massimo nell'ambito di una campagna dell'ente turistico della regione. Scatto realizzato con Canon EOS-1D X Mark III e obiettivo Canon EF 100-400mm f/4.5-5.6L IS II USM a 400mm, 1/2000 sec, f/5.6 e ISO500. © Massimo Sestini

Pare che una volta il leggendario fotografo e fotogiornalista Robert Capa abbia detto: "Se le tue foto non sono abbastanza belle, significa che non sei abbastanza vicino!". Tuttavia, la vicinanza non è sempre garanzia di grandi risultati. Anzi, a volte è vero l'esatto contrario, come dimostra Massimo Sestini, fotografo aereo e Canon Ambassador.

Massimo ha iniziato come classico fotografo giornalistico negli anni Novanta. Col tempo, però, si è specializzato nella fotografia aerea, scattando foto da elicotteri e velivoli militari in movimento a centinaia di metri d'altezza.

I soggetti delle sue immagini sono mari, panorami e paesaggi urbani, visti da una prospettiva davvero per pochi. Ha immortalato le celebri bellezze della Toscana sotto una nuova luce per l'ente turistico della regione e ha fotografato le Frecce Tricolori, pattuglia acrobatica dell'Aeronautica Militare Italiana, mentre sorvolavano di notte incredibili paesaggi montani e cittadini.
Le sue foto, inoltre, hanno fornito un punto di vista unico e sono riuscite a esprimere la dimensione di alcuni importanti avvenimenti, tra cui il funerale di papa Giovanni Paolo II nel 2005 e il naufragio della nave da crociera Costa Concordia nel 2012. Il suo iconico scatto aereo di centinaia di rifugiati affollati su una barca nel Mediterraneo, che ha fornito una nuova prospettiva sulla crisi dei migranti, è arrivato al secondo posto del concorso World Press Photo del 2015, nella categoria General News – Scatti singoli.

Qui, Massimo parla del potere dato dall'avere diversi punti di vista e degli aspetti pratici del suo modo di lavorare, che lo porta a sfidare la gravità.
Una fotografia aerea di una strada che passa per un cerchio composto da cipressi italiani, con campi arati su entrambi i lati.

Un'altra immagine aerea scattata da Massimo nell'ambito della campagna dell'ente turistico della Toscana per promuovere la regione nel mondo. Le 20 immagini realizzate sono state mostrate per la prima volta a Firenze nel 2020, in una mostra dal titolo Bellezza oltre il limite. Scatto realizzato con Canon EOS-1D X Mark III e obiettivo Canon EF 100-400mm f/4.5-5.6L IS II USM a 100mm, 1/2000 sec, f/4.5 e ISO125. © Massimo Sestini

Una vista aerea della costa, con centinaia di persone che si godono la spiaggia sabbiosa e l'acqua azzurra del mare.

Una spiaggia affollata vista da 600 metri di altezza. Anche quest'immagine fa parte della serie di scatti toscani di Massimo. Da questa prospettiva, il mare sembra ancora più vivace e attraente. Scatto realizzato con Canon EOS-1D X (ora sostituita da Canon EOS-1D X Mark III) e obiettivo Canon EF 70-200mm f/2.8L IS II USM (ora sostituito da Canon EF 70-200mm f/2.8L IS III USM) a 70mm, 1/2000 sec, f/4 e ISO100. © Massimo Sestini

Perché ti occupi di fotografia aerea, e come viene influenzata l'immagine finale dal fatto di vedere le cose dall'alto?

"Scattare da molto lontano ti fa vivere una situazione in un modo più straordinario e memorabile rispetto a farlo da vicino, perché si tratta di una prospettiva insolita. È difficile fare qualcosa di nuovo in fotografia, soprattutto oggi che chiunque abbia uno smartphone può scattare foto.

"Oggi, tutto quello che succede viene fotografato, e non solo dai professionisti. È una minaccia seria per noi fotogiornalisti. Se però scatti da un punto molto alto con un grande teleobiettivo, che si tratti di un'elezione, un matrimonio, un terremoto o una protesta, puoi ottenere delle immagini davvero d'impatto".
Una vista aerea della campagna italiana. Il paesaggio appare come una serie di strisce arancioni, nere e grigie.

Per la campagna 2020 dell'ente turistico della Toscana, Massimo ha ricevuto l'incarico di creare immagini artistiche che mostrassero la regione sotto una nuova luce. Da 600 metri d'altezza, gli spettacolari motivi del paesaggio che circonda il paese di Scansano tendono a diventare astratti. Scatto realizzato con Canon EOS-1D X Mark III e obiettivo Canon EF 100-400mm f/4.5-5.6L IS II USM a 108mm, 1/2000 sec, f/5 e ISO250. © Massimo Sestini

Una veduta aerea di persone e ombrelloni su una spiaggia, che proiettano lunghe ombre verso le onde che si infrangono sulla riva.

