A Seahovo, nello stato del Benin in Africa occidentale, 700 persone vivono senza accesso all'elettricità, il problema più grande per gli abitanti del villaggio. Dopo aver lavorato tutto il giorno nei campi, quando tornano al villaggio, le persone sono limitate nelle loro attività a causa della mancanza di elettricità. Alle otto di sera vanno tutti a dormire. Scatto realizzato con Canon EOS 5D Mark IV e obiettivo Canon EF 24-70mm f/2.8L II USM a 1/50 sec, f/2.8 e ISO10000. © Pascal Maitre

Nel mondo sviluppato, l'elettricità è data per scontata. È disponibile nelle case, illumina le strade di notte e fa funzionare le fabbriche. La vita senza elettricità è inconcepibile per noi, ma non lo è per più di un quinto della popolazione mondiale che, più di 150 anni dopo l'invenzione della luce elettrica, vive ancora in uno stato di povertà energetica.

Si tratta di una situazione di crisi di cui si parla poco e che continua a causare grandi difficoltà a un enorme numero di persone. Tutto questo ha indotto il fotoreporter francese Pascal Maitre,attivo in Africa per oltre 30 anni, a portarla all'attenzione del pubblico in un progetto fotografico, L'Africa senza elettricità.

Nell'arco di due anni, il Canon Ambassador ha documentato la vita quotidiana degli africani e le difficoltà di vivere senza energia elettrica, con il progetto vincitore del primo premio ai London Business School Photography Awards 2018.

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Nell'Africa sub-sahariana, solo il 25% della popolazione ha accesso all'elettricità, una percentuale che scende all'8% nelle aree rurali. Anche gli abitanti delle città, sebbene abbiano a disposizione l'energia elettrica, sono afflitti da frequenti blackout. Questo non solo ha ostacolato lo sviluppo economico e sociale del continente, ma rappresenta anche una minaccia per la vita, quando i blackout causano l'interruzione di procedure mediche o le lampade a olio rilasciano fumi tossici nelle abitazioni.

Scattare fotografie in condizioni di quasi oscurità o alla luce fioca delle lampade a olio ha messo Pascal di fronte a difficili sfide tecniche. Il fotografo spiega come le capacità full-frame in condizioni di scarsa illuminazione di Canon EOS 5D Mark IV gli abbiano consentito di scattare foto che non avrebbe potuto realizzare con il sistema analogico. Le fotografie mostrano com'è davvero la vita senza elettricità ed è questo che ha reso il progetto così importante per lui...

A large tree is dimly lit by blue and white, while stalls behind glow with oil lamp light.
A Kokahoue, in Benin, manca l'elettricità e il mercato notturno sotto il grande mango è illuminato da lampade a olio. Scatto realizzato con Canon EOS 5D Mark IV e obiettivo Canon EF 24-70mm f/2.8L II USM a 0.5 sec, f/2.8 e ISO6400. © Pascal Maitre

Sei andato in Africa la prima volta nel 1979, ma quando hai iniziato a pensare alla crisi energetica come a una storia che doveva essere raccontata?

"Ho fatto 10-15 viaggi in Africa all'anno, per 30 anni. Fin dalla prima volta che vi sono stato, ho ascoltato storie sulla mancanza di elettricità, che è un problema terribile per la popolazione. Ho sempre provato molto dispiacere per quelle persone, vedendo in che modo ciò condizionava la loro vita. Ho così deciso di realizzare una storia sul problema. Per me era importante, perché la consideravo un'enorme ingiustizia.

"Ho visto molte storie sulle possibili soluzioni, come pannelli solari, turbine a vento o dighe. Ma anche se ci sono molte soluzioni nuove, la popolazione sta crescendo così velocemente che nel 2030 le persone senza accesso all'elettricità saranno 50 milioni in più. Perciò ero più interessato a com'è vivere senza elettricità che non alle soluzioni possibili".

A man paints a picture of people disco dancing while another man holds an oil lamp. Three children look on through a barred window.
Il pittore Chéri Cherin lavora alla luce di una lampada a olio perché è normale rimanere senza elettricità in questo quartiere di Kinshasa, la capitale della Repubblica Democratica del Congo. Scatto realizzato con Canon EOS 5D Mark IV e obiettivo Canon EF 17-40mm f/4L USM a 1/10 sec, f/4.0 e ISO8000. © Pascal Maitre

In che modo la mancanza di elettricità influenza la vita quotidiana delle persone?

