I volti e le vie del borgo di Illegio raccontati con Canon EOS C300 Mark II

Milano, 19 aprile 2019 - Un uomo chiude il cassone di un camion e parte. Dettagli di un quadro si alternano ai paesaggi, fino a quando il camion si ferma dopo un tornante in montagna. Un piccolo paese immerso nel verde è davanti ai suoi occhi. L’uomo scende, con il dubbio di essersi perso…

Dal 15 aprile nelle sale cinematografiche, il docufilm “Dieç – Il miracolo di Illegio” diretto dal regista Thomas Turolo e realizzato con tecnologia Canon

Sono queste le suggestive sequenze iniziali di “Dieç – Il miracolo di Illegio” il nuovo documentario del regista e produttore Thomas Turolo che racconta Illegio, un piccolo borgo della Carnia, dove una volta l’anno si raccolgono dipinti e sculture provenienti da tutta Europa.
E’ la storia di una comunità che rinasce grazie all'arte e che Turolo ha voluto documentare affidandosi alla tecnologia Canon per raccontare il ‘miracolo’ di come sia stato possibile portare, tra le case di questo villaggio, oltre 400mila persone alla scoperta dell'incontro tra la bellezza di opere d'arte e la filosofia, la letteratura e la fede.

Per realizzare le riprese del progetto è stata scelta la videocamera Canon EOS C300 Mark II, non solo per la sua ottima qualità di immagine, ma per l’affidabilità, la discrezione e la semplicità d’uso che la contraddistinguono. EOS C300 Mark II offre flessibilità creativa, ampia gamma di opzioni di ripresa e integrazione immediata nei flussi di lavoro. La videocamera permette di catturare soggetti in movimento in maniera più precisa grazie alla velocità di lettura del sensore. Questo aspetto in particolare è stato fondamentale per le riprese tipiche del documentario. Come ha sottolineato Turolo: “Dal punto di vista della regia volevamo ottenere un docufilm dalla forte traccia visiva filmica. Non doveva essere il classico reportage, ma una produzione che avesse uno stile di immagine assimilabile al film. Al tempo stesso lavorando con persone comuni, e non con attori professionisti, era fondamentale che la videocamera fosse meno invasiva possibile. Dovevamo garantire la qualità d’immagine tipica della ripresa cinematografica, senza inibire i soggetti coinvolti nella narrazione”.

Federico Annicchiarico, direttore della fotografia, ha commentato: “EOS C300 Mark II è stata una grandissima scoperta. Fin da subito si è dimostrata essere la soluzione più adatta per la sua leggerezza e maneggevolezza unitamente a una qualità eccezionale. Inoltre, la combinazione macchina e ottiche è impareggiabile grazie al sensore che, anche in situazioni particolari di illuminazione – con passaggi repentini da luci intense a zone di ombra – ha permesso alla macchina di restituirci immagini perfette. In fase di color grading abbiamo fatto solo piccoli interventi inerenti al bilanciamento del colore e del contrasto perché già in ripresa le immagini che producevamo erano qualitativamente molto vicine al risultato che desideravamo ottenere. E’ stata una notevole sorpresa lavorare con questa videocamera che ha reso tutto il processo – ripresa e post-produzione - davvero molto fluido e veloce”.

Le ridotte dimensioni di EOS C300 Mark II sono state fondamentali anche per semplificare gli spostamenti all’interno del borgo, possibili solo a piedi in molte situazioni. Le riprese sono durate un intero anno solare, durante il quale la troupe ha lavorato in tutte le quattro stagioni, affrontando condizioni climatiche molto diverse, con tagli di luce particolari, a volte difficili e in luoghi inusuali come una piccola chiesetta sulla cima della montagna. “Volevamo riprendere la realtà così come si presentava. Sono intervenuto in maniera poco invasiva, anche con luce artificiale per rendere al meglio le immagini. La videocamera ha sempre risposto in modo fedele ed efficiente in tutte le situazioni di ripresa al chiuso o all’aperto”, ha concluso Annicchiarico che ha apprezzato l’estrema facilità dell’impostazione dei comandi.

Dal punto di vista della regia, Turolo ha apprezzato in particolar modo la resa cinematografica in ogni condizione di luce. Per lui EOS C300 Mark II si conferma una macchina versatile, che consente di rispettare i tempi di produzione predefiniti e affrontare con flessibilità ogni situazione, anche la più imprevista.