Una vista ravvicinata della spiaggia vicino a San Vincenzo, in provincia di Livorno, da un'altitudine di circa 460 metri. Il basso sole del mattino crea lunghe ombre che rendono le persone e gli oggetti più riconoscibili ma, al tempo stesso, anche più astratti. Scatto realizzato con Canon EOS-1D X Mark II e obiettivo Canon EF 100-400mm f/4.5-5.6L IS II USM a 400mm, 1/3200 sec, f/6.3 e ISO1250. © Massimo Sestini

Quanto prepari la composizione delle tue immagini? Studi il paesaggio prima?

"Devi pensare a ciò che fotograferai prima di andare sul posto, perché non puoi farlo quando sei appeso fuori da un elicottero. Infatti, quando scatto da grandi altezze, non riesco a vedere che foto sto facendo. In quel momento sei lontanissimo, e l'elicottero va a 300 km/h. È un modo imprevedibile di scattare fotografie. Prima di uno scatto, mi siedo alla scrivania e studio come si muoverà l'elicottero, come sarà il vento e così via. Quando sto effettivamente fotografando, però, non vedo nulla. Con gli anni, ho capito come scattare foto di soggetti che non riesci a vedere in quel momento. Ti prepari e speri che vada tutto per il meglio".
Un tecnico che indossa guanti bianchi sta pulendo il sensore di una fotocamera Canon.

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Un'immagine aerea di più di 500 rifugiati accalcati su una barca in movimento al largo della costa libica.

Massimo ha scattato questa fotografia raffigurante dei rifugiati disperati, che gli ha fatto vincere il premio World Press Photo, mentre era con la Marina Militare Italiana durante l'operazione Mare Nostrum. Scatto realizzato con Canon EOS-1D X e obiettivo Canon EF 70-200mm f/2.8L IS II USM a 100mm, 1/1000 sec, f/4.5 e ISO400. © Massimo Sestini

Come hai iniziato a occuparti di fotografia aerea?

"A inizio anni Novanta lavoravo come fotografo giornalistico internazionale, e mi stavo occupando dell'omicidio del magistrato siciliano Giovanni Falcone a opera della mafia. Sul posto, mi sono ritrovato in coda assieme a tutti i miei colleghi. Nessuno avrebbe comprato le mie fotografie, se fossero state esattamente uguali a quelle del fotografo dell'Agence France-Presse. Mi sono chiesto cosa potessi fare e ho capito che avrei potuto ottenere qualcosa di diverso se avessi potuto scattare dall'alto con un teleobiettivo da 500 o 600 mm. L'esplosione della bomba che aveva ucciso Falcone aveva distrutto l'intera autostrada. Solamente dall'alto si poteva capire davvero cos'era accaduto".

Spesso sei con l'esercito o la polizia, ma come funziona quando realizzi progetti fotografici aerei per conto tuo?

"Se fotografi grandi eventi di interesse pubblico, non hai bisogno di chiedere permessi. Ti serve solamente un pilota di fiducia. Io lavoro sempre con lo stesso, il mio amico Marco Savoia. Ho lavorato per 15 anni con un altro pilota, Maurizio Scarpelli, ma purtroppo è morto in un incidente in elicottero.

"Di solito, prima scatto le foto e poi le vendo alle testate giornalistiche, quindi devo coprire io il costo del noleggio dell'elicottero. Il costo può essere elevato, ma lo vedo come un investimento, esattamente come noi fotografi investiamo in fotocamere e nel resto dell'attrezzatura che utilizziamo".
Braided rivers in Iceland photographed from above to reveal their winding patterns. Taken by Lucia Griggi.

Fotografia aerea: alla ricerca dei motivi naturali

La fotografa aerea Lucia Griggi immortala l'astratto nelle meraviglie naturali della terra, fotografando dall'alto ghiacciai, laghi e fiumi intrecciati.
Il fotografo aereo Massimo Sestini immortala due jet che volano sotto di lui dal portellone di carico aperto di un aereo a centinaia di metri d'altezza.

"I militari sono estremamente precisi in tutto, quindi se lavori a un progetto con loro devi essere in grado di spiegare chiaramente ciò che farai", afferma Massimo, qui immortalato durante un incarico del 2014 con l'Aeronautica Militare Italiana. © Carlos Folgoso/Massimo Sestini

Nel cielo che sovrasta le luci notturne di una città, un velivolo è illuminato dalla luce proveniente dal vano di carico aperto di un grande aereo.

Uno scatto più recente dell'Aeronautica Militare Italiana, proseguito durante il crepuscolo. Per illuminare il velivolo che Massimo stava fotografando, sono state allestite delle luci da studio nel vano di carico aperto di un secondo aereo in volo insieme al suo. "Abbiamo ricreato uno studio in cielo. È la prima volta che è stato fatto nella storia della fotografia", dice.