"Alcune persone non hanno la luce, perciò dopo il tramonto non possono lavorare e i bambini non possono studiare. Se capita loro di andare in ospedale, possono scoprire che nulla funziona. Non c'è sicurezza e le persone nei villaggi rimangono a casa dopo il tramonto perché temono di essere attaccate dagli animali selvatici. Non mancano poi i problemi sul luogo di lavoro. Ad esempio, le persone che lavorano in piccole fabbriche devono smettere di lavorare per uno o due giorni a causa dei blackout.

"La mancanza di elettricità comporta tanti pericoli diversi. Uno è l'inquinamento, perché le persone usano lampade a olio che producono fumi tossici. Si verificano anche molti incendi domestici: capita spesso di urtare le lampade e farle cadere".

È stato difficile ottenere finanziamenti per il progetto?

"Avevo provato a proporre la storia a diverse riviste, ma mi avevano risposto che una storia fotografica senza luce sarebbe stata molto difficile da realizzare o alla fine sarebbe stata noiosa. In una sola rivista, Le Figaro, mi hanno risposto: "Proviamo". Ho iniziato a lavorare in Benin e ho provato a convincerli dell'importanza della storia, ma non ci sono riuscito. Alla fine ho ottenuto un finanziamento dall'Agenzia Francese per lo Sviluppo, così ho potuto continuare a raccontare la mia storia".

A group of women in dresses gather in a market, candles lighting up baskets of wares.
Nel Dipartimento Atlantico del Benin, nella piazza principale di Glo-Djigbé si tiene ogni sera il mercato più grande. Scatto realizzato con Canon EOS 5D Mark IV e obiettivo Canon EF 24-70mm f/2.8L II USM a 1/20 sec, f/2.8 e ISO8000. © Pascal Maitre

Raccontaci della location che hai scelto per lo scatto...

"Ho riunito insieme alcune foto che avevo già scattato, ma la storia è stata fotografata soprattutto in villaggi non lontani da Porto-Novo, la capitale del Benin in Africa occidentale. Tutte le foto sono state scattate entro un raggio di 100 km dalla città. Ho scelto il Benin perché è un paese economicamente piuttosto stabile, che da molto tempo non è coinvolto in guerre o gravi calamità. Ma il problema dell'elettricità è lo stesso in tutti i paesi sub-sahariani. Ho scelto di rimanere in una zona che si trovasse a 45 minuti dalla capitale, per dimostrare che si tratta di qualcosa che colpisce tutti [non solo chi vive nelle zone più remote]."

Le persone ti accoglievano volentieri nelle loro case?

"Sì, erano molto cordiali e aperte, e mi lasciavano lavorare. Senza queste persone non avrei avuto nessuna storia da raccontare. Nel progetto mi sono fatto aiutare da un tipo tuttofare che conoscevo da molto tempo: lui traduceva e spiegava ciò che intendevo fare. Se spieghi chiaramente alle persone perché sei lì e di cosa hai bisogno, lavorare diventa facile. Queste persone hanno un grosso problema e vogliono che il mondo lo sappia".

A small group of boys surround a table doing homework by candlelight.
I bambini studiano alla luce delle lampade a olio. Scatto realizzato con Canon EOS 5D Mark IV e obiettivo Canon EF 24-70mm f/2.8L II USM a 1/50 sec, f/2.8 e ISO8000. © Pascal Maitre

Quali fotocamere hai utilizzato e perché?

"Ho utilizzato soprattutto Canon EOS 5D Mark IV con lo zoom Canon EF 24-70mm f/2.8L II USM, che era perfetto. Ho usato questa fotocamera perché è full-frame e mi dava la possibilità di lavorare in condizioni di scarsa illuminazione. Quando le abitazioni sono illuminate solo da piccole lampade a olio, è necessario lavorare con valori ISO molto alti. Sono rimasto molto sorpreso quando ho visto i risultati incredibili che ero riuscito a ottenere con ISO20000 e persino ISO32000. In seguito ho allestito una mostra a Parigi per la quale abbiamo realizzato una stampa enorme, circa 1,80 metri, da un'immagine scattata a ISO32000 e la qualità è risultato incredibile. Il tizio del laboratorio che ha realizzato quell'enorme stampa ha chiamato i colleghi per mostrare loro il risultato: nessuno riusciva a crederci. Non sarebbe mai stato possibile realizzare queste immagini con fotocamere analogiche".

Women smile as they sing and clap at church.
Una cerimonia notturna nella chiesa evangelista di Atankpé Aligodo, vicino ad Allankpon, in Benin. Scatto realizzato con Canon EOS 5D Mark IV e obiettivo Canon EF 24-70mm f/2.8L II USM a 1/8 sec, f/2.8 e ISO20000. © Pascal Maitre

Qual è la qualità dei file prodotti rispetto a quella della fotografia digitale dei primi tempi?