Qual è il tuo kit standard per la fotografia aerea?

"Tengo al collo tre corpi macchina con diversi obiettivi. Indosso occhiali da paracadutista e ginocchiere. Per la fotografia aerea ho bisogno di una fotocamera molto rapida e dalle elevate prestazioni, quindi utilizzo Canon EOS-1D X Mark III o Canon EOS R5 con una serie di lenti che mi garantiscono una gamma di lunghezze focali da 11 mm a 1.000 mm.

"Uso fotocamere con pixel più grandi nel sensore, perché fanno entrare più luce. Hai meno disturbo con valori ISO elevati, e si riduce il rischio di ottenere immagini sfocate in condizioni di scarsa illuminazione. Non vedo l'ora di provare le funzionalità di messa a fuoco automatica di EOS R3: è difficile mettere a fuoco manualmente, se stai scattando da un elicottero che si muove ad alta velocità!

"L'obiettivo Canon EF 100-400mm f/4.5-5.6L IS II USM è quello che trovo più utile, perché da altitudini attorno ai 150 metri ha una gamma focale che ti consente sia di avvicinarti che di ottenere scatti nitidi. Uso molto anche l'obiettivo Canon EF 24-70mm f/2.8L II USM. Scelgo la lunghezza focale in base alla distanza che ho dal soggetto, cosa spesso determinata da ciò che consentono le condizioni meteo".
Un'immagine aerea della pattuglia acrobatica dell'Aeronautica Militare Italiana che sorvola cime di montagne coperte di neve, lasciando scie di fumo verde, bianco e rosso.

Le Frecce Tricolori, pattuglia acrobatica dell'Aeronautica Militare Italiana, che sorvolano le Alpi italiane. Gli aerei sono illuminati dalle luci da studio installate su un secondo aereo in volo insieme a quello di Massimo. Visto però che il controllo remoto del flash arrivava circa fino a 100 metri, spiega il fotografo, "era molto importante che l'aereo per le foto e quello con il flash fossero sempre abbastanza vicini da mantenere la connessione. Il successo dipendeva dall'abilità dei piloti". Scatto realizzato con Canon EOS-1D X Mark III e obiettivo Canon EF 35mm f/1.4L II USM a 1/200 sec, f/1.4 e ISO500. © Massimo Sestini

Com'è cambiata per te la fotografia aerea, da quando hai iniziato negli anni Novanta?

"La tecnologia della fotocamera mi permette di fare cose che prima erano impossibili. Posso scattare di notte, in mare e nel buio più completo, escludendo la luna e le stelle. Era una cosa inconcepibile, prima dell'evoluzione della tecnologia.

"C'è anche più richiesta per la fotografia aerea, non solo per il fotogiornalismo, ma anche come forma d'arte. Occupandomi di questo tipo di fotografia, è facile realizzare immagini che sono anche opere d'arte che le persone vogliono esporre in casa".

Come ti senti a scattare fotografie da centinaia di metri d'altezza?

"Quando sono oltre le nuvole, mi sento completamente libero. Libero dai pensieri, e libero in senso creativo. Mi piace moltissimo".

Scritto da Rachel Segal Hamilton


Il kit di Massimo Sestini

Il kit essenziale usato dai professionisti per scattare le loro foto

Massimo Sestini's kitbag containing Canon cameras, lenses and accessories.

Fotocamere

Canon EOS R5

Cattura sensazionali foto da 45 MP fino a 20 fps, oppure video 8K a 12 bit in formato RAW utilizzando l'intera larghezza del sensore della fotocamera. "Il modello R5 è il mio preferito, sia per i ritratti che in generale", dice Massimo.

Canon EOS-1D X Mark III

Scopri il non plus ultra delle funzionalità creative, con eccezionali prestazioni anche in condizioni di scarsa illuminazione, AF con tecnologia deep learning e video 5.5K in formato RAW. Massimo afferma: "Il modello EOS-1D X Mark III è imbattibile in condizioni di scarsa illuminazione. Lo uso spesso per la fotografia subacquea, aerea e sportiva".

Canon EOS-1D X Mark II

Il fulcro del modello EOS-1D X Mark II è un sensore CMOS sviluppato da Canon che rappresenta la generazione futura della qualità dell'immagine professionale nella gamma EOS. "Quando ho bisogno di passare spesso da un obiettivo a un altro, uso EOS-1D X Mark II insieme a Mark III", spiega Massimo.

Obiettivi

Canon RF 70-200mm F2.8L IS USM

Cattura il mondo con una flessibilità e una qualità eccezionali grazie al teleobiettivo zoom F2.8 super compatto con stabilizzatore d'immagine a 5 stop per garantire ottimi risultati anche negli scatti a mano libera, una distanza minima di messa a fuoco fino a 0,7 m e l'AF più veloce di sempre.

 

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