"La qualità del digitale è molto cambiata, specialmente in termini di gamma dinamica. È favoloso, perché si hanno molte più possibilità fra le luci e le ombre. Adesso, anche quando lavori con valori ISO alti, riesci a mantenere la grana, è straordinario! Prima risultava un po' artificiale, ma adesso è la stessa che si otteneva con il sistema analogico. Naturalmente i file sono più grandi, ma è possibile farci qualsiasi cosa.

A child shines a torch along an earthen footpath in front of them, with plants on either side.
Ad Adido, in Benin, se Rogatien deve uscire la sera, illumina il terreno dove cammina con il cellulare di suo padre per evitare di calpestare serpenti. Scatto realizzato con Canon EOS 5D Mark IV e obiettivo Canon EF 24-70mm f/2.8L II USM a 1.0 sec, f/2.8 e ISO12800. © Pascal Maitre

Perché hai utilizzato la luce d'ambiente senza flash?

"Non potevo usare il flash perché avrebbe alterato la realtà e rovinato completamente l'atmosfera, ma avevo sempre con me una piccola torcia e la puntavo sul soggetto quando dovevo metterlo a fuoco. La realtà era il buio e il mio lavoro doveva mostrare ciò che vedevo e provavo. Dovevo catturare l'atmosfera, la magia e la difficoltà di vivere senza elettricità. Non avevo mai usato valori ISO molto alti prima e non mi sarei aspettato di usarli o di poterci fare così tanto".

A midwife lifts a newborn baby from its mother, while another woman holds a candle to help them see.
L'ostetrica Raïssa Godjo aiuta Mariette Dossou a partorire con la sola luce di una torcia e una lampada a olio, ad Atankpé, in Benin. Pascal sapeva che i parti notturni erano una parte importante della sua storia. Scatto realizzato con Canon EOS 5D Mark IV e obiettivo Canon EF 24-70mm f/2.8L II USM a 1/40 sec, f/3.2 e ISO16000. © Pascal Maitre

Una delle tue immagini mostra la nascita di un bambino. Come sei arrivato a questo scatto?

"Sapevo che mi servivano immagini forti e una situazione come questa sarebbe stata perfetta per la mia storia. Chiunque può capire la difficoltà di partorire di notte senza elettricità, ma dovevo trovare una soluzione per ottenere questa immagine. La parte più difficile, quando racconti una storia, è poter raggiungere il punto da cui puoi scattare le foto migliori. Scattare è facile.

"Per realizzare il mio progetto, ho cercato tutte le piccole cliniche e le ostetriche che non avevano né la possibilità di andare in città né l'elettricità. Ho spiegato cosa intendevo fare, perché è importante. Infine l'ostetrica mi ha chiamato. Mi sono recato a casa della donna e sono rimasto lì tutta la notte fino a quando il bambino non è nato. Al momento dello scatto, era evidente che la situazione era molto difficile e delicata. Se ci fossero stati problemi durante il parto, sarebbe stato impossibile andare in ospedale, perché non ce n'erano nelle vicinanze. Quella volta è andato tutto bene, ma non è sempre così. Perciò si capisce bene che la mancanza di elettricità può determinare la vita e la morte.

"Questa foto è stata scattata con un valore ISO alto ed è perfetta. Qui il digitale mi ha permesso di arrivare dove non avrei potuto con il sistema analogico".

Someone sleeps in a dimly lit, sparse bedroom.
A Seahovo, nello stato del Benin in Africa occidentale, non succede nulla dopo le otto di sera: senza elettricità, quando scende la notte la vita si ferma. Scatto realizzato con Canon EOS 5D Mark IV e obiettivo Canon EF 17-40mm f/4L USM a 0.6 sec, f/4.0 e ISO8000. © Pascal Maitre

Come ti ha fatto sentire essere testimone di una situazione così grave?

"Ero molto turbato. Ogni volta che arrivavo in un villaggio, chiedevo: "Qual è il vostro problema più grande?", e la risposta era sempre la stessa: la mancanza di elettricità. Quando chiedevo a qualcuno com'è vivere senza luce, rispondevano: "Alle sette, quando fa notte, ci sembra di vivere in una tomba". È terribile sentire qualcuno che dice una cosa del genere.

"La gente è molto arrabbiata perché nessuno fa nulla. Qualche progresso c'è stato, naturalmente, ma il processo è molto lento. Non è giusto che certe persone siano private di qualcosa che è necessario per poter condurre una vita normale".

A dim room contains a filthy electrical fuse box, a battered old generator, tins of paint and DIY equipment. A man kneels on a piece of cardboard to pray.
Un vecchio generatore all'Hotel Sahafi di Mogadiscio, in Somalia. Scatto realizzato con Canon EOS 5D Mark IV e obiettivo Canon EF 24-70mm f/2.8L II USM a 1/15 sec, f/4.0 e ISO6400. © Pascal Maitre

Come realizzi il tuo processo di editing per raccontare una storia come questa?

"Non applico nessun editing quando scatto. Tengo tutti i file e passo all'editing quando rientro. Per una storia come questa, potrei scattare anche 20.000 foto. Alla fine guardo tutti i miei file e seleziono le immagini che penso mi servano. Dalle 20.000 foto iniziali arrivo a circa 3.000, che è molto lavoro. Poi, fra le 3.000, seleziono ancora, fino a sceglierne 500; poi lo faccio di nuovo e finisco con 200 foto. A questo punto converto i file RAW in TIFF, eseguo l'editing, faccio l'ultima selezione e decido l'ordine della storia".

A little boy fills up a bucket of water that is balanced on another child's head.
Gli abitanti del villaggio di Allankpon, in Benin, possono rifornirsi d'acqua anche dopo il tramonto, grazie a un pannello solare. Scatto realizzato con Canon EOS 5D Mark IV e obiettivo Canon EF 100-400mm f/4.5-5.6L IS II USM a 1/10 sec, f/5.6 e ISO12800. © Pascal Maitre

Qual è il tuo consiglio per scoprire, raccontare e sviluppare una storia?

"Penso che si debba viaggiare e, se non si viaggia, che si debba leggere. Bisogna essere molto curiosi, ascoltare le persone che vivono intorno a noi e cercare di capire se ciò che sentiamo e vediamo racchiude una storia che possiamo raccontare. Quindi è necessario convincere le persone sulla storia e spiegare loro i nostri obiettivi principali.

"Per raccontare una storia non servono mille foto. Bastano 5 o 10 immagini forti. Le riviste non pubblicano molte immagini. Si deve avere un'immagine chiave, che sia in grado di spiegare la storia e susciti una forte impressione visiva. In questo scatto bisogna mettere tutta la propria energia.

"Con il digitale, quando si conosce la fotocamera, è possibile usarla per fare ciò che si vuole: la fotocamera è come un prolungamento delle tue dita, dei tuoi occhi e puoi andare esattamente dove vuoi. È un prolungamento di te stesso".

A building is seen at night with children sitting on a low wall, looking at a man teaching them. They are lit by a single solar-powered light.
Questa famiglia nel villaggio di Gbekandji, in Benin, ha comprato una lampada a energia solare cinese che costa 40 euro. Utilizzandola la sera, l'insegnante René Justin aiuta i bambini a ripassare. Scatto realizzato con Canon EOS 5D Mark IV e obiettivo Canon EF 24-70mm f/2.8L II USM a 1/25 sec, f/2.8 e ISO8000. © Pascal Maitre

Tornando con la mente a questo progetto, cosa pensi?

"Sono molto felice e orgoglioso, sento che era importante per me realizzarlo. Mi ha sorpreso la reazione delle persone quando il progetto è stato esposto. Rimanevano a lungo a leggere tutte le informazioni e mi sono reso conto che veramente in pochi avevano capito davvero l'importanza del problema prima di allora.

"Dopo aver terminato il progetto con l'Agenzia Francese per lo Sviluppo, abbiamo realizzato anche un libro. Il Presidente dell'Agenzia ne ha consegnato alcune copie ai ministri del governo del Benin, come per dire loro: "Questa è la realtà della vita nel vostro Paese". Spero che il lavoro che ho fatto possa contribuire a creare una nuova consapevolezza del problema. Il nostro lavoro [come fotoreporter] non ha mai cambiato il mondo, ma forse può contribuire a migliorarlo un po'".

Scritto da Emma-Lily Pendleton & David Clark


Il kit di Pascal Maitre

Il kit essenziale usato dai professionisti per scattare le loro foto

Photographer Pascal Maitre points his Canon camera at a subject we can’t see. He stands in front of the sea.

Fotocamere

Canon EOS 5D Mark IV

Fotocamera reflex full-frame da 30.4 megapixel che cattura ogni dettaglio, anche ad alto contrasto e in condizioni di scarsa illuminazione. Lo scatto continuo a 7 fps ti aiuta quando insegui il momento perfetto, mentre i video 4K offrono riprese ad altissima definizione nello standard DCI (4096 x 2160).

Obiettivi

Canon EF 24-70mm f/2.8L II USM

Questo obiettivo di qualità professionale con zoom standard offre un'eccezionale nitidezza dell'immagine e una resistente struttura serie L. L'apertura f/2.8 costante consente di scattare foto straordinarie anche in condizioni di scarsa illuminazione e di controllare facilmente la profondità di campo.

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